<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?><rss version="0.91"><channel><title>La Goccia ONLUS</title><link>http://www.la-goccia.it</link><description>News</description><language>it</language><copyright>Copyright 2007 La goccia</copyright><webMaster>webmaster@la-goccia.it</webMaster><item><title><![CDATA[Senago - Home Page]]></title><description><![CDATA[                                                                           <!--                     <div id="news">
<h1><a href="/content.asp?ID=366">QUI VA IL TITOLO</a></h1>
<img src="/public/content/364/auguri_cherished_660.jpg">
<div>
<span style="font-weight:bold; font-size:22px">«Possano tutti gli esseri viventi<br>
restare liberi dal dolore!»<br></span>
(Arthur Schopenhauer)<br><br>
<span style="font-weight:normal; font-size:22px">
A nome di tutte le bambine <br>
vittime di violenza, assistite nel centro<br>
"<a href="https://www.la-goccia.it/content.asp?ID=366">Cherished Home</a>" di Lusaka,<br>
un grande grazie a tutti Voi.
<br><br>
E che sia davvero un Buon Natale per tutti<br>

</span><br><br>
<span style="font-size:14px">(Nella foto gli auguri delle bambine di "Cherished Home")</div>
</div>
-->


<div id="news">
<h1><a href="/content.asp?ID=368">Bolivia - Postrervalle</a></h1>
<a href="/content.asp?ID=368"><img src="https://www.la-goccia.it/public/content/368/postrervalle2025_1.jpg" ></a>
<div><i>Ritorno a Postrervalle... guardando al futuro</i><br><br>
25 anni dopo La Goccia è ancora al 
	fianco dei ragazzi di Postrervalle in Bolivia, 
	perchè siano gli artefici del loro futuro</div>
</div>


    <!--
<div id="news">
<h1><a href="/5x1000">Il tuo 5x1000</a></h1>
<a href="/content.asp?ID=361"><img src="/public/content/364/5x1000_web.jpg"></a>
<div>
<h3>Chi può destinare il 5 x 1000?</h3>
Tutti coloro che: 
<br>» presentano il modello 730,
<br>» presentano il modello Persone Fisiche,
<br>» non presentano dichiarazione dei redditi, ma ricevono il modello CU dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico
<br><br>
per info: <a href="/5x1000">www.la-goccia.it/5x1000</a>
</div>
</div>


-->




















]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=287]]></link></item><item><title><![CDATA[Chi siamo - la storia e i valori ]]></title><description><![CDATA[                                              
<H1>CHI SIAMO - LA STORIA E I VALORI</H1>


<h3>L'Associazione"LA GOCCIA" è un’Organizzazione di Volontariato che realizza progetti di cooperazione nazionale ed internazionale a sostegno delle popolazioni più povere. Il suo impegno nasce da un profondo sentimento di amore e solidarietà verso tutti gli uomini e le donne che sono privati dei diritti, delle risorse e dei servizi indispensabili per condurre una vita dignitosa. </h3>
<p><em>"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano,<br>ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno."</em><br>
La celebre frase di Madre Teresa di Calcutta racchiude in sé l’essenza di ciò che da oltre 36 anni ci tiene uniti, ci guida, ci rafforza e ci sostiene nel portare aiuto a chi più ne ha bisogno. 
</p>
<p><h3>La storia</h3>Il cammino dell’Associazione comincia negli anni ’70, quando a Senago (MI) nasce il gruppo missionario parrocchiale, costituito da volontari impegnati in diverse attività di raccolta fondi ed iniziative di beneficenza. Il ricavato viene destinato a favore dei paesi del Sud del Mondo, finanziando svariati progetti di solidarietà: interventi di emergenza, costruzione di pozzi, ospedali, centri d’accoglienza, spedizioni di container, ecc.</P>
<P>Il gruppo subisce continue evoluzioni. Nel 1994 diventa Associazione, nel 1999 ottiene il riconoscimento di ONLUS ed inaugura nuove attività di autofinanziamento. In occasione della Pasqua (con uova di cioccolato e colombe) e del Natale (con panettoni, pandori ed altri prodotti natalizi) prendono vita importanti campagne di fund raising che la porteranno a moltiplicare gli interventi di solidarietà in tutto il mondo. </P>
<P>Nel corso degli anni sono sempre di più i volontari che, condividendo gli stessi valori de “La Goccia”, decidono di impegnarsi attivamente nelle sue attività. Grazie a loro aumenta anche la visibilità dell’Associazione in tutto il Nord Italia: dalla Valtellina a Modena, da Novi Ligure a Rimini cresce il numero di amici e sostenitori e con loro “La Goccia” stessa. </P>
<P>Nel 2002 viene acquistato e ristrutturato, grazie al lavoro dei volontari, un capannone dismesso di 600 m<SUP>2</SUP> che diventa la nuova sede dell’Associazione. Utilizzato per stoccare tutte le merci destinate ai vari progetti locali ed esteri, all’occasione, si trasforma anche in una grande sala per incontri formativi, iniziative di sensibilizzazione ed altri <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=356">eventi</A>.</P>
<P>Il nuovo capannone è la premessa per concretizzare il progetto “<A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=354">lotta allo spreco</A>”. Diventa negli anni punto di riferimento nella zona: la gente inizia a portare tutta una serie di materiale inutilizzato, che i volontari procedono a selezionare e a distribuire secondo necessità. </P>
<P>Il 2004 rappresenta l’anno di un importante cambiamento: grazie alla maggiore solidità finanziaria, alle numerose conoscenze acquisite e ad un’esperienza trentennale, “La Goccia” è in grado di dare vita a progetti propri. Tutti i progetti vengono sviluppati attraverso la collaborazione con partner italiani residenti sul territorio estero, che assicurino la piena e completa realizzazione delle opere e ne garantiscano nel tempo la gestione. <BR>Questi i progetti realizzati: 
<UL>
<LI>Etiopia - due centri polifunzionali per i poveri: ad <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=308">Addis Abeba</A> e a <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=325">Soddo</A>; 
<LI>Kenya - una <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=339">casa di accoglienza</A> per ex-ragazzi di strada a Nairobi; 
<LI>Sud Sudan - un <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=327">ospedale</A> nel villaggio di Marial Lou;
<LI>Nepal - un <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=309">presidio medico</A> nella regione montuosa del Dolpo;
<LI>Perù - un <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=305">ospedale</A> nel villaggio di Chacas.</LI></UL>Parallelamente a questi progetti non sono mai cessati i sostegni ed i finanziamenti ad altre realtà in Italia e nel Sud del Mondo (i “Microprogetti”): ogni anno giungono numerose richieste di aiuto, che vengono esaminate e, dove possibile, soddisfatte. 
<P></P>
<P align=left>Nel 2006 nascono i <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=296">campi estivi formativi-esperienziali</A> nella “casa” di Nairobi rivolti ai ragazzi italiani, con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare quei giovani pronti a “rinunciare” alle vacanze estive tradizionali per incontrare una nuova realtà, quella delle megalopoli africane e delle loro profonde diseguaglianze. I gruppi sono accompagnati da un educatore esperto della realtà africana, che è in grado di seguire i ragazzi nell’approfondimento e nella rielaborazione del “visto” che diventa “vissuto”. </P>
<P align=left>Sono moltissimi i giovani coinvolti nei campi-goccia nel corso degli anni. Ognuno si è portato a casa un bagaglio ricco di esperienze e motivazioni. Alcuni di loro hanno poi deciso di dare continuità a questa esperienza partecipando alle attività de “La Goccia”.</P>
<p>
<h3>I valori</h3>
Ognuna delle nostre attività, dai progetti di autosviluppo, alle campagne di raccolta fondi, ai campi estivi, è pensata con l’obiettivo di contribuire alla costituzione sul territorio locale di realtà in grado di sostenersi autonomamente e generare sviluppo. 
<br>
I nostri gesti di assistenza rendono gli uomini ancora più assistiti, a meno che non siano accompagnati da atti destinati a strappare le radici della povertà. Però, anche quando ci si trovasse di fronte a situazioni limite, in cui non fosse possibile un reale recupero, la vita continua ad avere valore e, pertanto, a meritare rispetto, solidarietà e amore. 
</p><p>
<h3>Una Goccia nell’oceano</h3>
Viviamo in un mondo segnato da profonde disuguaglianze, dove il 20% della popolazione mondiale consuma l’80% di risorse e oltre 1 miliardo di persone vive con meno di un dollaro al giorno.
<br>Così mentre la popolazione nelle zone rurali del Sud del Mondo è messa in ginocchio dalle siccità e cerca rifugio nelle zone urbane, le città si sovrappopolano di persone disperate che molto spesso si ritrovano a vivere nelle baraccopoli, dove la dignità umana è inghiottita da fango e miseria. 
<br>Pur convinti di non poter rovesciare le sorti dell’umanità, ci sentiamo coinvolti in prima persona, consapevoli che ogni cambiamento ha bisogno di tanti piccoli passi, che ogni oceano è formato da tante piccole gocce d’acqua.
</p><p>
<h3>“Le tue scelte non cambiano solo il tuo mondo”</h3>
Questa frase è diventata negli ultimi anni il leitmotiv delle nostre iniziative di sensibilizzazione.<br>Nel mondo globalizzato, in cui persone, informazioni e prodotti viaggiano sempre più rapidamente da una parte all’altra del pianeta, le nostre azioni hanno acquisito maggiore rilevanza, pertanto ogni singolo individuo è chiamato a scelte responsabili.<br>Tutto ciò lo vediamo nei nostri supermercati: ogni giorno vengono distrutte tonnellate di cibo, spesso provenienti da quegli stessi paesi in cui nel XXI secolo si muore ancora di fame.<br>Lo vediamo nelle nostre banche che finanziano la produzione di quelle armi che vengono impiegate nelle guerre per l’accaparramento delle risorse.<br>Lo vediamo nelle speculazioni che non si fermano nemmeno davanti ai generi alimentari.<br>E questi sono solo alcuni esempi.
</p><p>
<h3>“Key words”: lotta allo spreco, sensibilizzazione, cambiamento di stile di vita</h3>
Nonostante un quadro tanto negativo, siamo convinti che un cambiamento positivo sia possibile.<br>La chiave sta in una distribuzione solidale ed equa delle risorse mondiali e nel loro utilizzo sostenibile e consapevole.<br>Pertanto, da anni portiamo avanti un esempio concreto di lotta contro lo spreco.<br>Tutti gli oggetti e i prodotti dismessi da aziende e privati ritornano utili: sistemati e suddivisi, vengono spediti con container, donati ad altre associazioni che operano sul territorio italiano o utilizzati ai mercatini per raccogliere fondi per i progetti.<br>Inoltre promuoviamo iniziative di sensibilizzazione volte a far nascere in ogni singola persona una maggiore consapevolezza dell’importanza delle risorse (quali l’acqua, l’energia, il cibo).<br>In conclusione crediamo che noi (abitanti dei Paesi Ricchi) siamo chiamati ad un profondo cambiamento nello stile di vita.<br>Un passo indietro lungo la strada del consumismo smisurato, che diventi un passo in avanti verso la Terra e soprattutto verso tutte le persone che la abitano. 






















]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=288]]></link></item><item><title><![CDATA[Come aiutarci]]></title><description><![CDATA[                                      <h1>COME AIUTARCI</h1>

<h2>Ti ringraziamo per essere arrivato su questa pagina. Puoi aiutarci in tantissimi modi!
<br>Ecco alcuni spunti:
</h2>
<p>
<h3>Cambiamo noi stessi</h3>
Nel mondo 800 milioni di persone vivono nelle baraccopoli senza acqua corrente o energia elettrica mentre per noi sono beni ormai scontati; ogni 7 secondi un bambino muore di fame mentre noi buttiamo via 1/3 del cibo prodotto...
<br>Siamo convinti che <b>nel mondo debba avvenire un cambiamento radicale</b>, che porti i più ricchi ad uno stile di vita più sobrio e meno consumista e i più poveri a condizioni di vita più dignitose.
<br>È un cambiamento che deve necessariamente partire dalle singole persone e dalle nostre scelte personali: chi vuole cambiare il mondo inizi con il cambiare se stesso.
<br>Per questo puoi iniziare partendo da un tuo <b>cambiamento personale</b> verso uno stile di vita sempre più solidale nei confronti delle persone e dell’ambiente, cercando una <b>Felicità</b> che non sia appagamento materiale (l’auto nuova, il cellulare-ultimo-modello, il vestito firmato, ecc.), ma autenticità di rapporti e accoglienza verso gli altri.
<br>Ricorda: <em>le tue scelte non cambiano solo il tuo mondo!</em>
<br><b>Per saperne di più</b> visita la pagina <a href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=354"><b>Lotta allo Spreco</b></a>.
</p><p><h3>Partecipa e diventa un Volontario</h3>
Se vuoi partecipare direttamente alle nostre attività vienici a trovare nella nostra sede.
<br>I nostri volontari si impegnano:
<br>- nel far conoscere l’Associazione, i suoi valori e i suoi progetti
<br>- nelle attività di raccolta fondi (mercatini)
<br>- nel lavoro in sede: smistamendo dei prodotti donati all’Associazione
<br>- in attività di <b><a href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=355">sensibilizzazione</a></b> nelle scuole
</p>
<p>
<h3>Campagna di Natale e Campagna di Pasqua</h3>
Il Natale e la Pasqua sono festività che purtroppo la nostra società ha fatto diventare occasioni di consumo sfrenato, in totale contrasto con il loro significato originale.
<br>Da anni La Goccia s’impegna ad associare alla gioia della festa il valore della solidarietà.
<br>Infatti, grazie alle nostre proposte di <b><A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=328">panettoni, pandori e cesti regalo</A></b> a Natale e di <b><A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=329">uova di cioccolato e colombe</A></b> a Pasqua, realizzati con prodotti di alta qualità, raccogliamo fondi per i nostri progetti nel Sud del Mondo.
<br>Se desideri unire i tuoi regali ad un messaggio solidale ti invitiamo a partecipare alle nostre Campagne.
</p>
<p><h3>Sensibilizzazione</h3>
Convinti dell’importanza della conoscenza, siamo disponibili ad organizzare momenti in cui raccontare le esprienze e le testimonianze su quella parte del Mondo che incontriamo attraverso i nostri progetti.
<br>Se condividi i nostri valori e sei interessato alla loro divulgazione invitaci nella tua azienda, scuola o parrocchia per un incontro.
<br>Per maggiori infornazioni visita la pagina <b><a href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=356">Eventi ed Incontri</a></b>.
</p>
<p><h3>5 x 1000</h3>
Oltre all’8x1000, nella dichiarazione dei redditi puoi decidere di donare il 5 x 1000 ad un’Associazione. Per poterlo donare a La Goccia, basterà inserire nell’apposito spazio il nostro codice fiscale: 11216730157
<br>Per informazioni visita la <b><A href="http://www.la-goccia.it/5x1000.asp">pagina dedicata al 5 x 1000</a></b>.
</p>
<p><h3>Goccialetter</h3>
Se vuoi essere aggiornata/o su tutte le nostre attività <b><A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=287#goccialetter">iscriviti</A></b> alla nostra newsletter mensile.
</p>
<p><h3>Canali Web</h3>
La Goccia è anche su <b><A href="http://www.facebook.com/pages/Associazione-La-Goccia-Onlus/104732966225658">Facebook </A></b>e su <b><A href="http://www.youtube.com/laGocciaOnlus">YouTube</A></b>!
<br>Puoi contribuire a farci conscere e aumentare le visite sui nostri canali!
</p>
<p><h3>Donazioni</h3>
Per le tue donazioni utilizza:
<br><br>
    BANCO BPM – Filiale di Senago
        <br>IBAN IT77P0503433820000000011172
<br><br>
Conservando la ricevuta del versamento si potrà dedurre la somma offerta dalla dichiarazione dei redditi ai sensi del D.L. 460/97                                 
</p>
<p><h3>Contattaci</h3><br>
Email: lagoccia@la-goccia.it
Telefono: 0299052325</p>




















]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=290]]></link></item><item><title><![CDATA[Campi Estivi di Volontariato in Africa]]></title><description><![CDATA[                                                                                        


<h1>CAMPI ESTIVI</h1>
<h2>Dall'estate del 2006 La Goccia organizza campi di volontariato formativi-esperienziali in Africa rivolti ai ragazzi italiani.</h2>
<p><h3>Cos’è un campo formativo-esperienziale?</h3>
È un percorso di crescita personale costituito da una serie di esperienze formative. Il campista incontra una realtà diversa, nella fattispecie quella dei ragazzi di strada delle città del Sud del Mondo; relazionandosi con loro ed entrando in contatto con un’altra cultura, acquista le basi per poter osservare da altre prospettive il mondo che lo circonda. Il gruppo è seguito da una o più figure di riferimento in grado di seguirlo negli spostamenti in loco, nell’approfondimento e nella rielaborazione del "visto" che diventa "vissuto".</P>
<p>
<h3>Perché la Goccia organizza i campi?</h3>
L’obiettivo è di coinvolgere e sensibilizzare quei giovani pronti a “rinunciare” alle vacanze estive tradizionali per intraprendere un importante cammino di crescita, in grado di portarli ad un cambiamento personale dello stile di vita. È fondamentale che questa esperienza avvenga in un gruppo, perché solo la condivisione e la rielaborazione delle emozioni vissute permettono di comprenderle ed assimilarle.</P>

<p>
<h3>A chi sono rivolti i campi-goccia?</h3>A tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. </P><p>
<h3>Dove si svolgono i campi-goccia? In quale periodo? </h3>Dal 2024 il campo estivo si svolge in Zambia, prevalentemente a Lusaka, in una casa di accoglienza per ragazze vittime di violenza. La durata è di 20 giorni, approssimativamente nelle prime settimane di agosto.</P>


<P><h3>Come è organizzato un campo?</h3>
Il gruppo soggiorna nella prima parte del campo in una struttura a Lusaka ed organizza attività di animazione con le ragazze accolte dal progetto Cherished Home, che diventano importanti momenti di relazioni, di giochi e di vita insieme.
<br>Inoltre è l'occasione per conoscere altre realtà della zona (baraccopoli, strutture di accoglienza, cooperative di lavoro, ecc.) con lo scopo di comprenderne a fondo il contesto d’inserimento.
<br>
Nella seconda parte, il gruppo soggiorna in una realtà rurale e partecipa alle attività della popolazione, prendendo così coscienza delle condizioni di vita locali.
</P>



<P><h3>Per iscriversi al campo bisogna partecipare a selezioni o corsi di formazione?</h3>Bisogna partecipare ad un colloquio preliminare, conoscitivo e selettivo. Una volta iscritti al campo, i ragazzi sono tenuti a partecipare a 3 incontri formativi. Queste sono occasioni molto importanti per conoscere gli altri partecipanti e iniziare così a costruire il gruppo, per capire a fondo l’esperienza che si andrà ad affrontare, per programmare le attività e per avere indicazioni sulle precauzioni da prendere.</P>



<P><h3>Cosa è richiesto ad un campista?</h3>Innanzi tutto bisogna affrontare il campo con lo stato d’animo di chi parte non per vedere qualcosa, ma per vivere qualcosa. È fondamentale avere una grande voglia di: mettersi in gioco, intraprendere relazioni, dare e ricevere emozioni, mettere a disposizione le proprie capacità personali. È fortemente consigliata una conoscenza base della lingua inglese.</P>

<P><h3>Quanto costa il viaggio?</h3>Il costo complessivo è di 1.950 € / 2.050 € (cifra da confermare a seconda dei costi aerei) e comprende:  
<br>
- preparazione,
<br>
- formazione,
<br>
- viaggio aereo, 
<br>
- assicurazione, 
<br>
- visto, 
<br>
- spostamenti sul territorio, 
<br>
- vitto e alloggio.</p>

<P><h3>A chi rivolgersi per le iscrizioni o altre informazioni?</h3>Contattaci telefonicamente allo 02.99052325 - 338.6632752 - 335.5904246, oppure invia una mail a lagoccia@la-goccia.it.<br>
Ogni anno le iscrizioni sono aperte dal 1° febbraio al 30 aprile.</P>

<P><h3>Per saperne di più:</h3>
- scarica il <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/content/296/programma_campi_2025.pdf" target=_blank>programma <IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A> dei campi 2025
</P>

<P><h3>Testimonianze dei ragazzi che hanno 
partecipato ai campi-goccia</h3></P>
<P><STRONG>- 
</STRONG>2019: Incontrarsi <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/incontrarsi.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P><STRONG>- 
</STRONG>2019: Pezzi di puzzle - lettera di Roberto da Nairobi <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/pezzi_di_puzzle.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P><STRONG>- 
</STRONG>2018: Testimonianze <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/testimonianza.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P><STRONG>- 
</STRONG>2016: Memorie Africane. <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/campo2016.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>

<P><STRONG>- 
</STRONG>2014: Dialogo con l'Africa. <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/2014.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P><STRONG>- 
</STRONG>2013: Diario di Bordo. <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/diario_campi_2013.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>

<P><STRONG>- 
</STRONG>2012: Emozioni dall'Africa. <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/296/testimonianze_campo_2012.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P>- 2011: Voci 
dall'Africa. <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/292/Voci%20dall'Africa%202011.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P>- 2010: Gocce di Memoria <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/292/TestimonianzaKenya2010.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A> (Tone la Maji) - Diario di Bordo <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/Content/292/TestimonianzaEtiopia2010.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A> (Soddo)</P>
<P>- 
2009: Diario di Bordo Tone la Maji 2009 
<A 
href="https://www.la-goccia.it/public/content/292/DIARIO%20DI%20BORDO_agosto2009.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P>- 2008: Voci da Tone la Maji 2008 <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/content/292/TonelaMajiAgo08.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P>- 2007: Voci da Tone la Maji 2007<A 
href="https://www.la-goccia.it/public/content/292/TonelaMajiAgo07.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" 
border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P>- 2006: L'altra faccia della povertà <A 
href="https://www.la-goccia.it/public/content/292/Matteo%20racconta%20Tone%20la%20Maji.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif"></A></P>
<P><BR><STRONG>Video del campo a Napenda Kuishi 2016
<BR></STRONG><BR></P>
<P><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/fdmC1NRHtBo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></P>
<P><BR><STRONG>Video del campo a Tone la Maji 2014
<BR></STRONG><BR></P>
<P><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_JQQMvPb7qw" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></P>
<P><STRONG>Video del primo campo a Tone la Maji (2006) 
</STRONG></P>
<P><IFRAME height=315 
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=296]]></link></item><item><title><![CDATA[Mercatino dell'usato - nuovo]]></title><description><![CDATA[                                                                                                                              <h1>MERCATINO DI RACCOLTA FONDI</h1>
<h3>Orari di apertura:<table><tbody><tr><td>martedì  </td><td>14.30 - 18.30</td></tr><tr><td>sabato  </td><td> 14:30 - 18:30</td></tr></tbody></table></h3>

<p>Ogni martedì e ogni sabato La Goccia apre al pubblico. Il materiale, che è stato donato da privati o aziende e rigenerato dai volontari dell'Associazione, viene esposto per ricevere una nuova vita.
<br><br>Puoi trovare oggetti usati o nuovi, di ogni tipologia: vestiti, scarpe, borse, libri, giochi, bigiotteria, prodotti per l'igiene, prodotti per l'infanzia, tessili, casalinghi, ecc</p>
<p><img src="https://www.la-goccia.it/public/content/297/mercatino_w.png"><a href="https://www.la-goccia.it/public/content/297/cosa_ritiriamo.jpg" target=_blank><img src="https://www.la-goccia.it/public/content/297/cosa_ritiriamo_b.jpg"></a></p>
<p>Il mercatino si trova in un capannone di 500mq, sede dell'Associazione.<br>E' presente un ampio piazzale interno dove parcheggiare le auto.<br>

<br><a href="https://maps.app.goo.gl/DqKAouwAujHHNmWJ6" target=_blank>Associazione La Goccia OdV, Via Risorgimento 13, Senago (MI)</a>
<br>Tel: 02 99052325 - email: lagoccia@la-goccia.it<br><br>
<a href="https://maps.app.goo.gl/DqKAouwAujHHNmWJ6" target=_blank><img src="http://www.la-goccia.it/public/content/297/mappa.png"></a></p>






<br>

  <h1>MERCATINO ONLINE</h1>
<p>Per gli amici più distanti, abbiamo anche tante proposte originali online. Scoprile sulla vetrina di <a href="https://www.subito.it/annunci-italia/vendita/usato/?q=associazione-la-goccia-o.d.v.-senago&from=top-bar" target=_blank>Subito.it</a>
</p>

       <p>
<a href="https://www.subito.it/annunci-italia/vendita/usato/?q=associazione-la-goccia-o.d.v.-senago&from=top-bar" target=_blank><img src="http://www.la-goccia.it/public/content/364/subito.png"></a>
</p>











































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=297]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Perù - Chacas - Ospedale Mama Ashu]]></title><description><![CDATA[                                <h1>PERU'- CHACAS - Un ospedale per loro</H1>
<h3>L'Ospedale Mama Ashu di Chacas è l'unica struttura sanitaria gratuita di riferimento per migliaia di persone che vivono in difficili condizioni sulle Ande peruviane</h3>
<P><h3>Anno di inizio:</h3>2000
<br><br><h3>Contesto:</h3>La sanità peruviana è caratterizzata dal paradosso tra un sistema gratuito e la mancanza di fruibilità da parte delle persone più povere ed isolate. Infatti durante gli anni '90 era stata varata una riforma del sistema sanitario per agevolare la realizzazione sia di ospedali pubblici e gratuiti, sia privati. Tuttavia la maggior parte delle nuove strutture, oltre ad essere inefficiente, è concentrata nelle aree urbane, pertanto agli abitanti più lontani dai grossi centri abitati è negato l&#8223;effettivo accesso ai servizi sanitari, se non in seguito a viaggi lunghissimi ed onerosi.<BR>In particolare, nella provincia andina di Chacas, date le difficili condizioni di vita locali e la carente situazione igienica, ammalarsi è facile e per il <EM>campesino </EM>che a stento ha di che mangiare, trovare i soldi necessari per raggiungere le strutture pubbliche è praticamente impossibile!<BR><BR><h3>Descrizione del progetto:</h3>Da anni "La Goccia Onlus" in collaborazione con "Operazione Mato Grosso" sostiene l’ospedale Mama Ashu inviando containers con medicinali e materiale sanitario e finanziando le spese generali della struttura. A Chacas dal 1994 esisteva già un centro di salute del tutto insufficiente però a fronteggiare la grave situazione sanitaria. Nel 2000 viene così inaugurato il nuovo ospedale che è tuttora l’unico presidio sanitario gratuito della provincia andina, una vallata tra le catene della Cordillera Blanca, abitata da circa 60.000 persone. La gente andina ha acquistato fiducia in questa istituzione ed il numero di pazienti, provenienti anche da zone lontane, cresce di giorno in giorno. Sono molti i medici e gli infermieri italiani che si alternano a Chacas lavorando gratuitamente ed in condizioni difficili. Questo assicura un costante aiuto per potenziare e migliorare le attività dell’ospedale che si avvale anche di personale infermieristico locale.</P>
<h3>Reportage fotografico</h3>


            
                <!-- Slideshow container -->
<div class="slideshow-container">

  <!-- Full-width images with number and caption text -->
  <div class="mySlides fade">
    <img src="http://www.la-goccia.it/images/chacas/esterno ospedale.JPG" style="width:100%">
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    <img src="http://www.la-goccia.it/images/chacas/dottoressa elisa.JPG" style="width:100%">
  </div>

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    <img src="http://www.la-goccia.it/images/chacas/gemelline neonate.JPG" style="width:100%">
  </div>


   <div class="mySlides fade">
    <img src="http://www.la-goccia.it/images/chacas/mamma e bimba.JPG" style="width:100%">
  </div>


  

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    <img src="http://www.la-goccia.it/images/chacas/ricovero bimba.JPG" style="width:100%">
  </div>


  

   <div class="mySlides fade">
    <img src="http://www.la-goccia.it/images/chacas/visita medica bimba.JPG" style="width:100%">
  </div>

  


<!-- Next and previous buttons -->
  <a class="prev" onclick="plusSlides(-1)">&#10094;</a>
  <a class="next" onclick="plusSlides(1)">&#10095;</a>
</div>
<br>

<!-- The dots/circles -->
<div style="text-align:center; max-width:700px">
 <span class="dot" onclick="currentSlide(1)"></span> 
  <span class="dot" onclick="currentSlide(2)"></span> 
  <span class="dot" onclick="currentSlide(3)"></span> 
 <span class="dot" onclick="currentSlide(4)"></span> 
  <span class="dot" onclick="currentSlide(5)"></span> 

</div> 

<script>
var slideIndex = 1;
showSlides(slideIndex);

// Next/previous controls
function plusSlides(n) {
  showSlides(slideIndex += n);
}

// Thumbnail image controls
function currentSlide(n) {
  showSlides(slideIndex = n);
}

function showSlides(n) {
  var i;
  var slides = document.getElementsByClassName("mySlides");
  var dots = document.getElementsByClassName("dot");
  if (n > slides.length) {slideIndex = 1}
  if (n < 1) {slideIndex = slides.length}
  for (i = 0; i < slides.length; i++) {
      slides[i].style.display = "none";
  }
  for (i = 0; i < dots.length; i++) {
      dots[i].className = dots[i].className.replace(" active", "");
  }
  slides[slideIndex-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex-1].className += " active";
} </script>



<P><h3>Fondi stanziati:</h3>
Anno 2000 £ 140.741.000
<BR>Anno 2001 £ 170.447.000
<BR>Anno 2002 € 97.015
<BR>Anno 2003 € 85.437
<BR>Anno 2004 € 103.000
<BR>Anno 2005 € 118.000
<BR>Anno 2006 € 143.150
<BR>Anno 2007 € 103.930
<BR>Anno 2008 € 138.618
<BR>Anno 2009 € 122.467
<BR>Anno 2010 € 123.000
<BR>Anno 2011 € 135.000
<BR>Anno 2012 € 146.310
<BR>Anno 2013 € 90.860
<BR>Anno 2014 € 96.700
<BR>Anno 2015 € 132.710
<BR>Anno 2016 € 101.000
<BR>Anno 2017 € 76.000
<BR>Anno 2018 € 122.000
<BR>Anno 2019 € 67.675
<BR>Anno 2020 € 100.481
<BR>Anno 2021 € 77.520
<BR>Anno 2022 € 124.125
<BR>Anno 2023 € 94.463
<BR>Anno 2024 € 58.100 
<BR>Anno 2025 € 46.700 luglio</P>
<P><h3>Approfondimenti</h3>Volantino Natale <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/305/Volantino_CHACAS.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> 
</P>
<P><B>Per contribuire al progetto:<BR></B>Visita la pagina <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=290">Come Aiutarci</A>.</P>
<p><A title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></p>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=305]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Bolivia Postrervalle (2)]]></title><description><![CDATA[  <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>

<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2 align=center>BOLIVIA-Una scuola per Postrervalle </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><STRONG>
<P><BR>Nome del Progetto</STRONG>:<BR>Una scuola per Postrervalle<BR><BR><STRONG>Anno di inizio</STRONG>: <BR>2007<BR><STRONG><BR><STRONG>Descrizione del progetto</STRONG></STRONG>:<BR>Costruzione della scuola materna Kinder. A Postrervalle esiste già un asilo, ospitato nei locali della parrocchia e frequentato da 45 piccoli allievi da 0 a 6 anni; purtroppo lo spazio a disposizione non è più sufficiente per accogliere altri bimbi. Le insegnanti crescono i bambini con affetto e con tutta l’attenzione di cui hanno bisogno, impartiscono loro un’istruzione di base ma decisiva per la loro crescita; li fanno giocare, li educano. L’obiettivo è  costruire una sede scolastica più grande, in modo da  poter ospitare sempre più bambini, riuscendo così a migliorare le condizioni della popolazione.<BR><BR><STRONG>Fondi inviati:</STRONG>                          <BR><SPAN lang=IT class=newsletter><STRONG><FONT color=#336799>Anno 2007  $ 77.432<BR></FONT></STRONG></SPAN><SPAN lang=IT>Destinati alla costruzione della scuola materna<BR></SPAN><BR><STRONG>Approfondimenti     <BR></STRONG><SPAN lang=IT>Volantino Pasqua 2007 <A class=newsletter href="http://www.la-goccia.it/public/content/306/Volint Pasqua 2007.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><A class=newsletter href="http://www.la-goccia.it/public/content/306/Volcop Pasqua 2007.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <BR></SPAN>La lettera di Massimo e Wanda<A href="/public/content/295/La%20lettera%20di%20Massimo%20e%20Wanda.doc"><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR></SPAN></P>
<P><BR> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp"><U><FONT color=#810081>< torna ai progetti </FONT></U></A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width=100>
<TBODY>
<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
<TD>
<DIV id=postrervalle>
<OBJECT codeBase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,19,0" classid=clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000 width=145 height=360><PARAM NAME="_cx" VALUE="3836"><PARAM NAME="_cy" VALUE="9525"><PARAM NAME="FlashVars" VALUE=""><PARAM NAME="Movie" VALUE="../flash/gallery_bolivia.swf"><PARAM NAME="Src" VALUE="../flash/gallery_bolivia.swf"><PARAM NAME="WMode" VALUE="Transparent"><PARAM NAME="Play" VALUE="0"><PARAM NAME="Loop" VALUE="-1"><PARAM NAME="Quality" VALUE="High"><PARAM NAME="SAlign" VALUE=""><PARAM NAME="Menu" VALUE="-1"><PARAM NAME="Base" VALUE=""><PARAM NAME="AllowScriptAccess" VALUE=""><PARAM NAME="Scale" VALUE="ShowAll"><PARAM NAME="DeviceFont" VALUE="0"><PARAM NAME="EmbedMovie" VALUE="0"><PARAM NAME="BGColor" VALUE=""><PARAM NAME="SWRemote" VALUE=""><PARAM NAME="MovieData" VALUE=""><PARAM NAME="SeamlessTabbing" VALUE="1"><PARAM NAME="Profile" VALUE="0"><PARAM NAME="ProfileAddress" VALUE=""><PARAM NAME="ProfilePort" VALUE="0"><PARAM NAME="AllowNetworking" VALUE="all"><PARAM NAME="AllowFullScreen" VALUE="false">
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=306]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Kenya - Tone La Maji]]></title><description><![CDATA[        <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
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<TR>
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<TR>
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<H2 align=center>KENYA-Tone La Maji </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%" colSpan=2>
<P><STRONG>Nome del Progetto</STRONG>:<BR>Tone La Maji<BR><BR><STRONG>Anno</STRONG><STRONG> di inizio</STRONG>: <BR>2004<BR><BR><STRONG>Contesto:<BR></STRONG>Nairobi, capitale keniana, come tutte le città del Sud del Mondo, vive il dramma dei ragazzi di strada. La miseria delle baraccopoli, unita al diffondersi inarrestabile dell'Aids, crea una moltitudine di ragazzi con enormi problematiche famigliari oppure orfani, che si trovano a vivere per le strade della città.<BR>Sono ragazzi che sopravvivono senza regole tra furtarelli ed elemosina, rovistano tra i rifiuti, sniffano colla per sopprimere i morsi della fame, dormono per strada, fuggono in continuazione dalla polizia, dentro e fuori dalle prigioni, vengono allontanati dalle persone. È questa la vita di milioni di bambini di strada, scappati dalla povertà delle famiglie e cresciuti nelle baraccopoli e nelle periferie metropolitane di tutto il mondo. Sono ragazzi senza identità, senza educazione e senza futuro.<BR><BR><STRONG>Descrizione del progetto</STRONG>:<BR>La Goccia ha realizzato una casa di accoglienza per 60 ex ragazzi di strada di Nairobi con l’obiettivo di farli crescere nel calore di una grande famiglia, permettendo loro di studiare, acquisire una professionalità, superare il drammatico passato vissuto in strada, per aiutarli a divenire il futuro consapevole dell’Africa. Il progetto, per cui la Goccia ha presentato un piano decennale, viene seguito direttamente da un referente italiano che visita periodicamente la struttura.<BR><STRONG><BR><STRONG>Guarda il video del progetto</STRONG></STRONG>:<BR><BR></P>
<P align=center><IFRAME height=315 src="http://www.youtube.com/embed/_JXEYqwkuVs" frameBorder=0 width=420 allowfullscreen></IFRAME></P>
<P><BR><BR><STRONG>Fondi inviati</STRONG>:<BR><FONT color=#000000><SPAN class=newsletter><STRONG>Anno 2004 E. 230.000</STRONG>   </SPAN>          <BR>finalizzati all’acquisto del terreno e alla costruzione della struttura<BR><SPAN class=newsletter><STRONG>Anno 2005 E. 185.000 </STRONG></SPAN>(conclusione dei lavori di costruzione, acquisto degli arredamenti, mantenimento della struttura:vitto e alloggio dei 60 ragazzi, spese di gestione del personale e delle attrezzature, spese sanitarie e scolastiche)<BR><SPAN class=newsletter><STRONG>Anno 2006 € 50.000 </STRONG>(mantenimento)</SPAN><BR></FONT><SPAN lang=IT><STRONG>Anno 2007 € 60.000 </STRONG>(mantenimento)<BR></SPAN><SPAN lang=IT><SPAN lang=IT><STRONG>Anno 2008 € 70.000 </STRONG>(mantenimento)<BR></SPAN><SPAN lang=IT><FONT color=#275078><SPAN lang=IT><STRONG>Anno 2009 € 75.000 </STRONG><FONT color=#000000>(mantenimento)</FONT><BR></SPAN></FONT></SPAN><FONT color=#275078><SPAN lang=IT><STRONG>Anno 2010 € 70.000 </STRONG><FONT color=#000000>(mantenimento)<BR><SPAN lang=IT><FONT color=#275078><STRONG>Anno 2011 € 58.750 </STRONG></FONT><FONT color=#000000>(mantenimento)<BR><SPAN lang=IT><FONT color=#275078><STRONG>Anno 2012 € 70.000 </STRONG></FONT><FONT color=#000000>(mantenimento)</FONT></SPAN><br><SPAN lang=IT><FONT color=#275078><STRONG>Anno 2013 € 17.500 </STRONG></FONT><FONT color=#000000>(mantenimento)</FONT></SPAN></FONT></SPAN></FONT></SPAN></FONT></SPAN><SPAN lang=IT><FONT color=#275078><SPAN lang=IT><FONT color=#000000><BR></FONT></SPAN></FONT><BR><STRONG>Per contribuire al progetto</STRONG></STRONG>:<BR>Visita la pagina <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=298">Sostegno a distanza</A> o la pagina <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=290">Come Aiutarci</A></SPAN></P>
<P><STRONG>Approfondimenti<BR></STRONG>Documentazione  economico finanziaria di dettaglio: <A class=newsletter href="http://www.la-goccia.it/download/Tone%20la%20Maji_programma%20educativo.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <BR>Volantino Pasqua 2011 <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/307/Volantino Pasqua 2011.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>Volantino Pasqua 2008 <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/307/Volantino Pasqua 2008.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>30 aprile 2007 - <A href="/public/content/295/le%20attivita%20ricreative%20dei%20ragazzi.doc">Le attività ricreative dei ragazzi<BR></A>19 giugno 2007 - <A href="/public/content/295/il%20dolore%20per%20la%20perdita%20della%20mamma%20di%20Mwangi.doc">Il dolore per la perdita della mamma di Mwangi<BR></A>Nella pagina <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=296">Campi di lavoro</A> troverai i racconti dei ragazzi che hanno partecipato ai campi formativi-esperienziali a Tone La Maji</P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp"><U><FONT color=#810081>< torna ai progetti </FONT></U></A></DIV></TD></TR>
<TR>
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<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=307]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Etiopia - Addis Abeba - Centro S.Giuseppe]]></title><description><![CDATA[                                                                                                         
                                                                         <H1>ETIOPIA - Il Centro San Giuseppe di Addis Abeba</H1>
<h3>Il Centro San Giuseppe è un'àncora di salvezza per migliaia di senzatetto e persone bisognose di Addis Abeba, ai quali fornisce assistenza e servizi indispensabili.</h3>

<P><h3>Anno di inizio</h3>2004<BR><BR><h3>Contesto</h3>Da sempre crocevia di migrazioni e rotte commerciali, l’Etiopia è lo stato più antico dell’Africa e anche uno dei più affascinanti e ricco di tradizioni millenarie. Tuttavia oggi è uno degli stati più poveri del pianeta e l’economia versa in uno stato complessivo di arretratezza. Questa nazione avrebbe potuto svilupparsi velocemente, ma le guerre civili degli anni 80-90, le carestie e i continui scontri con l’Eritrea e la Somalia hanno assorbito tutte le risorse, mettendo in ginocchio la popolazione. Gli abitanti delle zone rurali, spinti da condizioni estreme, sono costretti a migrare verso le città alla ricerca di una vita migliore. Ad accoglierli nella realtà urbana molto spesso trovano però gli slum: sconfi nati quartieri di baracche in lamiera e di fogne a cielo aperto, dove il fango e la miseria inghiottiscono il loro futuro e la loro dignità di uomini. <BR>La capitale Addis Abeba, cuore politico e commerciale del paese, racchiude in sé le contraddizioni che caratterizzano le megalopoli africane. Da un lato è in atto negli ultimi anni un rapido sviluppo incrementato da ingenti investimenti (soprattutto stranieri), dall’altro però la maggioranza degli abitanti vive ancora negli slum o sui marciapiedi della capitale.<BR><BR><h3>Descrizione del progetto</h3>Il Centro San Giuseppe, fondato nel 2003 da Almea Bordino, una donna italo-etiope, nasce come mensa per i poveri, in grado di distribuire circa 350 pasti al giorno. Dal 2004 è iniziata la collaborazione con La Goccia, nel giro di pochi anni i pasti triplicano fino a raggiungere quota 1200.<BR>Successivamente la mensa di Addis Abeba diventa un vero e proprio "centro polifunzionale", con l'aggiunta di altri servizi di prima necessità: un dormitorio che accoglie 150 persone (soprattutto per i bambini con le loro mamme e per gli anziani), un lavatoio, un servizio docce calde e un servizio medico di primo soccorso. Inoltre vengono finanziati i sostegni scolastici per 350 bambini, le cui famiglie non possono permettersi i costi per la loro istruzione.
<br>Il  Centro  ha  creato  un  data  base  con  i  dati  delle  persone  che  chiedono  di  entrare  nel  programma  di sostegno.  In  questo  modo  è  stato  possibile  censire  migliaia  di  bisognosi  ed  assisterli  con  aiuti  mirati. Inoltre, con lo scopo di raggiungere il numero più elevato di persone e di sfruttare al massimo le potenzialità del Centro, si è deciso di garantire ad ogni persona un solo pasto a settimana e una sola doccia calda ogni 15 giorni, mentre il centro medico e il lavatoio sono servizi sempre disponibili. Tale “regola”, seppur stabilita a malincuore, è stata pensata anche come strumento per incentivare le persone a darsi da fare per uscire dalle condizioni di miseria, senza contare esclusivamente sull’assistenzialismo.<br>Attualmente oltre 8.820 persone all'anno ricevono aiuto dal Centro San Giuseppe e questo numero è destinato a crescere.
</P>

<h3>Foto</h3>
<P>

            
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</div>
<br>

<!-- The dots/circles -->
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</div> 

<script>
var slideIndex = 1;
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  showSlides(slideIndex = n);
}

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  var i;
  var slides = document.getElementsByClassName("mySlides");
  var dots = document.getElementsByClassName("dot");
  if (n > slides.length) {slideIndex = 1}
  if (n < 1) {slideIndex = slides.length}
  for (i = 0; i < slides.length; i++) {
      slides[i].style.display = "none";
  }
  for (i = 0; i < dots.length; i++) {
      dots[i].className = dots[i].className.replace(" active", "");
  }
  slides[slideIndex-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex-1].className += " active";
} </script>
</P>




<h3>Ottobre 2020 - una casa di accoglienza per giovani madri</h3>
<P>Negli ultimi anni ad Addis Abeba si è aggravato un triste fenomeno sociale.
Si tratta di giovani donne, per lo più scappate dalle condizioni di arretratezza delle zone rurali, che giungono in città prive di un appoggio. 
<br>
Conoscono ben presto la violenza della vita di strada e iniziano ad abusare di sostanze dannose come la colla per non sentire i morsi della fame e del freddo. 
Spesso sono circuite e sfruttate da gente con pochi scrupoli e si ritrovano abbandonate con uno o più bambini a cui provvedere.
<br>Lo Stato è intervenuto con la realizzazione di strutture di accoglienza, che però sono insufficienti ed al collasso per l’alto numero di ragazze ospitate.
Per arginare il problema, è stato chiesto aiuto ad altre realtà ed organizzazioni, tra cui il Centro San Giuseppe, che ha risposto positivamente alla richiesta, dichiarandosi pronto a realizzare un progetto di accoglienza.
<br>Nel giro di 6 mesi è stato ristrutturato il dormitorio del Centro, rendendolo in grado di ospitare 25 ragazze e i loro bambini.
Il progetto prevede la presenza di 4 educatori per i bambini, 2 educatori per le mamme, 1 psicologo e 1 infermiere. 
<br><br>Le giovani donne con i loro bambini vengono accolte in un ambiente sereno dove possono rivivere i valori famigliari di amore e condivisione. 
<br>L’obiettivo del progetto è di accompagnare le mamme ed i loro figli in
un percorso di reinserimento sociale che garantisca il raggiungimento
dell’autonomia economica in un periodo di 12-15 mesi.
<br><br>
Il percorso prevede un primo periodo di recupero e un secondo di
formazione.
<br>Nella prima fase le donne sono seguite quotidianamente da personale
specializzato che fornisce supporto psicologico, educativo e lezioni
sui comportamenti sociali (terapia di autostima, guida alla ricerca delle
qualità individuali, supporto nella relazione ed educazione dei figli, ecc.).
Inoltre il personale infermieristico provvede alle cure mediche,
necessarie soprattutto nel caso di recupero da tossicodipendenze.
In questa prima fase alle giovani madri è richiesto il rispetto serio delle
regole e la partecipazione attiva alla vita della comunità: requisiti
fondamentali per proseguire il percorso.
<br>I bambini sono seguiti da quattro educatori e frequentano l’asilo o le
scuole elementari.
<br><br>Nella seconda fase, le madri sono avviate a corsi di formazione
professionale (artigianato, cucina, parrucchiera, sartoria, ecc.) e,
parallelamente, coloro che non hanno potuto completare gli studi di
base vengono aiutate a conseguire il diploma.
<br><br>
Alla fine del percorso le donne sono in grado di inserirsi nel mondo del lavoro e
di mantenere sé e i propri figli.
Per sostenerle nei primi mesi di vita autonoma, abbiamo creato
un fondo per aiutarle a pagare l’affitto ed in alcuni casi ad avviare una
piccola attività.
</P>

<h3>Foto</h3>

<P>
            
                <!-- Slideshow container -->
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</div>
<br>

<!-- The dots/circles -->
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</div> 

<script>
var slideIndex1 = 1;
showSlidess(slideIndex1);

// Next/previous controls
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  showSlidess(slideIndex1 += m);
}

// Thumbnail image controls
function currentSlidess(m) {
  showSlidess(slideIndex1 = m);
}

function showSlidess(m) {
  var j;
  var slidess = document.getElementsByClassName("mySlidess");
  var dots = document.getElementsByClassName("dott");
  if (m > slidess.length) {slideIndex1 = 1}
  if (m < 1) {slideIndex1 = slidess.length}
  for (j = 0; j < slidess.length; j++) {
      slidess[j].style.display = "none";
  }
  for (j = 0; j < dots.length; j++) {
      dots[j].className = dots[j].className.replace(" active", "");
  }
  slidess[slideIndex1-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex1-1].className += " active";
} </script>





</P>
<h3>Guarda il video del progetto</h3><P><iframe class="slideshow-container" width="100%" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/lQ-2aHHxALU" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></P>

<P><h3>Fondi inviati</h3>
Anno 2004 E.  40.000,00
<BR>Anno 2005 E.  30.000,00
<BR>Anno 2006 E.  60.000,00
<BR>Anno 2007 E. 114.600,00
<BR>Anno 2008 E.  93.090,00
<BR>Anno 2009 E.  97.810,00
<BR>Anno 2010 E.  99.120,00
<BR>Anno 2011 E.  99.115,00
<BR>Anno 2012 E.  94.630,00
<BR>Anno 2013 E.107.518,00
<BR>Anno 2014 E.123.000,00
<BR>Anno 2015 E.116.000,00
<BR>Anno 2016 E.116.000,00
<BR>Anno 2017 E.114.000,00
<BR>Anno 2018 E.  96.600,00
<BR>Anno 2019 E. 115.700,00
<BR>Anno 2020 E. 80.000,00
<BR>Anno 2021 E. 110.500,00
<BR>Anno 2022 E. 115.000,00
<BR>Anno 2023 E. 51.000,00<BR>Anno 2024 E. 50.000,00</P>

<h3>Approfondimenti</h3><P>Volantino Pasqua 2006 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/308/Volantino1 Pasqua 2006.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/308/Volantino2 Pasqua 2006.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>Volantino Natale 2006 <A href="https://www.la-goccia.it/download/Centro%20San%20Giuseppe_Etiopia_interno.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <A href="https://www.la-goccia.it/download/Centro%20San%20Giuseppe_Etiopia_esterno.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>Volantino Pasqua 2009 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/308/Volantino%20Pasqua%202009.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>
Volantino Natale 2011 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/287/Volantino%20Natale%202011.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A>
<BR>
Volantino Natale 2013 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/volantino_etiopia.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A>
<BR>
Volantino Pasqua 2017 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/329/volantino_pasqua_2017.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A>
<BR>
Volantino Natale 2020 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/volantino_natale2020_web.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A>
<BR>
Volantino Natale 2021 <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/volantino_natale2021_web.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A>

<BR><BR><h3>Per contribuire al progetto</h3>Vai alla pagina <A href="https://www.la-goccia.it/content.asp?ID=290">SOSTIENICI</A></P>



<P><A title="torna ai progetti" href="https://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></p>



























]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=308]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Nepal - Kalika Community Hospital]]></title><description><![CDATA[                                  <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>

<TR>
<TD>
<H2 align=center>NEPAL - Un ospedale per il Dolpo </H2></TD></TR>
<TR>
<TD>
<P><STRONG>Nome del Progetto</STRONG>:<BR>Kalika Community Hospital. Un ospedale 
per il Dolpo<BR><BR><STRONG>Anno di inizio</STRONG>: 
<BR>2008<BR><BR><STRONG>Contesto:<BR></STRONG>Il Dolpo è una provincia nel 
nord-ovest del Nepal, la più grande, la più povera e la più abbandonata. La vera 
emergenza è costituita dalla carenza sanitaria che colpisce soprattutto donne e 
bambini. In tutta la regione, infatti, vi è un solo ospedale mal equipaggiato e 
troppo distante dai villaggi. Di conseguenza il 90% dei parti avviene in casa e 
la percentuale di madri che muoiono mettendo alla luce il proprio figlio è del 
3%, mentre la mortalità infantile raggiunge il 50% nel primo anno di vita. Manca 
inoltre agli abitanti la consapevolezza delle potenzialità mediche, per via 
della scarsa istruzione e dell’isolamento della regione. 
<BR><BR><STRONG>Descrizione del progetto</STRONG>:<BR>La Goccia in 
collaborazione con la Friesian Team ha realizzato il Kalika Community 
Hospital, un ospedale per il Dolpo.<BR>Seguendo la filosofia del coinvolgimento 
di una ONG nepalese che utilizza risorse locali, permettendo l’impiego degli 
abitanti del luogo e favorendo una cooperazione tra le autorità locali e 
governative, La Goccia ha finanziato l’intera costruzione della 
struttura, l’acquisto degli arredi e dei macchinari necessari.<BR>L’obiettivo de La Goccia Onlus è sia di fornire 
cure e servizi medici di qualità, in una regione che altrimenti ne sarebbe 
priva, sia di creare nella popolazione maggiore consapevolezza sanitaria, grazie 
a programmi formativi mirati.<br>Dal 2016 l’impegno di mantenere l’ospedale è stato assunto dalla Associazione Bistari Bistari Onlus. La Goccia ha continuato la collaborazione, intervenendo quando necessario. </P>
<P><STRONG>Guarda il video del progetto:</STRONG><BR><BR></P>
<P align=center>
<OBJECT width=425 height=344><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/C4M6hlzdztc&hl=it_IT&fs=1&rel=0"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
<embed src="http://www.youtube.com/v/C4M6hlzdztc&hl=it_IT&fs=1&rel=0" 
type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" 
allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></OBJECT></P>
<P><STRONG><FONT color=#000000>Fondi inviati:</FONT><BR>Anno 
2008: 39.000 $</STRONG><FONT color=#000000> (costruzione)</FONT><BR><STRONG>Anno 
2009: 110.000 $</STRONG><FONT color=#000000> (fine della costruzione, 
arredi e inizio mantenimento)</FONT><BR><STRONG>Anno 2010: 50.000 
$</STRONG><FONT color=#000000> (mantenimento)</FONT><BR><STRONG>Anno 2011: 
19.000 $</STRONG><FONT color=#000000> (arredi)</FONT><BR><STRONG>Anno 2012: 
101.000 $</STRONG><FONT color=#000000> (mantenimento 2011/2012) - </FONT><STRONG>14.945 $ </STRONG><FONT color=#000000>(saldo 
arredi)</FONT><br><STRONG>Anno 2013: 52.000 
$</STRONG><FONT color=#000000> (mantenimento)</FONT><br><STRONG>Anno 2014: 52.000 
$</STRONG><FONT color=#000000> (mantenimento)</FONT>
<br><STRONG>Anno 2015: 52.000 $</STRONG><FONT color=#000000> (mantenimento)</FONT>
<br><STRONG>Anno 2020: 10.000 € (sostegno al mantenimento)</STRONG><FONT color=#000000></FONT>
<br><STRONG>Anno 2023: 11.350 € (pannelli solari)</STRONG><FONT color=#000000></FONT></P>

<P><STRONG>Approfondimenti</STRONG>
<BR>Volantino Pasqua 2014: <A class=newsletter 
href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/volantino_pasqua_2014.pdf" 
target=_blank><IMG border=0 
src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A>
<BR>Volantino Natale 
2012: <A class=newsletter 
href="http://www.la-goccia.it/public/content/328/volantino_natale_2012.pdf" 
target=_blank><IMG border=0 
src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>Volantino Natale 2009: <A 
class=newsletter 
href="http://www.la-goccia.it/public/content/309/Volantino%20NEPAL.pdf" 
target=_blank><IMG border=0 
src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A><BR>Volantino Natale 2007: <A 
class=newsletter 
href="http://www.la-goccia.it/download/Goccia%20Volcop%20Natale%202007.pdf" 
target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <A 
class=newsletter 
href="http://www.la-goccia.it/download/Goccia%20Volint%20Natale%202007.pdf" 
target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> 
</P>
<P>
<TABLE border=0 cellSpacing=1 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>
<TR>
<TD>
<P align=center><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline 
src="/public/content/309/25092008203.jpg"></P></TD>
<TD>
<P align=center><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline 
src="/public/content/309/25092008204.jpg"></P></TD></TR>
<TR>
<TD>
<P align=center><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline 
src="/public/content/309/26092008220.jpg"></P></TD>
<TD>
<P align=center><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline 
src="/public/content/309/26092008223.jpg"></P></TD></TR></TBODY></TABLE></P></TD></TR>
<TR>
<TD></TD></TR>
<TR>
<TD>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" 
href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti 
</A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width=100>
<TBODY>
<TR>
<TD></TD></TR>
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<TD>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=309]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Bosnia Cardak]]></title><description><![CDATA[  <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
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<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>

<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>BOSNIA-Cardak Un centro d'accoglienza per il rientro dei profughi</H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P>. </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Nome del progetto:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B> 
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt; mso-bidi-font-weight: bold">Un centro d’accoglienza per il rientro dei profughi<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt; mso-bidi-font-weight: bold">2000<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Descrizione del progetto: <o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal align=left><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Terminata la guerra nella ex-Yugoslavia, i profughi Bosniaci hanno cercato di rientrare in patria per riprendere possesso delle proprie case dal momento che lo Stato non garantisce la tutela della proprietà. Molte abitazioni, lasciate abbandonate durante lo sfollamento, sono state requisite e occupate dai Serbi che se ne sono impossessati.<B><SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></B></SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Nessuno quindi è più sicuro di vedersi riconosciuto il diritto di proprietà dei propri beni.<B><SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></B>Per questo il vescovo di Sarajevo card. Puljic ha istituito dei centri di prima accoglienza per agevolare il rientro dei profughi. </SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Per un periodo massimo di 5 mesi, uomini capifamiglia, a turni di 20 persone, possono qui trovare ospitalità, e nel frattempo lavorare alla ricostruzione della propria casa per tornare a vivere nella propria terra con la propria famiglia. </SPAN><?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName ProductID="la Goccia" w:st="on"><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #275078; FONT-SIZE: 9pt; mso-bidi-font-weight: bold">La Goccia</SPAN></st1:PersonName><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">, sensibile a questo problema di giustizia, si è impegnata nel <st1:metricconverter ProductID="2000 a" w:st="on">2000 a</st1:metricconverter> ristrutturare un immobile messo a disposizione dalla Curia per realizzare un nuovo centro di accoglienza. </SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt"><B><SPAN style="mso-spacerun: yes">I </SPAN></B>lavori sono stati eseguiti da una impresa edile locale sotto la diretta sorveglianza di un rappresentante della diocesi presente in loco, e la casa in pochi mesi è diventata agibile e funzionante. <B><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt"><o:p> </o:p></SPAN></B><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: windowtext; FONT-SIZE: 9pt">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 9pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">25.000 Marchi Tedeschi.</SPAN></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
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<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
<TD>
<DIV id=bolivia><EMBED height=360 type=application/x-shockwave-flash pluginspage=http://www.macromedia.com/go/getflashplayer width=145 src=../flash/gallery.swf wmode="transparent" quality="high"></EMBED></DIV></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR></TBODY></TABLE>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=310]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Bosnia Sarajevo ]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center border=0>
<TBODY>

<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>BOSNIA-Sarajevo Affidiamo un seme di pace ai bambini </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
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<DIV align=center>
<TABLE class=MsoNormalTable style="WIDTH: 100%; mso-cellspacing: 1.5pt; mso-padding-alt: 1.5pt 1.5pt 1.5pt 1.5pt" cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<TR style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes">
<TD style="BORDER-RIGHT: #e0dfe3; PADDING-RIGHT: 1.5pt; BORDER-TOP: #e0dfe3; PADDING-LEFT: 1.5pt; PADDING-BOTTOM: 1.5pt; BORDER-LEFT: #e0dfe3; PADDING-TOP: 1.5pt; BORDER-BOTTOM: #e0dfe3; BACKGROUND-COLOR: transparent">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Affidiamo un seme di pace ai bambini<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold"><o:p> </o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">1999<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto:<SPAN style="mso-spacerun: yes">                    </SPAN></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN></SPAN></B> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN></SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nel 1999 nella città di Sarayevo è stata appoggiata la ristrutturazione di un orfanotrofio che presentava gravi danni inflitti dalla guerra: tetto distrutto, muri danneggiati, infissi asportati.<B><SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></B>L’apporto di aiuti e il lavoro di volontari hanno consentito un totale recupero della struttura, denominata Casa Egitto, dove opera la comunità di suore le “Ancelle del Bambin Gesù”.<B><SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></B>La loro opera consiste nell’offrire una casa , un’educazione e tanto amore a 100 orfani di guerra. I bambini vivono all’interno della struttura, suddivisi in 5 gruppi famiglie. Le suore forniscono inoltre un servizio di asilo ad altri 150 bambini che, dopo aver cenato, rientrano nelle proprie case. <B><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Reportage fotografico:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold"><o:p> </o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold"><o:p> </o:p></SPAN></P></TD></TR>
<TR style="mso-yfti-irow: 1; mso-yfti-lastrow: yes">
<TD style="BORDER-RIGHT: #e0dfe3; PADDING-RIGHT: 1.5pt; BORDER-TOP: #e0dfe3; PADDING-LEFT: 1.5pt; PADDING-BOTTOM: 1.5pt; BORDER-LEFT: #e0dfe3; PADDING-TOP: 1.5pt; BORDER-BOTTOM: #e0dfe3; BACKGROUND-COLOR: transparent">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Il Nostro contributo è stato di £ 55.000.000.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN>Il sostegno a questa realtà continua, in quanto, ogni anno, vengono effettuate spedizioni di generi alimentari e di prima necessità. <o:p></o:p></SPAN></P></TD></TR></TBODY></TABLE></DIV></TD>
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<TD> </TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=311]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Sudan]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<TR>
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<H2 align=center>SUDAN-Nuba Un seme, un popolo, una speranza </H2></TD></TR>
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<P> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Un seme, un popolo, una speranza<o:p></o:p></SPAN></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">1998<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto:</SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Nel 1998 </SPAN><?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName ProductID="la Goccia"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">La Goccia</SPAN></st1:PersonName><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> ha aderito alla richiesta di aiuto per la popolazione dei Nuba , minoranza etnica africana che rischia lo sterminio da parte delle forze Sudanesi.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>Tramite Padre Renato Kizito Sesana, in Kenya sono state acquistate 5.000 zappe e 100 quintali di sementi, l'indispensabile per riprendere a lavorare la terra e produrre un raccolto per la sopravvivenza. Il carico è stato trasportato dapprima via terra fino alla base aerea a nord di Nairobi e quindi , per mezzo di due aerei da trasporto, ha raggiunto il popolo Nuba al centro del Sudan, regione dilaniata dalla guerra civile. Trattandosi di una zona di guerriglia, le spese di trasporto sono state piuttosto ingenti, ma con questa operazione abbiamo raggiunto il duplice scopo di aiutare i Nuba in Sudan e di produrre lavoro in Kenya</SPAN></P></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><BR><STRONG>Fondi inviati: <BR></STRONG>$ 54.000</SPAN></TD></TR></TBODY></TABLE><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> 
<P align=left>                                                                                                      <A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></P>
<P align=left> </P></SPAN></TD>
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<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
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<P align=left> </P>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=312]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Etiopia]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<TR>
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<TR>
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<H2 align=center>ETIOPIA - Sanità, prevenzione, igiene </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P><STRONG>Nome del Progetto:<BR></STRONG>Sanità, prevenzione, igiene</P>
<P><STRONG>Anno di inizio:</STRONG> <BR>2003<BR><BR><STRONG>Descrizione del progetto:<BR></STRONG><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Nella regione di Oromia, una delle più povere dell’Etiopia orientale, dopo un lungo periodo di carestia la popolazione è ai limiti della sopravvivenza.<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN>La gente debilitata per la mancanza di cibo, è aggredita da varie malattie che si tramutano in vere e proprie epidemie. Da anni le suore comboniane sono al servizio di questa popolazione, offrendo cure mediche primarie, insufficienti frenare il numero di decessi. <BR>Per la comunità di Horda Ambalta è stato finanziato un programma sanitario, gestito dalle suore comboniane, della durata di un biennio che ha previsto la promozione di attività di salute primaria rivolto a più di 10.000 persone con vaccinazioni di base, interventi di emergenza per i numerosi casi di denutrizione e corsi di formazione per lo staff locale.<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN>Il progetto ha previsto anche la costruzione di due ambulatori con relativi arredi e strumentazioni</SPAN></P>
<P><STRONG>Fondi inviati:</STRONG><BR>$ 28.800 <BR></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=313]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Burundi]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<H2>BURUNDI Accogliere e insegnare </H2></TD></TR>
<TR>
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<P><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2><STRONG>Nome del Progetto:<BR></STRONG>Accogliere ed educare</FONT></FONT></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2><STRONG>Anno di inizio:<BR></STRONG>2004</FONT></FONT></SPAN></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=1><STRONG><FONT size=2>Descrizione del progetto:<BR></FONT></STRONG><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nel 2004 </SPAN><?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName ProductID="la Goccia"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">la Goccia</SPAN></st1:PersonName><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">, sostenendo un progetto in collaborazione con l’associazione di volontariato “Don Carlo Molinelli” di Stradella, Pavia, ha promosso e finanziato la costruzione di una casa di accoglienza nella città di Giteca. La nuova struttura, situata nel centro cittadino su un terreno di circa un ettaro, ospita giovani mamme con i loro figli, superstiti della guerra civile da poco terminata. Il progetto ha sostenuto l’attività di suor Capitolina, giovane religiosa locale, che dopo la laurea italiana in architettura, ha scelto di tornare in Burundi. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></FONT></FONT></P></SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></SPAN>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2>Fondi inviati: <o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">€ 75.000 </SPAN> </FONT></FONT></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=2> </FONT></TD></TR>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=314]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Kenya - Shalom House]]></title><description><![CDATA[      <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<H2 align=center>KENYA-Nairobi Istruzione e pace per un'Africa più libera </H2></TD></TR>
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<P align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN></B> </P>
<P align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<SPAN style="mso-spacerun: yes">  <BR></SPAN></SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Istruzione e pace per un’Africa più libera<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">2001<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Descrizione del progetto:</SPAN></B></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Grazie alla campagna natalizia del 2001 , è stato possibile finanziare </SPAN><?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName ProductID="la Shalom House"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">la Shalom House</SPAN></st1:PersonName><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">, una costruzione realizzata nella periferia di Nairobi a favore della comunità africana di Koinonia, in una zona abitativa lungo </SPAN><st1:PersonName ProductID="la N"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">la N</SPAN></st1:PersonName><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">’ Gong Road, un’arteria importante della circonvallazione del centro urbano, servita da mezzi pubblici e provvista di tutti i servizi di urbanizzazione. <SPAN style="mso-spacerun: yes">I</SPAN> lavori sono stati affidati ad un’impresa edile locale. </SPAN><st1:PersonName ProductID="la Shalom House"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">La Shalom House</SPAN></st1:PersonName><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> oggi è un vivace centro dalle molteplici attività culturali. Oltre a prevedere mini alloggi per studenti, è sede di incontri formativi e centro per giovani giornalisti africani interessati a problemi sociali sotto la guida di padre Renato Kizito Sesana già direttore della rivista Nigrizia. </SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><STRONG>Fondi inviati:<SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN></STRONG></SPAN><BR><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> $ 122.210</SPAN></SPAN></P></TD></TR>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=315]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Mozambico Nacaroa]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<H2 align=center>MOZAMBICO-Nacaroa Una scuola, un lavoro, la dignità </H2></TD></TR>
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<P> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del Progetto:<BR></SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Una scuola, un lavoro, la dignità<B style="mso-bidi-font-weight: normal"><?xml:namespace prefix = o /><o:p></o:p></B></SPAN> 
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN></B> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN></SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">1999<B style="mso-bidi-font-weight: normal"><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">A seguito di un accordo siglato con il Ministero mozambicano per l’avvio di un corso di agraria , al fine di offrire migliori conoscenze alla popolazione che ancora oggi pratica la monocoltura del mais, ci siamo impegnati nella ricostruzione di 20 aule scolastiche semi-distrutte durante la guerra civile. Abbiamo inoltre provveduto alla ristrutturazione dei dormitori per gli studenti e per il corpo docenti. Per avere utili supporti e mezzi tecnici nell’opera di ricostruzione, sono state attivate un’officina e una falegnameria complete di macchinari spediti tramite container. E’ stata costruita sul fiume anche una piccola diga in terra battuta, per creare una riserva idrica, quale utile supporto alle coltivazioni della futura scuola agraria, poi completata con la fornitura di pompe e rete idrica. Tutte le opere, dalla muratura agli arredi, sono state realizzate coinvolgendo la popolazione locale, così fin dall’inizio la scuola si è rivelata un mezzo di promozione del lavoro. <SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>Nell’agosto 2000 abbiamo organizzato un campo di lavoro sul luogo.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>I nostri volontari, oltre a collaborare con la popolazione, hanno avuto la possibilità di verificare personalmente il completamento dei lavori. </SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><STRONG>Fondi inviati:<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></STRONG></SPAN></DIV>
<DIV align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Il Nostro contributo è stato £ 129.000.000 nel 1999 e £ 57.000.000 nel 2001 per un totale di £ 186.000.000 più l’invio di 2 containers</SPAN></SPAN></DIV>
<DIV align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></SPAN></SPAN> </DIV>
<DIV align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></SPAN></SPAN> </DIV>
<DIV align=right><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></SPAN><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=316]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Mozambico Beira]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<H2 align=center>MOZAMBICO-Beira Dalla terra la vita </H2></TD></TR>
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<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:</SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold">Dalla terra la vita<STRONG> </STRONG></SPAN></SPAN></P></TD></TR>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp"></A> </DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><STRONG>Durata del progetto:<BR style="mso-special-character: line-break"></STRONG>Dal 2001 al 2003<BR style="mso-special-character: line-break"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><BR>Descrizione del progetto:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Il progetto si é articolato su tre diversi piani: agricolo, sanitario e scolastico.</SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- Per quanto riguarda l’aspetto agricolo abbiamo finanziato l'avviamento di quattro aziende agricole a Estaquinha, Mangunde, Barada e Machanga, tutte situate nella provincia di Beira, nel terra centrale del Mozambico.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>Le aziende agricole, che sorgono in corrispondenza delle rispettive scuole di agraria locali, hanno come fine immediato il miglioramento della dieta alimentare degli studenti e come obiettivo a più lungo termine la formazione in agraria della popolazione locale.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>Sono state introdotte coltivazioni di nuovi generi di piante, attrezzati gli spazi idonei allo svolgimento delle attività di formazione, potenziato l'allevamento di animali di diversa taglia, introdotte anche colture di rendimento adatte ai terreni messi a disposizione dalle Missioni.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>Inoltre sarà garantito in questo modo un reddito per assicurare la sostenibilità futura delle scuole stesse e la permanenza di un perito in agraria. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">-Relativamente all’ambito scolastico nella continuità del programma intrapreso il precedente anno, è stata finanziata inoltre la costruzione di aule scolastiche nella provincia di Beira.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>Dopo il positivo avviamento delle aziende agricole finanziate l’anno precedente, nelle stesse località si avvia la costruzione di un blocco di aule scolastiche complete di biblioteca e laboratorio, cucina, refettorio e alloggio per docenti per completare quanto intrapreso. Con questo intervento, Esmabama sarà in grado di accogliere più di 5000 alunni di cui </SPAN><?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter ProductID="1600 in"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">1600 in</SPAN></st1:metricconverter><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"> convitto. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- L’attenzione rivolta alla parte sanitaria ha riguardato la raccolta fondi di Natale,con la quale è stata finanziata la costruzione di centri maternità e di laboratori per analisi nelle missioni di Estaquinha e Barada, di locali per degenza a Mangunde e la realizzazione di un dispensario a Machanga completi delle relative attrezzature.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> P</SPAN>er due anni inoltre, le quattro località vedranno garantita la presenza di un medico italiano per assicurare appoggio clinico e organizzare programmi di formazione sanitaria in particolar modo rivolti alla prevenzione dell’AIDS. <BR style="mso-special-character: line-break"><BR style="mso-special-character: line-break"></P><o:p></o:p></SPAN>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- </SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Ambito agricolo:<B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN></B>140.920 Dollari<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- Ambito scolastico:<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN>140.000 Dolari<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- Ambito Sanitario:<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN>143.900 Dollari<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><BR>Nei 3 anni abbiamo sostenuto  il progetto Esmabama<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN>con un finanziamento di $ 424.820 e con la spedizione di 1 container contenente tutte le attrezzature necessarie ai progetti. </SPAN></o:p></SPAN></P></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width=100 border=0>
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<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
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<DIV id=bolivia><EMBED pluginspage=http://www.macromedia.com/go/getflashplayer src=../flash/gallery.swf width=145 height=360 type=application/x-shockwave-flash wmode="transparent" quality="high"></EMBED></DIV>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp"><U><FONT color=#800080>< torna ai progetti </FONT></U></A></DIV>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=317]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Uganda]]></title><description><![CDATA[  <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>
<TR>
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<H2>UGANDA-Un ricamo per la vita</H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top colSpan=2>
<P><STRONG>Nome del Progetto</STRONG>:<BR>Un ricamo per la vita<BR><BR><STRONG>Anno di inizio</STRONG>: <BR>2003<STRONG><BR></STRONG><STRONG><BR></STRONG><STRONG>Descrizione del progetto</STRONG>:<BR>Il progetto è nato a favore delle donne ugandesi malate di Aids per  assicurar loro le cure mediche fino alla fase terminale della  malattia e per permettere loro di aiutare le loro famiglie. L’iniziativa è nata in collaborazione con la associazione africana Good Samaritan di Gulu che ha creato una cooperativa di ricamo per dare a queste donne un lavoro adeguato alle loro forze ormai stremate dalla malattia.</P>
<P><STRONG>Reportage fotografico</STRONG>:<BR>Le foto ritraggono le donne ugandesi al lavoro e i loro ricami.<BR><STRONG><BR>Fondi inviati</STRONG><STRONG><BR><STRONG class=newsletter>Anno 2003 E. 3.000</STRONG></STRONG><BR>Inviato tessuto, cotone da ricamo, forbici, occhiali <BR><STRONG class=newsletter>Anno 2005 E. 7.300  </STRONG><BR>Per l’acquisto del materiale e dei nuovi strumenti per il lavoro delle donne<BR><BR><STRONG><STRONG>Per contribuire al progetto</STRONG></STRONG>:<BR>Regala i ricami realizzati che sono stati trasformati in decorazioni per l’albero di Natale, in segnaposto per la tavola, calendario dell’Avvento, sacchettini per la lavanda, calamitine per il frigorifero. <BR><BR><BR><!-- TABELLA  --></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="30%"> </TD>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
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<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<DIV align=center>
<P><A onclick="apri('../images/ricami/donne ugandesi che ricamano.jpg')" href="javascript:void(0);"><BR><IMG class=foto border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/ricami/thb/donne%20ugandesi%20che%20ricamano.jpg" width=120 height=90></A></P>
<P><A onclick="apri('../images/ricami/angioletto.jpg')" href="javascript:void(0);"><IMG class=foto border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/ricami/thb/angioletto.JPG" width=120 height=80></A></P>
<P><A onclick="apri('../images/ricami/topolino.jpg')" href="javascript:void(0);"><IMG class=foto border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/ricami/thb/topolino.JPG" width=120 height=80></A></P>
<P><A onclick="apri('../images/ricami/campanelle.jpg')" href="javascript:void(0);"><IMG class=foto border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/ricami/thb/campanelle.JPG" width=120 height=80></A></P></DIV></TD></TR></TBODY></TABLE>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=318]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Ecuador]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>EQUADOR Una realtà da sostenere in sudamerica </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P><BR> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><B><SPAN style="FONT-SIZE: 10.5pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p> </o:p></SPAN></B>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Una realtà da sostenere in sudamerica<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:</SPAN></B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold"><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">1993<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto: <o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nel <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter w:st="on" ProductID="1993 a">1993 a</st1:metricconverter> Zumbahua in Ecuador, è stato inaugurato un ospedale con 35 posti letto realizzato dall’ “Operazione Mato Grosso” dove la gente arriva sempre più numerosa e può trovare una buona assistenza. L’ospedale svolge anche una preziosa e costante attività di prevenzione sanitaria con vaccinazioni e assistenza di base per tutto il territorio circostante.<SPAN style="mso-spacerun: yes">                                                                                                                                                                  </SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN>Medici ecuadoriani garantiscono prestazioni ostetriche e pediatriche continuative, mentre l’attività chirurgica è svolta solo saltuariamente da medici e infermieri volontari italiani.<SPAN style="mso-spacerun: yes">       </SPAN></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN>Per sostenere l’ospedale di Zumbahua <st1:PersonName w:st="on" ProductID="la Goccia">la Goccia</st1:PersonName> si è fatta carico dell’impegno economico che ha assicurato il mantenimento dei 35 posti letto della struttura sanitaria per l’intero anno . <SPAN style="mso-spacerun: yes">      </SPAN></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">I</SPAN>n tal modo la copertura economica ha garantito le prestazioni mediche e la tutela della salute di questa gente totalmente abbandonata dalle istituzioni governative locali. <B><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Reportage fotografico:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">£ 52.500.000.</SPAN><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial"><o:p></o:p></SPAN></B></P></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
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<TD> </TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=319]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Perù Yanama]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
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<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>PERU'-Yanama Affidiamo un seme di pace ai bambini </H2></TD></TR>
<TR>
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<P><BR> </P></TD></TR>
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<TD style="BORDER-RIGHT: #e0dfe3; PADDING-RIGHT: 1.5pt; BORDER-TOP: #e0dfe3; PADDING-LEFT: 1.5pt; PADDING-BOTTOM: 1.5pt; BORDER-LEFT: #e0dfe3; WIDTH: 70%; PADDING-TOP: 1.5pt; BORDER-BOTTOM: #e0dfe3; BACKGROUND-COLOR: transparent" width="70%">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto: <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P></TD></TR>
<TR style="mso-yfti-irow: 1; mso-yfti-lastrow: yes">
<TD style="BORDER-RIGHT: #e0dfe3; PADDING-RIGHT: 1.5pt; BORDER-TOP: #e0dfe3; PADDING-LEFT: 1.5pt; PADDING-BOTTOM: 1.5pt; BORDER-LEFT: #e0dfe3; PADDING-TOP: 1.5pt; BORDER-BOTTOM: #e0dfe3; BACKGROUND-COLOR: transparent">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Affidiamo un seme di pace ai bambini <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di Inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">A Yanama, nel 1953, nasce la casa “De Los Ninos”, costruita per accogliere i bambini senza famiglia.La casa è gestita e diretta da volontari dell’Operazione Mato Grosso.</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">I bambini, una volta cresciuti, vengono affidati ad un’altra istituzione: “Il Taller. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Qui proseguono l’istruzione e vengono avviati all’apprendimento di un lavoro artigianale. Nell’anno 2000, sono stati spediti due containers contenenti generi alimentari quali riso, pasta, sale, zucchero, olio e fagioli secchi e medicinali come supporto alimentare all’orfanotrofio. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">I viveri sono stati in parte raccolti ed in parte acquistati.</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Il costo dell’acquisto e dell’invio è stato di </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">£</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">27.540.000. Nell’anno 2002, all’interno dell’area dell’orfanotrofio, è stato realizzato l’ampliamento di un ambulatorio medico fino alle dimensioni di un piccolo ospedale provvisto di pronto soccorso,ambulatorio ginecologico, stanze per la degenza, cucina, laboratorio analisi, sala operatoria, radiologia perché la precedente costruzione non bastava più alle richieste della popolazione. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">La costruzione dello stabile e la direzione dei lavori sono stati affidati ai volontari dell’Operazione Mato Grosso che da anni si alternano sul posto con personale medico per dare assistenza sanitaria continuativa agli abitanti del luogo. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align=left><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Reportage fotografico:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Per questa realizzazione il contributo finanziario è stato di: <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- ANNO 2000 £ 27.540.000. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- ANNO 2002 € 61.975.</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"> <o:p></o:p></SPAN></P></TD></TR></TBODY></TABLE></DIV><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR></TBODY></TABLE>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 10.5pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes">                  </SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">                                                     </SPAN></SPAN><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width=100 border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
<TD>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=320]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Perù Chacas]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center border=0>
<TBODY>

<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>PERU'-Chacas Mantenimento dell'ospedale di Chacas </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P> <BR></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
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<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>  
<DIV align=center>
<TABLE class=MsoNormalTable style="WIDTH: 100%; mso-cellspacing: 1.5pt; mso-padding-alt: 1.5pt 1.5pt 1.5pt 1.5pt" cellPadding=0 width="100%" border=0>
<TBODY>
<TR style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes">
<TD style="BORDER-RIGHT: #e0dfe3; PADDING-RIGHT: 1.5pt; BORDER-TOP: #e0dfe3; PADDING-LEFT: 1.5pt; PADDING-BOTTOM: 1.5pt; BORDER-LEFT: #e0dfe3; WIDTH: 70%; PADDING-TOP: 1.5pt; BORDER-BOTTOM: #e0dfe3; BACKGROUND-COLOR: transparent" width="70%">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Mantenimento dell’ospedale di Chacas<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto: <o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Attualmente l’Ospedale di Chacas, situato a 3.300 mt. di quota, con 60 posti letto e due sale operatorie, è l’unico presidio sanitario della provincia andina di Chacas – Assuncion (Perù), una splendida vallata tra le catene della Cordiera Blanca, abitata da circa 50.000 persone.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">In una situazione così difficile la salute è un lusso, che la gente non si può permettere e che lo stato non può regalare: tutto ciò che riguarda la salute si deve pagare.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">E’ facile intuire che vecchi e bambini sono coloro che pagano il prezzo più alto. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">L’Ospedale sulle Ande di Chacas è l’unica struttura della regione che dà una risposta sanitaria gratuita a tutta la popolazione della zona.All’Ospedale “Mama Ashu” di Chacas si rivolgono anche le popolazioni delle provincie vicine.La realtà quotidiana è un continuo andirivieni di persone con gravi problemi sanitari: malattie infettive, TBC, diarrea, traumi di varia natura, malattie croniche degenerative, patologie infantili dovute a malnutrizione. </SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Ogni anno <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName w:st="on" ProductID="la Goccia">la Goccia</st1:PersonName> partecipa al mantenimento dell’ospedale di Chacas in Perù.<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">La manutenzione dello stabile e la direzione dell’ospedale stesso è garantita dai volontari dell’ “Operazione Mato Grosso” che in accordo con le autorità locali si alternano con turni di personale medico e infermieristico ad integrazione e sostegno dello staff locale. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Periodicamente ogni anno sono inviati containers di materiali, attrezzature sanitarie e medicinali difficilmente reperibili nel paese stesso. <B><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2" align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2" align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2" align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Reportage fotografico:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati</SPAN></B><B><SPAN style="FONT-SIZE: 10.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">:</SPAN></B><B><SPAN style="FONT-SIZE: 10.5pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial"><o:p></o:p></SPAN></B></P></TD></TR>
<TR style="mso-yfti-irow: 1; mso-yfti-lastrow: yes">
<TD style="BORDER-RIGHT: #e0dfe3; PADDING-RIGHT: 1.5pt; BORDER-TOP: #e0dfe3; PADDING-LEFT: 1.5pt; PADDING-BOTTOM: 1.5pt; BORDER-LEFT: #e0dfe3; PADDING-TOP: 1.5pt; BORDER-BOTTOM: #e0dfe3; BACKGROUND-COLOR: transparent">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">L’acquisto di materiale medico specifico e la spedizione dei containers ci ha visti impegnati con un finanziamento complessivo di € 343.168 così suddiviso:</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- ANNO 2000 : £ 140.741.000 <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- ANNO 2001 : £ 170.447.000 <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- ANNO 2002 : € 97.015 <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><SPAN style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">- ANNO 2003 : € 85.437 <o:p></o:p></SPAN></P></TD></TR></TBODY></TABLE></DIV></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
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<TR>
<TD> </TD></TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=321]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Bolivia Bolivar]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center border=0>
<TBODY>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>BOLIVIA-Bolivar Accogliere e insegnare </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P><BR><BR> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B> 
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Accogliere e insegnare<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">2004<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Chuchejuste è un villaggio a poco più di venti minuti di jeep da Bolivar, situata in una delle regioni più povere del sud america. Per raggiungere il piccolo villaggio la strada è spesso interrotta dallo straripare dei fiumi, in particolare nella stagione delle piogge, il paese può essere raggiunto solo a piedi e con molta fatica. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Gli abitanti vivono delle coltivazioni di tuberi, in case fatte di adobes (mattone di paglia e fango), alcuni ancora in baracche fatiscenti. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nel 2004 abbiamo scelto di sostenere il progetto dei volontari dell’operazione Mato Grosso, che mira a promuovere la realizzazione di un talier, una struttura che può ospitare e alloggiare circa 60 ragazzi, completa di scuola formativa per i giovani. <B><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Reportage fotografico:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-weight: bold; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">30.000 euro</SPAN></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width=100 border=0>
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<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=322]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Bolivia Postrervalle (1)]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>BOLIVIA-<B>Una falegnameria per Postrervalle</B></H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P><B>Nome del Progetto:</B><BR>Una falegnameria per Postrervalle</P>
<P><B>Anno di inizio:</B><BR>2000</P>
<P><B>Descrizione del progetto:</B><BR>L’intervento prevede l’acquisto dei 
macchinari per allestire una falegnameria e creare una cooperativa di lavoro, 
con l’obiettivo di dare una possibilità di impiego ai diplomati del Taller Don 
Bosco ed evitarne l’emigrazione verso la città. Il Taller è un collegio dove 
ragazzi dai dieci ai diciotto anni ricevono ospitalità, istruzione scolastica e 
formazione professionale per diventare falegnami intagliatori. La scuola è ben 
avviata e il diploma professionale rilasciato è riconosciuto dallo stato 
boliviano.<BR>La falegnameria sarà presente all’interno della stessa struttura 
del Taller di modo che i diplomati possano confluirvi liberamente.<BR>La 
cooperativa di lavoro che si prevede di avviare sarà seguita sul posto da 
volontari dell’Operazione Mato Grosso e si manterrà con la commercializzazione 
dei manufatti prodotti.</P>
<P><B>Reportage fotografico:</B><BR>Le immagini ritraggono i ragazzi al lavoro 
nella falegnameria.</P>
<P><B><IMG class=foto height=200 
src="http://www.la-goccia.it/images/Falegnameria%20al%20lavoro.jpg" width=315 
align=left></B><BR><BR></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" 
href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti 
</A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR></TBODY></TABLE>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=323]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Corea]]></title><description><![CDATA[  <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2>COREA SOS Corea del Nord </H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P> </P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top> </TD></TR></TBODY></TABLE>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nome del progetto:<SPAN style="mso-spacerun: yes">  </SPAN><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">SOS Corea del Nord<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Anno di inizio:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Descrizione del progetto: <o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Nell’anno <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter ProductID="1998, a" w:st="on">1998, a</st1:metricconverter> seguito della grave emergenza, abbiamo organizzato una raccolta di coperte e di altri generi di prima necessità, per un invio umanitario negli orfanotrofi della Corea del Nord. <SPAN style="mso-spacerun: yes">   </SPAN></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 2" align=left><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><SPAN style="mso-spacerun: yes"></SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">E’ stato spedito un container con oltre 2200 coperte, 30 materassi, 30 letti, 15 quintali di riso e 12 quintali di sapone. Sono state acquistate 9600 scatole di biscotti ad alto contenuto proteico, ideali per il recupero alimentare dei bambini in grave stato di malnutrizione. </SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">La spedizione è avvenuta tramite cargo aereo. <B><o:p></o:p></B></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2" align=left><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Reportage fotografico:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><B><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">Fondi inviati:<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-outline-level: 2"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: windowtext; FONT-FAMILY: Arial">£ 28.198.000</SPAN><B><SPAN style="FONT-SIZE: 10.5pt; COLOR: #336799; FONT-FAMILY: Arial"><o:p></o:p></SPAN></B></P></TD>
<TD vAlign=top width="3%">
<TABLE cellSpacing=2 cellPadding=2 width=100 border=0>
<TBODY>
<TR>
<TD> </TD></TR>
<TR>
<TD>
<DIV id=bolivia><EMBED pluginspage=http://www.macromedia.com/go/getflashplayer src=../flash/gallery.swf width=145 height=360 type=application/x-shockwave-flash wmode="transparent" quality="high"></EMBED></DIV>
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</TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR></TBODY></TABLE>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=324]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Etiopia - Soddo]]></title><description><![CDATA[          <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
<TBODY>
<TR>
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<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>

<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="70%">
<H2 align=center>ETIOPIA - Una Goccia per i Poveri di Soddo</H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<P><STRONG>Nome del Progetto</STRONG>:<BR>Una Goccia per i Poveri di Soddo<BR><BR><STRONG>Anno di inizio</STRONG>: <BR>2010<BR><BR><STRONG>Contesto:<BR></STRONG>Soddo è una cittadina di circa 100mila abitanti situata nel Wolayta, 400 chilometri a sud della capitale Addis Abeba. Il Wolayta è una delle regioni più povere e popolose dell’Etiopia, con un tasso di disoccupazione che si aggira intorno al 90%. In tutta la regione l’economia è prevalentemente basata sull’agricoltura. La moneta circola poco ed il baratto è la forma di pagamento più diffusa, considerando che mediamente il salario giornaliero di un lavoratore è di 10 birr (0,45 €) in città e di 5 birr in campagna, quando un pasto al ristorante costa circa 7 birr. <BR>Nella città di Soddo si trovano pochissime strade asfaltate e le case sono di fango, paglia e lamiera, quasi sempre prive di acqua potabile e corrente elettrica. Come in tutte le città africane, accanto ad un contesto sì povero, ma dignitoso, si trovano situazioni di vera e propria miseria: migliaia di uomini e donne che ogni giorno lottano contro la fame e le malattie, relegati ai margini della società. “<EM>Queste persone sono chiamate genericamente “lebbrosi” in segno di disprezzo dalla gente cosiddetta perbene, in realtà sono quasi tutte toccati da varie malattie: elefantiasi, piaghe aperte, malattie tropicali, malaria, lebbra, malattie della pelle e degli occhi. Tanti sono i denutriti e coloro che necessitano del medico e di cure ospedaliere. Molti abitano in stamberghe, dove noi ci vergogneremmo di tenere i nostri cani...</EM>”. Queste parole sono di Padre Marcello Signoretti, missionario italiano che da 15 anni opera a Soddo.<BR><BR><STRONG>Descrizione del progetto:</STRONG><BR>Dopo anni spesi sulle strade a portare aiuti e conforto agli ultimi tra i poveri, Padre Marcello ha sentito l’esigenza di dare vita ad un centro per garantire ad essi una serie di servizi necessari dei quali sono privati. Il centro è diventato, dopo pochi mesi dall’apertura, un’ancora di salvezza per i più disperati: “<EM>Abbiamo iniziato con un piccolo numero, ma poi, settimana dopo settimana, si sono aggiunti altri nuovi ‘clienti’, che hanno chiesto di essere inseriti nel programma. Dopo una valutazione delle loro condizioni famigliari e un attento esame, li inseriamo nel progetto (...) La maggior parte di essi sono donne con bambini appresso</EM>”. Attualmente il centro riesce ad assistere oltre 500 persone a settimana, alle quali fornisce i servizi necessari di cui sono privati: cibo, docce calde, vestiti, assistenza sanitaria.<BR>Nato più da un bisogno impellente che da un’analisi di fattibilità, il centro ha sentito l'esigenza di maggiori continuità e certezze economiche. Padre Marcello si è quindi rivolto a La Goccia che, anche alla luce della positiva esperienza, che dura ormai da 7 anni, del “Centro San Giuseppe” di Addis Abeba, è stata in grado di garantire il supporto necessario. Dal canto suo, La Goccia si è subito resa disponibile ad assumere l’incarico di un nuovo progetto in sintonia con i suoi valori e le sue possibilità, garantendone il mantenimento con un budget di 60.000 € per il primo triennio. E' così nato il progetto “Una Goccia per i poveri di Soddo”. <BR><BR><STRONG>Reportage fotografico</STRONG>:<BR><FONT size=1>(clicca sulle immagini per ingrandirle)</FONT><BR>
<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Anziano.jpg"><IMG style="WIDTH: 25%" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="/public/content/325/Anziano_low.JPG"></A> 
<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Bimbi.jpg"><IMG style="WIDTH: 25%" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="/public/content/325/Bimbi_low.JPG"></A> 
<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Distribuzione.jpg"><IMG style="WIDTH: 25%" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="/public/content/325/Distribuzione_low.JPG"></A>
<BR><A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Mamma con bimbi.jpg"><IMG style="WIDTH: 25%" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="/public/content/325/Mamma con bimbi_low.JPG"></A> 
<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Mamma con bimbo.jpg"><IMG style="WIDTH: 25%" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="/public/content/325/Mamma con bimbo_low.JPG"></A> 
<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/P.Marcello.jpg"><IMG style="WIDTH: 25%" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="/public/content/325/P.Marcello_low.JPG"></A><BR><BR><STRONG>Maggiori informazioni<BR></STRONG>Lettera di Marcella (gennaio 2012)<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Lettera_Marcella.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <BR>Lettera di Padre Marcello (aprile 2011)<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Lettera Padre Marcello.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <BR>Volantino Natale 2010 <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/325/Volantino%20Natale%202010%20Soddo.pdf" target=_blank><IMG border=0 src="http://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> <BR><BR><STRONG>Fondi inviati:</STRONG> <BR><SPAN lang=IT class=newsletter><STRONG>Anno 2010: 20.000 €<BR>Anno 2011: 21.000 €<BR>Anno 2012: 15.200 €<BR>Anno 2013: 20.000 €<BR></STRONG></SPAN><SPAN lang=IT class=newsletter><STRONG><BR></STRONG></SPAN><BR><BR><STRONG>Per contribuire al progetto</STRONG>:<BR><SPAN lang=IT>Vai alla pagina <A class=newsletter href="http://www.la-goccia.it/come_aiutarci.asp">COME AIUTARCI</A></SPAN></SPAN><BR><BR><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></P></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR></TBODY></TABLE>




]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=325]]></link></item><item><title><![CDATA[Informativa privacy]]></title><description><![CDATA[  <P align=left><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><STRONG></STRONG></FONT> </P>
<P align=left><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><STRONG>Informativa sulla privacy</STRONG></FONT></P>
<P align=left><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">I dati personali saranno trattati, con modalità anche elettroniche e telematiche, da La Goccia ONLUS Via Risorgimento 13 20030 Senago (Milano), titolare del trattamento, esclusivamente per l’invio della newsletter richiesta.<BR>I dati non saranno né comunicati né diffusi. <BR>Le categorie di incaricati che tratteranno i dati per il predetto fine sono preposti alla registrazione, elaborazione, modifica e cancellazione dei dati, all'erogazione del servizio richiesto ed all'assistenza all'utente per rispondere a quesiti specifici, alla gestione delle tecnologie e delle procedure necessarie per l'accesso al sito ed alla ricezione della newsletter.<BR>Ai sensi dell’art. 7, d. lgs 196/2003 potrà esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare e cancellare i Suoi dati o opporsi al loro trattamento se effettuato in violazione di legge, rivolgendosi a La Goccia ONLUS al succitato indirizzo oppure all’e-mail: </FONT><A href="mailto:info@la-goccia.it"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">info@la-goccia.it</FONT></A></P>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=326]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Sud Sudan - Marial Lou Hospital]]></title><description><![CDATA[        <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top rowSpan=2 colSpan=2>
<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%" align=center>
<TBODY>
<TR>
<TD vAlign=top colSpan=2>
<H2 align=center>SUD SUDAN - Ospedale San Francesco D'Assisi</H2></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top colSpan=2>
<P><STRONG>Nome del Progetto</STRONG>:<BR>Ospedale San Francesco D'Assisi<BR><BR><STRONG>Anno di inizio</STRONG>: <BR>2008<BR><BR><STRONG>Contesto:<BR></STRONG>Il Sud Sudan è uno stato indipendente che ha ottenuto l’autonomia dopo 48 anni di guerra civile. Alla base dei conflitti ci sono stati motivi etnici, religiosi, ma soprattutto economici per il controllo delle materie prime (acqua e petrolio in primis) presenti sul territorio. Iniziata nel 1956, non solo è stata la più lunga guerra del XX secolo, ma anche, con quasi 2.500.000 morti, quella con la più alta mortalità rispetto alla popolazione locale. Solo nel 2003 la Comunità Internazionale è riuscita a portare ribelli e stato dittatoriale, le due opposte fazioni, ad una trattativa; con l’accordo di Naivasha, firmato nel 2005, il Sud Sudan ha ottenuto l’autonomia.<BR><BR><STRONG>Descrizione del progetto</STRONG>: <BR>L'Ospedale 'San Francesco D'Assisi' è l'unica struttura sanitaria attualmente funzionante a Marial Lou, un villaggio nella provincia di Tonj in Sud Sudan. Sono circa 178.000 le persone che ne beneficiano. Dopo l'emergenza guerra, Medici Senza Frontiere (che ha realizzato la struttura), si sta ritirando dal Sud Sudan e ha chiesto ad Arkangelo Ali (una Ong locale) di farsi carico della gestione, pena la chiusura della stessa. Arkangelo Ali, con il nostro sostegno, ha accettato di rilevare il progetto sanitario per un periodo di 5 anni, concordando nel frattempo il passaggio dello stesso al governo sud-sudanese (grazie ad un accordo scritto il governo garantisce di non cessare le attività dell'ospedale una volta che avrà preso in carico la struttura). Il nostro impegno si concretizza nel finanziamento per almeno 3 anni degli stipendi dei 32 dipendenti, per un costo annuale per il primo anno di 90.000 Dollari.</P>
<P><STRONG>Scarica la presentazione del progetto</STRONG> (<A href="download/Sudan.pps" target=_blank>clicca qui</A>) <STRONG>oppure guarda direttamente il video</STRONG>:<BR><BR></P>
<P align=center>
<OBJECT width=425 height=344><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/F48eWHEgNwE&hl=it_IT&fs=1&rel=0"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
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<P><STRONG><BR>Fondi inviati:</STRONG> <BR><SPAN lang=IT class=newsletter><STRONG>Anno 2008 - 100.000 Dollari <BR></STRONG><FONT color=#000000><SPAN lang=IT class=newsletter><STRONG>Anno 2009 - 105.000 Dollari <BR>Anno 2010 - 105.000 Dollari<BR>Anno 2011 - 105.000 Dollari<BR>Anno 2012 - 137.000 Dollari<BR>Anno 2013 - 115.000 Dollari<BR>Anno 2014 - 30.000 Dollari<BR><BR></STRONG></SPAN></FONT></SPAN><SPAN lang=IT><BR><BR></SPAN><SPAN lang=IT><STRONG>Approfondimenti:<BR></STRONG>Volantino Natale 2008 <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/09G3392%20Volcop%20Natale%202008.pdf"><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/327/pdf.gif"></A> <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/09G3392%20Volint%20Natale%202008.pdf"><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/327/pdf.gif"></A> <BR>Volantino Pasqua 2010 <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/Volantino2 Pasqua 2010.pdf"><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/327/pdf.gif"></A> <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/Volantino1 Pasqua 2010.pdf"><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/327/pdf.gif"></A><BR>Foto dei container <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/partenza1.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A>  <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/partenza2.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A>  <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/partenza3.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A>  <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/arrivo1.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A>  <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/arrivo2.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A>  <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/arrivo3.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A>  <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/arrivo4.jpg"><IMG style="WIDTH: 16px; HEIGHT: 18px" border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/358/iconajpg.jpg"></A> <BR>Report 2011<A href="http://www.la-goccia.it/public/content/327/Marial-lou_annual_report_2011.pdf"><IMG border=0 hspace=0 alt="" align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/327/pdf.gif"></A> </STRONG></P>
<P><STRONG>Per contribuire al progetto</STRONG>:<BR>Per maggiori informazioni vai alla pagina <A class=newsletter href="http://www.la-goccia.it/come_aiutarci.asp">COME AIUTARCI</A><BR><STRONG><BR></STRONG></SPAN></P>
<P><!-- TABELLA  --></P></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top width="30%"></TD>
<TD class=corpo_testo vAlign=top>
<DIV align=right><A class=newsletter title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></DIV></TD></TR>
<TR>
<TD class=corpo_testo vAlign=top></TD>
<TD class=corpo_testo vAlign=top></TD></TR></TBODY></TABLE></TD>
<TD vAlign=top width="3%"></TD></TR>
<TR>
<TD height=191 vAlign=top><EMBED height=360 type=application/x-shockwave-flash pluginspage=http://www.macromedia.com/go/getflashplayer width=145 src=../flash/gallery_sudan.swf quality="high" wmode="transparent"></EMBED>
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	Controletiopia("sangiuseppe");
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 </TD></TR></TBODY></TABLE>



]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=327]]></link></item><item><title><![CDATA[Campagna di Natale - Panettoni e pandori solidali]]></title><description><![CDATA[                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            <h1>CAMPAGNA DI NATALE</h1>
<h2>La Goccia sostiene i propri progetti con una raccolta pubblica di fondi, attraverso la proposta di panettoni, pandori e altri prodotti solidali</h2>

<div style="border-bottom:0px solid; border-top:0px solid; padding:15px 0 0">
<p><strong>Il progetto: </strong>La Campagna di Natale 2025 ci permetterà di finanziare <A href="https://www.la-goccia.it/content.asp?ID=368">l'ampliamento e riqualificazione di una scuola professionale e una scuola materna</a> a Postrervalle, in Bolivia.</p>
<p>Ogni prodotto contiene il volantino dettagliato del progetto sostenuto. <A href="/public/content/328/Volantino_LaGoccia_Natale_2025.pdf" target=_blank>Scaricalo in anteprima <IMG class="pdf1" src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif" border=0 alt=""></A>
</p></div>

<div style="border-bottom:0px solid; padding:15px 0 0">
<p><b>Sei un'associazione?</b> Ti offriamo la possibilità di finanziare anche i tuoi progetti attraverso la nostra campagna. Contattaci.<br><br><b>Sei un'azienda</b> e hai bisogno della fattura? Scarica il catalogo riservato alle aziende <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/catalogo2025.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif" border=0 alt=""></A><br><br>Per info: lagoccia@la-goccia.it - 0299052325</p>
</div>
<div style="border-bottom:0px solid; padding:15px 0">
<p><strong>A Natale, dona un prodotto della Goccia.</strong> Con il tuo gesto regalerai un prodotto di alta qualità e contribuirai a dare un futuro migliore alle persone più emarginate.
</p>
</div>


<div class="vetrina" id="classici" style="border-bottom:1px solid;">
<h2>Vetrina prodotti: i Classici Goccia</h2>
	<p style="FONT-SIZE: 15px;">I nostri panettoni e i pandori sono prodotti di alta qualità, garantita dal marchio Paluani, e privi di ingredienti geneticamente modificati.</p>
	<!--
<div><span><strong>Panettone<br>Paluani - 500 gr.</strong><br><br>offerta minima: 11 €</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettone_500.png" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettone_500_b.png"></A></span></div>
       -->
<div>
    	<span>
			<strong>Panettoncino o Pandorino<br>100 gr.</strong>
        <br><br><br>
        	offerta minima: 2,20 €
        </span>
        
        <span>
        	<A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettoncini.png" target=_blank>
            	<IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettoncini_b.png">
            </A>
		</span>
	</div>
	<div>
    	<span>
        	<strong>Panettone<br>Paluani - 750 gr</strong>
		<br><br>offerta minima: 10,00 €</span>
        <span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettone1.jpg" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettone1_b.png"></A>
		</span>
	</div>
	<div><span><strong>Pandoro<br>Paluani - 750 gr</strong><br><br>offerta minima: 10,00 €</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/pandoro1.jpg" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/pandoro1_b.png"></A>
</span></div>
<div><span><strong>Panettone<br>Paluani - 1 Kg</strong><BR>incartato a mano<br><br>offerta minima: 12,00 €</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettone_incartato1.jpg" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettone_incartato1_b.jpg" style="height:152px"></A>
</span></div>
<div><span><strong>Pandoro<br>Paluani - 1 Kg</strong><BR>incartato a mano<br><br>offerta minima: 12,00 €</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/pandoro_incartato1.jpg" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/pandoro_incartato1_b.jpg" style="height:152px"></A>
</span></div>
<div><span><strong>Panettone o Pandoro<br>Paluani - 1 Kg</strong><BR>+ spumante Casa Sant'Orsola<br><br>offerta minima: 16,00 €</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/confezione.jpg" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/confezione_b.png"></A>
</span></div>

<div><span><strong>Panettoncino o Pandorino<br>Paluani - 100 gr.</strong><BR>con pelouche<br><br>offerta minima: 5,00 €</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettoncino_pelouche.jpg" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/panettoncino_pelouche_b.png"></A>
</span></div>


<div><span><strong>Biglietti natalizi<br>e chiudipacco</strong><br><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/biglietti.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A><br><br>offerta minima: 1,00 € cad.</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/Biglietti1.pdf" target=_blank><IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/Biglietti_b.png"></A>
</span>
</div>
</div>







<div class="vetrina" id="cesti">
<h2>Vetrina prodotti: I Cesti</h2>

<div><span><strong>Scatola di Natale</strong><br>con pasta artigianale e un vasetto di salsa<br><br>offerta minima: 9,00 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/scatola_pasta_salsa.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/scatola_pasta_salsa_b.png"></A></span></div>

<div><span><strong>Cesto Rustico</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_rustico.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 13,00 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_rustico.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_rustico_b.png"></A></span>
</div>


<div><span><strong>Sacchetto Grana</strong><BR>Trancio di Grana Padano DOP, 700 gr c.a. - stagionatura 24 mesi</span><span>offerta minima: 16,00 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/sacchetto_grana.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/sacchetto_grana_b.png"></A></span>
</div>



<div>
    	<span>
			<strong>Cestino Grana</strong>
        <BR>Trancio di Grana Padano DOP, 700 gr c.a. - stagionatura 24 mesi<span>offerta minima: 18,00 €
</span>
        </span>
        
        <span>
        	<A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cestino_grana.jpg" target=_blank>
            	<IMG alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cestino_grana_b.png">
            </A>
		</span>
	</div>

<div><span><strong>Cesto Romantico</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_romantico.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 20,00 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_romantico.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_romantico_b.png"></A></span>
</div>



<div><span><strong>Cesto Dolci Pensieri</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cestino_dolci_pensieri.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 18,50 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cestino_dolci_pensieri.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cestino_dolci_pensieri_b.png"></A></span>
</div>
<div><span><strong>Cesto Armonia</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_armonia.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 31,00 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/armonia2.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/armonia2_b.png"> </A></span>
</div>
<div><span><strong>Cesto Tradizione</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_tradizione.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 44,00 €
</span><span><A href="public/content/328/tradizione2.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="/public/content/328/tradizione2_b.png"></A></span>
</div>
<div><span><strong>Cesto Pic Nic</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_picnic.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 50,00 €
</span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_picnic.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_picnic_b.png"></A></span>
</div>
<div><span><strong>Cesto Gusto</strong><BR><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_gusto.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 57,00 €</span>
<span><A href="public/content/328/gusto2.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="/public/content/328/gusto2_b.png"></A></span>
</div>
<div><span><strong>Cesto Tradizione e Gusto</strong><br><A href="https://www.la-goccia.it/public/Content/328/cesto_tradizione_gusto.pdf" target=_blank>scheda prodotto</A></span><span>offerta minima: 80,00 €</span>
<span><A href="public/content/328/tradizione_gusto2.png" target=_blank><img alt="" align=baseline src="/public/content/328/tradizione_gusto2_b.png"></A></span></div>
</div>
<div class="vetrina">
<div><span>I cesti Gusto, Tradizione e Armonia possono essere confezionati nel Cesto Fiori con offerta aggiuntiva di € 5,00 da sommare alla tipologia di cesto scelta.</span>

<span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_fiori_vuoto.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_fiori_vuoto_b.png"></A></span>
</div>
<!--
<div><span>I cesti Gusto, Tradizione e Armonia possono essere confezionati nel Cesto Pic Nic con offerta aggiuntiva di € 10,00 da sommare alla tipologia di cesto scelta. </span>
<span> </span><span><A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_pic_nic_vuoto.jpg" target=_blank><img alt="" align=baseline src="https://www.la-goccia.it/public/content/328/cesto_pic_nic_vuoto_b.png"></A></span>
</div>-->
</div>








































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=328]]></link></item><item><title><![CDATA[Campagna di Pasqua - colombe e uova solidali ]]></title><description><![CDATA[                                                                                                                                                          <h1>Campagna di Pasqua</h1>
<h2>La Goccia sostiene i propri progetti con una raccolta pubblica di fondi, attraverso la proposta di colombe e uova di cioccolato.</h2>


<p>Scarica il volantino dei progetti sostenuti <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/329/VolantinoPasquaWeb2026.pdf"><img class="pdf1" src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif" alt="" border="0"></a></p>

<p><b>Sei un'associazione?</b> Ti offriamo la possibilità di finanziare anche i tuoi progetti attraverso la nostra campagna. Contattaci.<br><br><b>Sei un'azienda</b> e hai bisogno della fattura? Scarica il catalogo riservato alle aziende <A href="https://www.la-goccia.it/public/content/329/pasqua_aziende_2026.pdf" target=_blank><IMG class="pdf1" src="https://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif" border=0 alt=""></A><br><br>Per info: lagoccia@la-goccia.it - 0299052325</p>



<DIV class="vetrina">
<h2>Vetrina prodotti</h2>

<DIV>
<span>Colombe pasquali - 750 gr.</span><SPAN>con un'offerta di 10,00 €</SPAN><span><A href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_g.png"><IMG style="HEIGHT: 152px" title=colomba border=0 vspace=10 align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_p.png"></A></span>
</div>

<DIV>
<span>Colombe pasquali - 1000 gr. - incartate a mano</span><SPAN>con un'offerta di 13,00 €</span>
<span><A href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_inc_2020.png"><IMG style="HEIGHT: 152px" title=colomba border=0 vspace=10 align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_inc_p_2020.png"></A></span></div>

<DIV>
<span>Uova di cioccolato al latte - 250 gr.</span><span>con un'offerta di 13,00 €</span><span><A href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/latte26.png"><IMG style="HEIGHT: 152px" title=uova border=0 vspace=10 align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/latte26_p.png"></a></span>
</div>

<DIV>
<span>Uova di cioccolato fondenti - 250 gr.</span><span>con un'offerta di 13,00 €</span><span><A href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/fondente26.png"><IMG style="HEIGHT: 152px" title=uova border=0 vspace=10 align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/fondente26_p.png"></a></span>
</div>

<DIV>
<span>Ciotola e piatto con ovetti di cioccolato</span><span>con un'offerta di 10,00 €</span><span><A href="http://www.la-goccia.it/public/content/344/Tazza Ovetti bassa1.jpg"><IMG style="HEIGHT: 152px" title=ovetti border=0 vspace=10 align=baseline src="http://www.la-goccia.it/public/content/349/Tazza%20ovetti%20bassa1bassa.jpg"></A></span>
</div>



</DIV>

<p>Le nostre colombe e le nostre uova di cioccolato sono prodotti di alta qualità e privi di ingredienti geneticamente modificati.</p>


















































































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=329]]></link></item><item><title><![CDATA[Rwanda Dio è qui]]></title><description><![CDATA[                                                                       <TABLE style="border: 0; background-color:none" border=0 cellSpacing=20 cellPadding=0 width="100%" align=left>
<tbody>


<tr>
<td class=newsletter valign="top" align=left>
	
	
<div style="font-size:14px !important; color:#000000 !important;">
<span style="font-size:18px; font-weight:bold">Siamo lieti di ospitare nuovamente Mara Moschini e Marco Cortesi.<br>
Il 5 giugno ritorneranno alla Goccia con la loro nuova rappresentazione.
<br>Non perdetevela!<br><br></span>
<IMG src="http://www.la-goccia.it/public/content/356/rwanda.jpg" alt="" style="border:0px solid #000000;" title="" align=middle vspace="5">

<br>
<span style="font-size:18px; font-weight:bold">RWANDA DIO È QUI</SPAN>
<BR>Aprile 1994: ha inizio il genocidio più veloce e sistematico della storia dell’umanità. Quasi un milione di vittime e un solo nome capace di rievocare il grido di migliaia di volti: Rwanda. 
<BR>In occasione del ventennale di uno degli eventi storici più dimenticati e controversi del nostro presente, la vera storia di dignità e fratellanza di un uomo e una donna capaci di un gesto d’inimmaginabile, indimenticabile e straordinario coraggio in grado di scuotere le coscienze. 
<BR><BR>
Dopo il successo de "La Scelta" (330 repliche tra Italia ed Europa, patrocinato da Amnesty International e RAI-Segretariato Sociale) Marco Cortesi e Mara Moschini, tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di teatro civile e narrazione, portano in scena un nuovo avvincente spettacolo-inchiesta. Attraverso un attento lavoro giornalistico e di ricerca storica, MC - Teatro Civile riporta in vita alcuni tra gli eventi storici più importanti del nostro passato per capire il presente e comprendere meglio il nostro futuro. 6 Aprile 1994: il governo di Kigali parlerà di 1.174.000 morti, ma la maggior parte degli storici sono concordi nello stimare una cifra di 800.000 vittime. A colpire, oltre alla quantità, questa volta è la velocità: 10.000 morti al giorno, 400 cadaveri all''ora, 7 corpi al minuto, un omicidio ogni 10 secondi. 11 settembre: le Torri Gemelle cadono. Muoiono 3000 persone. Il mondo si ferma. 6 aprile: in Rwanda per 104 giorni caddero 3 torri gemelle ogni giorno. Tutti i santi giorni. Il più veloce e sistematico genocidio della storia umana. 
<BR><BR>
All’interno dello scenario di una delle pagine di Storia più controverse e dimenticate del XX Secolo, una straordinaria vicenda di coraggio, dignità ed eroismo che vide uniti un uomo e una donna con un’unica missione: fare la cosa giusta. 

<BR><BR><span style="font-size:18px; font-weight:bold">INFO EVENTO: </SPAN>
<BR>- Data: 5 giugno 2015 
<BR>- Ora: 21.00 
<BR>- Presso: capannone della Goccia, via risorgimento 13, Senago 
<BR>- Costo ingresso: 8 euro (prevendita consigliata) 
<BR>- Per informazioni e prevendita: lagoccia@la-goccia.it - 0299052325 

<BR>- Altre informazioni sullo spettacolo: <a href="http://www.marco-cortesi.com/rwanda-dio-e-qui-spettacolo/" target=_blank>http://www.marco-cortesi.com/rwanda-dio-e-qui-spettacolo/</A>
<BR>
<BR>Guarda il trailer:<br><br>
<iframe width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/hnR9qJ0_hkk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
</div>
	
</td></tr>






	</tbody>
	</table>





























































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=338]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Kenya - Scuola Embakasi]]></title><description><![CDATA[            <h1>KENYA - Scuola Embakasi</h1>

<p>
<STRONG>Anno di inizio</STRONG>: <BR>2013<BR><BR>
<STRONG>Descrizione Progetto:<BR></STRONG><BR>
La Goccia ha partecipato alla realizzazione di una scuola secondaria, a Embakasi, un nuovo quartiere residenziale di Nairobi, nei pressi dell'aereoporto Jomo Kenyatta
<br>Il complesso è stato fortemente voluto dai Missionari Comboniani che operano sul territorio e che ne garantiscono la gestione nel tempo.
<br>La scuola è stata pensata per essere un punto di riferimento nell'istruzione dei ragazzi del quartiere, con particolare attenzione a quei giovani che, a causa delle difficoltà economiche, non potrebbero altrimenti ricevere un'istruzione adeguata.
</P>

<p><STRONG>Fondi inviati</STRONG>:<BR>
€ 270.000
</P>

<P><h3>Reportage fotografico</h3>


            
                <!-- Slideshow container -->
<div class="slideshow-container">

  <!-- Full-width images with number and caption text -->
  <div class="mySlides fade">
    <img src="/public/content/339/scuola1.jpg" style="width:100%">
  </div>

  <div class="mySlides fade">
    <img src="/public/content/339/scuola2.jpg" style="width:100%">
  </div>

    <div class="mySlides fade">
    <img src="/public/content/339/scuola3.jpg" style="width:100%">
  </div>

<!-- Next and previous buttons -->
  <a class="prev" onclick="plusSlides(-1)">&#10094;</a>
  <a class="next" onclick="plusSlides(1)">&#10095;</a>
</div>
<br>

<!-- The dots/circles -->
<div style="text-align:center; max-width:700px">
 <span class="dot" onclick="currentSlide(1)"></span> 
  <span class="dot" onclick="currentSlide(2)"></span> 
  <span class="dot" onclick="currentSlide(3)"></span> 
</div> 

<script>
var slideIndex = 1;
showSlides(slideIndex);

// Next/previous controls
function plusSlides(n) {
  showSlides(slideIndex += n);
}

// Thumbnail image controls
function currentSlide(n) {
  showSlides(slideIndex = n);
}

function showSlides(n) {
  var i;
  var slides = document.getElementsByClassName("mySlides");
  var dots = document.getElementsByClassName("dot");
  if (n > slides.length) {slideIndex = 1}
  if (n < 1) {slideIndex = slides.length}
  for (i = 0; i < slides.length; i++) {
      slides[i].style.display = "none";
  }
  for (i = 0; i < dots.length; i++) {
      dots[i].className = dots[i].className.replace(" active", "");
  }
  slides[slideIndex-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex-1].className += " active";
} </script>






</P>

<p><A title="torna ai progetti" href="http://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti</A></p>











]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=339]]></link></item><item><title><![CDATA[Lettera Padre Gianni settembre 2011]]></title><description><![CDATA[<P align=left>&nbsp;</P>
<P align=left><STRONG>PANE SPEZZATO….CONDIVISIONE e RICERCA sulle strade della MISSIONE</STRONG></SPAN><BR></STRONG><BR><EM>Bondo, 1 settembre 2011</EM><BR><BR><EM>Carissimi,</EM><BR>bentornati a casa dalle vacanze, con il fisico riposato e il cuore arricchito da qualche bella esperienza di amicizia o di solidarietà.<BR><BR>Ha ragione il Saggio della Bibbia <EM>(Qoelet, al capitolo 3)</EM>, che da oltre duemila anni ci ricorda come ci sia <EM>“un tempo per ogni faccenda sotto il cielo. Tempo per lavorare e per riposare; tempo per viaggiare e tempo per tornare a casa, tempo per amare, per vivere e per morire!”</EM>. &nbsp;Andate a rileggere questo simpatico e ironico analista della realtà umana; attenti solo a non farvi prendere dal suo raffinato pessimismo.<BR><BR><FONT size=4><SPAN style="FONT-SIZE: large"><EM>Vacanze in vista anche per me</EM></SPAN><BR><BR></FONT>Dopo tre anni che sto lavorando qui in Congo, anch’io comincio a prevedere un periodo di riposo serio. Sarà verso la fine dell’Anno, con l’ipotesi di passare il Natale in Italia con voi. I miei Superiori mi hanno comunicato che dopo il mio servizio a Bondo sarò trasferito nella città di Butembo, in una zona&nbsp; più a est di questo immenso Congo. Da un lato mi spiace di dover lasciare una realtà sociale ed ecclesiale particolarmente bisognosa di un servizio missionario forte e generoso; dall’altro mi sto accorgendo che le numerose malarie di questi anni hanno ridotto notevolmente la mia capacità di recupero delle forze necessarie. Sono stanco. A volte troppo stanco. Ma devo resistere; mi restano un paio di mesi per portare a termine alcuni impegni importanti che mi sono stati affidati.<BR><BR>Innanzitutto c’è il servizio pastorale nella Cappella di Limbasa, alla periferia della città, destinata a diventare Parrocchia. Ancora prima delle strutture essenziali dobbiamo preparare gli animatori della Comunità; ma siamo soltanto ai primi passi di un percorso che sarà lungo e impegnativo.<BR><BR>Accompagno poi come Consigliere spirituale l’unico Istituto di Suore presenti in Diocesi. Si tratta di una Congregazione nata dalla fusione di due precedenti Istituti Religiosi. Hanno scelto il nome di <EM>Suore di Gesù Educatore</EM>; e si tratta di una realtà ancora in fase di assestamento. E’ difficile esprimere in forme culturali africane i grossi valori evangelici della povertà, della castità, del celibato e dell’obbedienza che sono i perni della vita religiosa consacrata nella Chiesa cattolica.<BR><BR>Altro impegno che come Comboniani offriamo alla Diocesi, è il Centro Pastorale per la formazione dei Catechisti. Il Direttore è P. Désiré, congolese; a me spetta il servizio dell’economia e della gestione pratica.<BR><BR>Lo stesso servizio amministrativo mi è toccato per questi tre anni all’interno della comunità Comboniana. Altrove ci pensano i fratelli non sacerdoti, che possono dirigere anche tutti i lavori e le mille attività di promozione umana legate alla nostra presenza in Missione. Qui in zona di Bondo, l’unico fratello disponibile, il mitico Tony Piasini, è impegnato a riparare strade e ponti nella lontana missione di Bambilo.<BR><BR>Per me, da oltre un anno e mezzo, si è aggiunto un altro impegno delicato&nbsp; : si tratta di accompagnare la costruzione dell’Ospedale diocesano che ha il simpatico nome di <STRONG>“Ntongo Etani”</STRONG> (in lingala significa: <EM><STRONG>“Il Mattino si è acceso”</STRONG></EM>).<BR><BR>Inizialmente pensato come ristrutturazione di un piccolo dispensario di base, il progetto è successivamente diventato qualcosa di più solido, con la partecipazione della Diocesi di Bondo, la Regione Veneta e la Diocesi di Treviso.<BR><BR>Nel 2009 un consistente aiuto del Governo Italiano ha permesso di completare gran parte della struttura muraria, soprattutto con la presenza di Beppe Solfrini, un Volontario romagnolo, giovane ed energico. Ma quando Beppe è dovuto rientrare allo scadere del suo contratto, a partire dal mese di aprile del 2010 l’impegno di accompagnare e completare i lavori è caduto sulle mie spalle.<BR><BR>All’interno del progetto restavano da risolvere due impianti delicati: quello dell’energia elettrica (illuminazione e gestione delle macchine) e quello del settore acqua e igienico-sanitario. Non avendo sul posto i tecnici competenti abbiamo pensato di ricorrere a dei volontari italiani.<BR><BR>Così è arrivato Valentino. Classe 1949. Valtellinese doc. (Piateda di Sondrio). Esperto elettricista con una bella esperienza di lavoro all’estero, dalla gelida Svizzera alla torrida Arabia Saudita.<BR><BR>Valentino ha fatto un mezzo miracolo. In due mesi di tempo, superando difficoltà notevoli sia per la mancanza di materiale (non adatto o insufficiente) sia per i collaboratori professionalmente assai limitati, è riuscito a mettere a segno il grosso del progetto.<BR><BR>L’impianto per la corrente a 220 volt è finito a regola d’arte e collaudato. Un grosso motore a diesel di 12 KA fornisce energia per tutte le macchine previste, in particolare per la Radiografia e la Sala operatoria.<BR><BR>Purtroppo manca ancora da completare l’impianto della luce a 12 volt che permetterebbe un risparmio enorme di carburante. Una serie di batterie e di pannelli solari sono già piazzati e pronti ad entrare in azione. Purtroppo i pezzi necessari per completare l’impianto, forniti da un altro amico tecnico valtellinese, Enrico Magini, non sono arrivati in tempo prima della partenza di Valentino. Il suo permesso di soggiorno lo obbligava a lasciare Bondo prima della fine di agosto.<BR><BR>Ma ormai il suo destino è segnato. Se troviamo i soldi per pagargli il viaggio lui è disposto a ritornare. A parte l’Ospedale <EM><STRONG>Ntongo Etani</STRONG></EM>, altri importanti lavori avrebbero bisogno della sua esperienza.<BR>&nbsp;<BR><SPAN style="FONT-SIZE: medium"><EM>Cinquant’anni di vita missionaria comboniana</EM></SPAN><BR><BR><EM><STRONG>Vi chiedo di unirvi</STRONG></EM> a me nel ringraziare il Signore che <EM>“con la sua grazia e per la sua misericordia”</EM> mi ha accompagnato e sostenuto durante questo lungo cammino sulle strade della Missione. Dal lontano <STRONG>9 settembre 1961</STRONG>, sono passati ormai cinquant’anni: mille esperienze per crescere attraverso un Mondo in piena trasformazione sociale, economica e culturale. Ricordo gli anni del <EM>“miracolo italiano”</EM>, gli anni affascinanti degli studi di teologia a Roma durante il Concilio Vaticano II, la conquista della Luna, il carisma di uomini come Martin Luther King, il fascino del Presidente Kennedy e di Papa Giovanni XXIII; le indipendenze a raffica dei nuovi &nbsp;Stati africani, e soprattutto la cosiddetta <EM>“rivoluzione del ‘68”</EM>, prolungatasi, attraverso la violenza degli anni di piombo, fino al 1978.<BR><BR>Uno dopo l’altro, i vari impegni missionari mi hanno portato dal Canada al Burundi, dall’Europa agli USA, dal Congo al Kenya e poi, dopo una lunga pausa italiana, ancora in Congo.<BR><BR>Ditemi voi: come potrei mai ringraziare il Signore se non rinnovando ogni giorno, <EM>“con gioia e con amore”</EM> il mio impegno al Servizio del Vangelo?.<BR><BR>Ma vi assicuro che a volte questa fedeltà alla Missione è dura. Faticosa. Pesante al limite delle forze.<BR><BR>Fare Missione in mezzo ai “poveri” può diventare rischioso anche per il missionario più serio e motivato. Ma intendiamoci bene, non si tratta solo di poveri economicamente, ma di persone immerse in una serie di condizionamenti sociali, culturali, politici ed economici che bloccano in modo tragico la possibilità di uscire da una vita che non ha la possibilità di scelte libere e ragionate; ma è come una serie di sprazzi di esistenza senza un minimo progetto … Con esperienze a volte brucianti e dolorose.<BR><BR>Mi trovo spesso a gridare al Signore, come il Salmista: <EM>“Ma dove sei Signore? Hai proprio dimenticato i tuoi figli che chiedono un po’ di pace, un po’ di cibo, un po’ di respiro in una vita che sembra essere soltanto fatica e lotta per sopravvivere?”</EM>.&nbsp; A volte sono davvero amareggiato per il peso della sofferenza che si accumula sulle spalle di tante gente, soprattutto delle donne di una certa età, che dopo aver dato il sangue per allevare tanti figli si ritrovano costrette ancora ad allevare nipoti nati da brevi avventure di adolescenti, oppure a subire pressioni di chi pretende di fare ancora studi costosi, lontano da casa, per inseguire modelli di una vita impossibile.<BR><BR>Siccome prima o poi le persone in difficoltà arrivano alla nostra porta, mi trovo spesso in situazioni davvero angosciose. Come se un destino di felicità o di tristezza, come se la vita o la morte di tante persone, dipendesse da me. Classici i casi di operazioni chirurgiche urgenti. Qui i medici non scherzano. Si paga in grammi d’oro; o in dollari. Sempre in anticipo. E sono autentiche sberle che mettono in ginocchio le famiglie che riescono a pagare. Oppure è la tomba.<BR><BR>E allora dico al Signore: <EM>“Ma per favore fa’ qualcosa … blocca questa ondata di disperati! Non posso rubarti la missione che è solo tua … non sei Tu che hai detto: “Sono venuto affinché abbiano la Vita, e l’abbiano in abbondanza?”.</EM> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Veramente Lui la sua risposta l’ha data; e quello che poteva fare lo ha fatto.<BR><BR>Basta guardarlo inchiodato su quella Croce: il cuore del Vangelo e della Speranza che, come missionari, dobbiamo annunciare. Con pazienza infinita e spesso con la grande sofferenza di non arrivare a rispondere al grido dei più poveri.<BR><BR>Ma adesso, davanti al dolore dell’uomo&nbsp; in carne ed ossa, dove sono i limiti della nostra responsabilità, sia come individui sia come Comunità umana e cristiana?<BR>&nbsp;<BR>Vi&nbsp; lascio con questa domanda. E con un grazie potente per quanto fate per sostenere “Panespezzato” nei suoi molteplici interventi. <BR>Ci risentiremo presto.<BR><BR><STRONG>Vostro p. Gianni&nbsp; </STRONG></P>
<P align=left><STRONG></STRONG>&nbsp;</P>
<P align=left><STRONG></STRONG>&nbsp;</P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=347]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Zambia - Lusaka - Cherished Home]]></title><description><![CDATA[                                                                                                                                                                                                     
                                                                         <H1>ZAMBIA - "Cherished Home"</H1>
<h3>Una comunità per minori vittime di abusi a Lusaka</h3>

<P><h3>Anno di inizio</h3>2023

<BR><BR>

<h3>Contesto</h3>
<br>
Lo Zambia è il paese delle contraddizioni: ha immensi giacimenti di
rame e cobalto, paesaggi mozzafiato sul fiume Zambesi e sulle cascate
Vittoria, con alberghi a cinque stelle, eppure il 59% della popolazione
vive con meno di 1,90 $ al giorno.<br>
E’ uno dei paesi con la maggiore iniquità nella distribuzione dei redditi.
Ci sono scuole da oltre 10mila $ l’anno e c’è chi a scuola non ci può
andare perché non ha denaro per comprarsi l’uniforme obbligatoria e un
paio di scarpe.<br><br>
Nella capitale Lusaka queste contraddizioni sono ancora più evidenti:
lontano dai quartieri residenziali del centro, continuano a crescere aree
informali, densamente popolate, dove affluisce la popolazione che arriva
dalle campagne. La disoccupazione è prevalente e il disagio sociale
assume tutte le forme possibili.<br>
In questi contesti le violenze contro i minori sono purtroppo
un’emergenza sociale: abusi fisici, sessuali, psicologici anche a danno
di bambini molto piccoli, alimentati non solo dall’estrema povertà e
conseguente frustrazione e disperazione, ma anche dall’uso di alcol e
droghe che fomentano comportamenti violenti.
<br><br>
Lusaka opera “ULEMU, No One
Excluded”, una ONG locale che
gestisce un centro antiviolenza in
uno dei quartieri più degradati della
capitale. Ogni anno sono centinaia
i minori vittime di violenza che
accedono al centro: stuprati, picchiati
selvaggiamente o abbandonati e
completamente soli.<br>
Gli stupri avvengono per lo più
all’interno del nucleo familiare: il padre,
il nonno, lo zio, il compagno della
madre, a volte un vicino di casa.
Le vittime sono preadolescenti e
adolescenti. Le punizioni corporali,
molto praticate nello Zambia,
raggiungono a volte livelli di brutalità
inconcepibili.<br>
Lo Zambia ha una legislazione di tutela dei diritti dei minori in linea con
gli standard internazionali, ma la sua applicazione è frenata da una serie
di fattori che spesso lasciano impunito l’aggressore.<br>
L’allontanamento della vittima di abusi si rende necessario, infatti i minori
diventano oggetto di forti pressioni, se non di minacce, soprattutto nel
caso si arrivi al processo.<br>
Mettere la vittima in sicurezza
è difficile per l’assenza di
strutture di accoglienza per
minori, che nello Zambia sono
poche e sempre affollate.
Ulemu si è più volte trovata
nelle condizioni di dover
rimandare una ragazzina
nello stesso contesto in cui la
violenza era avvenuta e dove,
con ogni probabilità, si sarebbe
ripetuta.
<br><br>



<BR><BR><h3>Descrizione del progetto</h3>
<BR>
La Goccia ha deciso di intervenire e ad aprile 2023 è stata aperta
Cherished Home, una casa di accoglienza per bambine e ragazze
vittime di violenza.<br>
La casa si trova nella periferia di Lusaka, in un luogo sicuro: dispone di
20 posti, distribuiti in tre camere da letto dove le ospiti vengono divise
per fasce di età. La casa è circondata da un grande giardino, dove le
ragazze possono distrarsi in attività sportive o di giardinaggio. Presso
Cherished Home lavorano il direttore, responsabile della gestione della
casa, una assistente sociale che tiene i contatti con i servizi sociali
zambiani, 4 operatrici sociali che a turno si occupano 24 ore su 24 delle
ragazze, della loro educazione e istruzione (molte delle vittime non
possono andare a scuola per ragioni di sicurezza), oltre alle cuoche e
ad un servizio di vigilanza. Le vittime godono anche di sedute regolari di
psicoterapia, che aiutano le ragazze a superare i traumi subiti.
Il nostro obiettivo è garantire
alle minori vittime di violenza
un luogo dove possano
trovare l’affetto, serenità e
la sicurezza necessarie a
superare i traumi subiti, in
attesa di trovare, in accordo
con le autorità locali, una
sistemazione sicura e a lungo
termine per il reinserimento
nella società.
<br><br>
<i><h4>La storia di Rose</h4>
Rose, nome di fantasia, ha 12 anni. Ha sempre vissuto con il nonno e
solo nell’ultimo anno si è trasferita dalla madre. La donna, vive con un
compagno che inizia ad abusare della figlia. Mostra alla bambina filmati
pornografici e poi le usa violenza.<br>
Un parente scopre gli abusi e viene informata anche la polizia. La madre,
per proteggere l’uomo e la propria reputazione, cerca di impedire in ogni
modo la testimonianza della bambina in tribunale; arriva al punto di
minacciare di uccidere la figlia. Intervengono i servizi sociali zambiani,
che portano la bambina al sicuro alla Cherished Home in attesa del
processo. La polizia dà ordine di non consentire contatti tra Rose e sua
madre, che però minaccia gli operatori della
casa di accoglienza. Rose, oggi ha 13 anni
ed è una ragazzina sveglia, ma si sente in
colpa: la madre le ha fatto credere che una
sua testimonianza contro c0lui che l’ha
ripetutamente abusata potrebbe far finire lei
e il fratellino sulla strada.<br>
Per ora Rose non se la sente di testimoniare;
la sua vita è sospesa.<br>
Per ragioni di sicurezza non può uscire dalla
casa e dunque non può andare a scuola.<br>
E’ seguita dagli operatori di Cherished Home
e segue regolari sedute di psicoterapia,
nella speranza che maturi consapevolezza
di ciò che ha subito e agisca di
conseguenza.</i>
<br><br>
<i><h4>La Storia di Grace</h4>
Tra le tante storie di sofferenza e speranza che si intrecciano a
Cherished Home, c'è quella di Grace, una bambina di 10 anni.<br>
Grace, originaria di un’altra città, era stata mandata dai genitori a
Lusaka con la zia per avere un’opportunità di studio.<br>
Si è poi scoperto che le cose sono andate diversamente.<br>
Grace è stata sistematicamente maltrattata dalla zia, non le è stato
permesso di frequentare la scuola ed è stata "usata" come domestica
e baby sitter, per poi essere infine allontanata da casa.<br>
Ritrovata per strada dalla polizia è stata indirizzata ai servizi sociali e da
qui a Cherished Home. Per mesi, si è tentato di rintracciare la sua
famiglia attraverso i servizi sociali, senza successo.<br>Ogni
comunicazione con loro è stata lenta e spesso il caso è stato trattato
come nuovo, senza alcun progresso. Alla fine lo staff di Cherished
Home ha deciso di agire
autonomamente.<br>Tramite contatti
personali, si è fatta circolare la
voce nella zona di origine di Grace.
In meno di due settimane, la
famiglia è stata trovata.<br>I genitori,
disperati, avevano cercato Grace
per nove mesi, temendo il peggio.
Il momento del ricongiungimento
è stato toccante: il padre, arrivato a
Lusaka dopo un lungo viaggio in
autobus, ha visto Grace e, travolto
dall'emozione, è scoppiato in
lacrime.<br>Dopo mesi di incertezza e
sofferenza, Grace è finalmente
tornata a casa, sana e salva.
</P>


<h3>Foto - Cherished Home</h3>

<P>
            
                <!-- Slideshow container -->
<div class="slideshow-container">

  <!-- Full-width images with number and caption text -->
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  </div>

<!-- Next and previous buttons -->
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  <a class="next" onclick="plusSlidess(1)">&#10095;</a>
</div>
<br>

<!-- The dots/circles -->
<div style="text-align:center; max-width:700px">
 <span class="dott" onclick="currentSlidess(1)"></span> 
  <span class="dott" onclick="currentSlidess(2)"></span> 
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 <span class="dott" onclick="currentSlidess(7)"></span> 
</div> 

<script>
var slideIndex1 = 1;
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// Next/previous controls
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}

// Thumbnail image controls
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function showSlidess(m) {
  var j;
  var slidess = document.getElementsByClassName("mySlidess");
  var dots = document.getElementsByClassName("dott");
  if (m > slidess.length) {slideIndex1 = 1}
  if (m < 1) {slideIndex1 = slidess.length}
  for (j = 0; j < slidess.length; j++) {
      slidess[j].style.display = "none";
  }
  for (j = 0; j < dots.length; j++) {
      dots[j].className = dots[j].className.replace(" active", "");
  }
  slidess[slideIndex1-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex1-1].className += " active";
} </script>


<P><h3>Fondi inviati</h3>
<br>
Anno 2023: euro 81.000,00<br>
Anno 2024: euro 102.280,00</P>




<P><A title="torna ai progetti" href="https://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></p>









































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=366]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Zambia - Lusaka - Costruiamo Futuro]]></title><description><![CDATA[                                                                                                                                                                                         
                                                                         <H1>ZAMBIA - "Costruiamo futuro"</H1>
<h3>Emancipazione femminile e tutela di minori vittime di violenza a Lusaka</h3>
<P>
<h3>Anno di inizio</h3>2022

<BR><BR>

<h3>Contesto</h3>

Il progetto si realizza a Kanyama, il più esteso e popolato slum di Lusaka, la capitale zambiana, e in due aree confinanti, i compound (così vengono chiamati gli slum nello Zambia) di John Laing e Chibolya. 
<BR>Si tratta di insediamenti informali, di recente formazione, sovrappopolati, dove a fronte di problemi socio-sanitari particolarmente gravi, sono pressoché assenti i servizi pubblici essenziali e dove la presenza di Ong locali o internazionali risulta essere insufficiente.
<BR><BR>
Non esistono dati ufficiali sulla popolazione di questi slum e andrebbero in ogni caso aggiornati annualmente a causa del continuo aumento della popolazione proveniente dalle campagne, che si insedia in queste aree periferiche della capitale.
<BR>Si stima che oggi la popolazione complessiva di Kanyama, John Laing e Chibolya sia intorno al milione di individui.
<BR>Nello slum non esistono fognature; i residenti utilizzano per lo più latrine a fossa; la fornitura di acqua potabile dipende da pozzi superficiali o da venditori di taniche d'acqua; l'erogazione di corrente è interrotta molto frequentemente ciò blocca anche la fornitura di acqua, che non può essere erogata se la pompa non è alimentata.
<BR>Le conseguenze igienico sanitarie di questa situazione sono drammatiche, soprattutto nel periodo delle piogge, quando regolarmente pressoché ogni anno, esplodono epidemie di colera, che sempre coinvolgono Kanyama e dintorni.
<BR><BR>Questi slum presentano diverse problematiche emergenziali:
<BR>• Bambini e giovani intrappolati nel circolo vizioso della povertà e per i quali è estremamente difficile raggiungere un livello di istruzione soddisfacente. Ciò è particolarmente evidente per gli orfani. La mancanza di adeguate opportunità di formazione e di competenze rende molto difficile l'accesso al mercato del lavoro. I giovani sono perciò esposti all'abuso di droghe, alcol e alla criminalità.
<BR>• Ragazze vulnerabili, esposte allo sfruttamento. In particolare, le orfane o ragazze disabili sono fisicamente, sessualmente e emotivamente abusate. Vengono usate come oggetti di piacere o sottoposte a lavoro forzato e per loro risulta estremamente difficile crescere serenamente o accedere ad un livello pur minimo di istruzione.
<BR>• Donne vittime di ingiustizia sociale. Oltre a sostenere la maggior parte del carico familiare, molte di loro sono vittime di violenza domestica. Si tratta di donne per lo più analfabete e impiegate pressoché esclusivamente nel settore informale.
<BR><BR>
<h4>La violenza di genere e gli abusi sui minori</h4>
La violenza contro le donne è un fenomeno largamente diffuso nello Zambia. Le ragioni sono culturali: al genere femminile è assegnato un ruolo subordinato al maschio e questa subordinazione riguarda ogni ambito, incluso quello sessuale. 
<BR>Il fenomeno è più drammatico negli slum, dove l’abuso di alcool, i bassi livelli di istruzione e la trappola della povertà alimentano comportamenti violenti a danno del genere femminile.
<BR>Raramente le donne denunciano e ancor più raramente il caso finisce in tribunale: la maggioranza delle donne non è nemmeno cosciente dei propri diritti e considera “pressoché normale” essere picchiata dal marito.
<BR>La dipendenza economica (spesso associata ad un basso livello di istruzione), o il solo fatto di non avere un altro luogo dove andare, scoraggia una denuncia.
<BR>Spesso anche la famiglia di origine rifiuta di riaccogliere una figlia vittima di violenza: la donna è stata infatti “comprata” dalla famiglia del marito ed è una sua proprietà.
<br><br>
<h4>Ulemu e l'Unità Antiviolenza</h4>
Ulemu, No One Excluded, è una ONG zambiana che gestisce il progetto Stop the Violence, a favore delle vittime di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica nelle aree più povere della periferia di Lusaka (Zambia). Il progetto Stop the Violence, attivo dal 2018, è sostenuto da Fondazione Pro.Sa.
<BR><BR>
Dal 2019 il progetto Stop the Violence ha aperto una Unità Antiviolenza all’interno del maggiore ospedale pubblico della zona, che costituisce l’unico punto di riferimento per le numerosissime vittime di violenza.
<BR>L’unità, composta da quattro operatori locali e dalla coordinatrice italiana, offre alle vittime una assistenza gratuita che si declina in diverse forme: uno spazio di ascolto, l'accompagnamento per accedere alle cure e per ottenere la certificazione sanitaria necessaria per avviare una procedura legale, visite domiciliari, consulenza legale e assistenza in tribunale, counselling di coppia e supporto alla genitorialità. 
<BR>Il team dell’Unità Antiviolenza si interfaccia ogni giorno con diverse stazioni di polizia, dove spesso deve confrontarsi con corruzione e pregiudizi culturali di ogni genere, che derubricano una violenza a consuetudini normali all'interno di una famiglia.
<BR>Nel 2021, anno in cui la pandemia e l’instabilità politica legata alle elezioni generali di agosto hanno ulteriormente aggravato la già precaria situazione economica sociale, le vittime registrate dall’Unità antiviolenza di Kanyama sono state 1300, di cui 345 minori. 
<BR>La situazione è particolarmente preoccupante per le bambine e adolescenti: 211 sono state abusate sessualmente nel 2021, ma si ritiene che il fenomeno abbia dimensioni molto più tragiche. 

<BR><BR><h3>Descrizione del progetto - Costruiamo Futuro</h3>
<BR>
Nel 2022 l'ONG Ulemu ha chiesto una mano alla Goccia per potenziare il lavoro dell'Unità Antiviolenza.
<BR>
Nasce così il progetto "Costruiamo futuro: emancipazione femminile e tutela di minori vittime di violenza a Lusaka".
L'obiettivo è di contribuire a dare un supporto mirato, con benefici a lungo termine, alle persone assistite dall'Unità.
Il progetto si snoda in due direzioni principali.
<BR>
<BR>
<h4>1) Formazione professionale - beneficiari adolescenti e giovani donne</h4>
Il livello culturale medio della popolazione di Kanyama, John Laing e Chibolya è mediamente molto basso. 
<BR>L’analfabetismo è diffuso, soprattutto nella popolazione femminile. 
<BR>Ciò ovviamente costituisce un ostacolo grave alla emancipazione femminile e non offre prospettive alle adolescenti che con ogni probabilità non disporranno in futuro di risorse per tutelare se stesse e i loro figli. 
<BR>Per questo, dopo una opportuna selezione delle candidate, offriamo loro la possibilità di frequentare corsi di formazione professionale in catering, house keeping, computer studies, tailoring, food production, ecc. 
<BR>Si tratta di corsi brevi (da tre mesi ad un anno) al termine dei quali viene rilasciato un titolo che consentirà alle corsiste di trovare più facilmente una occupazione. <BR>Anche in questo caso, il team dell’Unità Antiviolenza è in grado di selezionare le candidate più adatte e di seguirne il percorso formativo.
<BR><BR>
<h4>2) Tasse scolastiche – beneficiari minori in situazioni emergenziali</h4>
All’Unità Antiviolenza affluiscono purtroppo casi drammatici di bambini e bambine picchiati in modo efferato o in condizioni deplorevoli, per i quali il mancato accesso all’istruzione è dopotutto l’abuso meno aberrante.
<BR>Non sono rari i casi di punizioni inferte con ferri roventi o acqua bollente; le punizioni corporali sono purtroppo ancora molto diffuse e a ciò si somma la violenza sessuale, anche a danno di bambine molto piccole.
<BR>L’allontanamento di un minore da un contesto violento è un processo molto complicato: i servizi sociali zambiani sono del tutto inefficienti, gli orfanotrofi sono pieni e per lo più non accettano minori disabili, le comunità di accoglienza sono pochissime e comunque tengono il minore per pochi giorni per poi rimandarlo nel nucleo da cui proviene.
<BR>Il team si adopera ogni giorno per trovare una nuova collocazione al minore, ma non sempre la cosa è possibile.
<BR>Una via d’uscita è la frequenza di una scuola o di una "boarding school", cioè una scuola dove il minore possa anche abitare.
<BR>Ciò lo sottrae almeno dallo sfruttamento, perché spesso bambini anche molto piccoli vengono usati per vendere qualcosa al mercato; inoltre, a scuola hanno la possibilità di accedere ad almeno un pasto, cosa che non è affatto scontata in contesti di grave emarginazione.

</P>

<h3>Foto</h3>
<P>

            
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var slideIndex = 1;
showSlides(slideIndex);

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  showSlides(slideIndex = n);
}

function showSlides(n) {
  var i;
  var slides = document.getElementsByClassName("mySlides");
  var dots = document.getElementsByClassName("dot");
  if (n > slides.length) {slideIndex = 1}
  if (n < 1) {slideIndex = slides.length}
  for (i = 0; i < slides.length; i++) {
      slides[i].style.display = "none";
  }
  for (i = 0; i < dots.length; i++) {
      dots[i].className = dots[i].className.replace(" active", "");
  }
  slides[slideIndex-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex-1].className += " active";
} </script>
</P>




<P><h3>Fondi inviati</h3>
<br>
Anno 2022 euro 10.000,00
<br>Anno 2023: euro 10.000,00
<br>Anno 2025: euro 5.000,00
</P>




<P><A title="torna ai progetti" href="https://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></p>



































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=367]]></link></item><item><title><![CDATA[Progetto Bolivia - Postrervalle - 2025]]></title><description><![CDATA[                            
                                                                                                                                                                                                       
                                                                         <H1>BOLIVIA - Ritorno a Postrervalle... guardando al futuro</H1>
<h3>25 anni dopo La Goccia è ancora al fianco dei ragazzi di Postrervalle in Bolivia, perchè siano gli artefici del loro futuro</h3>

<P><h3>Anno di inizio</h3>2025

<BR><BR>

<h3>Contesto</h3>

Nel cuore della Bolivia, dove le Ande si diradano e lasciano spazio alla regione tropicale del Gran Chaco, sorge il municipio di Postrervalle.<br>
È costituito da 12 villaggi, lontani tra loro fino a 2 o 3 ore di strada a piedi.<br>
Vi risiedono circa 6.000 abitanti, piccoli agricoltori e allevatori, che affrontano da sempre le problematiche della vita rurale in zone difficili e distanti dai distretti urbani.<br> Senza speranze di un futuro, spesso i giovani lasciano il paese in cerca di una vita migliore nelle città, dove però ad attenderli ci sono i quartieri periferici e le condizioni sono peggiori di quelle lasciate alle spalle.




<BR><BR><h3>Descrizione del progetto</h3>
<BR>
<b>Aspiranti falegnami </b><br>
Per far fronte a questa situazione Wanda e Massimo, due volontari dell'Operazione Mato Grosso a fine anni '90 danno vita ad una scuola-collegio (Taller). Qui i ragazzi in difficoltà dai 10 ai 18 anni ricevono gratuitamente ospitalità, istruzione scolastica e formazione professionale. Diventano così falegnami intagliatori e non sono più costretti ad emigrare in cerca di lavoro.<br>
La scuola è ben avviata ed il diploma è riconosciuto dallo stato boliviano. <br>
Manca solo un laboratorio adeguato.
<br><br>
<b>Anno 2000: la falegnameria e la cooperativa </b><br>
Nel 2000 il progetto trova il sostegno della Goccia. Vengono raccolti 50 mln di lire necessari all'acquisto e spedizione di attrezzature e macchinari che permettono l'allestimento di una vera e propria falegnameria. Il nuovo laboratorio è in grado di migliorare l'offerta formativa della scuola e non solo. <br>
Si dà il via ad una cooperativa che produce e vende manufatti in legno: porte, serramenti, ecc, alla quale i ragazzi, una volta terminati gli studi, possono aderire. Vengono così creati posti di lavoro e gli utili sono reinvestiti in attività sociali a Postrervalle. 
<br><br>
<b>Accogliere ed educare</b><br>
Nel corso degli anni, il Taller e la cooperativa diventano realtà sempre più consolidate e Wanda e Massimo immaginano nuove strade per aiutare gli abitanti di Postrervalle, con l'attenzione rivolta sempre ai più giovani. 
Infatti, un altro grave problema sociale è l'affidamento dei figli durante le lunghe giornate passate a lavorare nei campi. 
Ci sono poche strutture ricettive a cui appoggiarsi e i genitori sono costretti a portare i figli con sé o a lasciarli soli a casa.

<br><br>
<b>Anno 2007: la scuola materna</b><br>
A Postrervalle esiste già una scuola per 45 bambini da 0 a 6 anni, ospitata nei locali della parrocchia, ma lo spazio è troppo piccolo per far fronte alle numerose richieste.
I due volontari chiedono così aiuto alla Goccia per la realizzazione di una struttura che possa raddoppiare il numero di posti disponibili.
Attraverso la campagna Accogliere ed Educare, La Goccia invia a Postrervalle i 77.500 € necessari a tutti i lavori. 
In breve tempo viene realizzato il nuovo edificio, assunte nuove educatrici e portato ad 80 il numero di bambini accolti.
Anche questo progetto diventa un'importante realtà locale e  contribuisce nel tempo alla cura ed educazione di centinaia di bambini. 
<br><br>
A distanza di due decenni si sono presentate nuove sfide per i progetti di Postrervalle.<br><br>
<b>Ampliamento falegnameria </b><br>
Oggi il Taller accoglie 43 studenti e la cooperativa ha 25 soci.<br>
La falegnameria è ormai insufficiente a sostenere tutte le attività che vi si svolgono ed è importante restare al passo coi tempi e mantenere alta la qualità. Per questo occorre installare nuovi macchinari ed ampliare i locali. <br>

Wanda e Massimo si sono rivolti nuovamente alla Goccia che ha risposto alla chiamata, consapevole dell'importanza del progetto.
Sono stati inviati 42.000 € per i lavori edili e sono in corso di allestimento due container per la spedizione dei macchinari.
<br><br>
<b>Rinnovamento scuola e cucina</b><br>
Anche la scuola ha bisogno di un rinnovamento.
In primo luogo la cucina che, oltre ai pasti giornalieri per la scuola e il Taller, ogni domenica si apre alla comunità, dando ospitalità per il pranzo a 300 persone e divenendo così un'occasione importante di aggregazione. 
Inoltre è necessario rifornire il progetto di nuovo materiale didattico per le attività formative, 
Anche in questo caso La Goccia ha garantito il proprio appoggio ai volontari di Postrervalle.
<br><br>
<b>L'attenzione verso i più giovani è da sempre uno dei pilastri che sostengono l'azione della Goccia nelle sue iniziative a favore delle popolazioni più fragili. 
È per questo che siamo ancora al fianco di chi a Postrervalle opera concretamente da una vita per dare un futuro migliore ai suoi giovani abitanti.</b><br>
</P>


<h3>Foto</h3>

<P>
            
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  showSlidess(slideIndex1 = m);
}

function showSlidess(m) {
  var j;
  var slidess = document.getElementsByClassName("mySlidess");
  var dots = document.getElementsByClassName("dott");
  if (m > slidess.length) {slideIndex1 = 1}
  if (m < 1) {slideIndex1 = slidess.length}
  for (j = 0; j < slidess.length; j++) {
      slidess[j].style.display = "none";
  }
  for (j = 0; j < dots.length; j++) {
      dots[j].className = dots[j].className.replace(" active", "");
  }
  slidess[slideIndex1-1].style.display = "block";
  dots[slideIndex1-1].className += " active";
} </script>


<P><h3>Fondi impiegati per il progetto</h3>
<br>
Macchinari falegnameria: 33.800 euro<br>
Macchinari cucina: 6.500 euro<br>
Materiale vario: 10.000 euro<br>
Lavori di ampliamento falegnameria e scuola: 42.000 euro<br>
Lavori scuola: 2.000 euro<br>
Acquisto ed invio container: 14.000 euro</P>

<P>
<h3>Approfondimenti</h3>
Volantino Natale 2025 
<A href="https://www.la-goccia.it/public/content/328/Volantino_LaGoccia_Natale_2025.pdf" target=_blank>
<IMG class="pdf1" border=0 src="https://www.la-goccia.it/images/pdf.gif"></A> 
</P>
<P><A title="torna ai progetti" href="https://www.la-goccia.it/progetti.asp">< torna ai progetti </A></p>























































































]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=368]]></link></item><item><title><![CDATA[Lotta allo spreco per la sostenibilità]]></title><description><![CDATA[                     <h1>LOTTA ALLO SPRECO</h1>
<h3>L’Associazione “La Goccia” crede fortemente nella necessità di un cambiamento che ci porti ad uno stile di vita basato sulla sobrietà, sulla solidarietà e sul rispetto delle persone e dell’ambiente. È un cambiamento che, per diventare globale, deve iniziare dal profondo di ognuno di noi, dalle nostre scelte, dalle nostre relazioni, dai nostri valori,… </h3>
<P><img class="imageintext" src="/images/images_hp/spreco1.png" alt=""></P>

<p><h3>Lo spreco</h3>Oggi viviamo in un mondo che ha fatto dello spreco la propria bandiera, anche se il termine spreco non viene mai menzionato. Per produrre bisogna consumare, ma quando il consumo è inutile o sovrabbondante diventa inesorabilmente spreco. Tutto viene sprecato: l’acqua, il cibo, l’energia, le materie prime, il tempo,… <BR>Per mantenere la cosiddetta “società dei consumi” nel Sud del Mondo vengono disboscate foreste, scavate montagne, prosciugati laghi, con ripercussioni sugli abitanti locali e sugli ecosistemi. <BR>Tutto questo finisce per alimentare la catena produzione-consumo-spreco con il risultato di sperperare le risorse della terra e impoverire i nostri rapporti umani. <BR><BR><h3>Un esempio concreto</h3>La Goccia è impegnata a dare un esempio concreto di non spreco, attraverso il recupero ed il riutilizzo di beni “dismessi”. Ogni anno, infatti, oltre 1.400 quintali di prodotti di ogni tipologia vengono recuperati, smistati ed, in seguito, impiegati in svariate attività: ridistribuiti ad altre realtà ed associazioni che operano sul territorio italiano, inviati in situazioni difficili in paesi europei ed extraeuropei ed infine utilizzati nei mercatini per la raccolta fondi. <BR>Tutto questo materiale, che sarebbe diventato immondizia accumulata nelle discariche del nostro paese, acquista invece una nuova vita e diventa un bene prezioso per molte persone: sia per chi lo può utilizzare direttamente, sia per chi riceve indirettamente aiuto grazie alle iniziative dell’Associazione. <BR><BR><h3>Campagne di sensibilizzazione</h3>La Goccia porta avanti la sua campagna contro lo spreco anche attraverso iniziative di sensibilizzazione. Ogni occasione di incontro diventa un “palco” prezioso di informazione e confronto per educare al non spreco e ribadire l’importanza di un cambiamento di stile di vita da parte di ognuno di noi.</P>









]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=354]]></link></item><item><title><![CDATA[Incontri nelle scuole - educazione alla mondialità]]></title><description><![CDATA[                                          <h1>ATTIVITA' CON LE SCUOLE</h1>
<h3>La Goccia propone alle scuole elementari un’iniziativa di educazione alla mondialità: il Progetto “Non Sprechiamo(ci)”.</h3>
<P>Il Progetto è costituito da una serie di laboratori interattivi finalizzati a trasmettere ai bambini <b>i valori dell’accoglienza dello straniero, del non-spreco, del riciclo e dell’utilizzo sostenibile delle risorse della Terra</b>. 
<br><br>Siamo infatti convinti che l’interiorizzazione di alcune regole, fin da bambini, assuma un significato fondamentale nel percorso di crescita in coloro che diventeranno i cittadini del mondo.<br><br>
Il Progetto nasce <b>nel 2010</b> e da allora, grazie ad un gruppo ormai consolidato di volontarie, viene portato ogni anno in decine di scuole dell'hintelrland milanese, ottenendo riscontri positivi da alunni, insegnanti e genitori.
<br><br>Gli insegnanti decidono autonomamente quale percorso proporre alle rispettive classi e se svolgerlo nella sede della Goccia o all’interno delle scuole, secondo esigenza.
<br><br>Il Progetto viene proposto in <b>via del tutto gratuita</b>
<br><br>Qui di seguito la descrizione dei laboratori proposti</p>
<br><div style="clear:both; padding-top:20px">
<h2>La merenda mondiale</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/merenda.png">Non è facile far comprendere ai bambini quali sono le leggi che regolano la distribuzione ed il consumo degli alimenti nel mondo. Non è facile farlo capire neanche agli adulti.<br>Noi cerchiamo di spiegarlo con un gioco. <br>Il nostro capannone diventa la rappresentazione del mondo, suddiviso nei vari continenti, e i bambini ne sono gli abitanti, riproducendo in modo esagerato la suddivisione reale della popolazione.<br>
Il gioco mette in luce <b>le diversità dei mezzi a disposizione</b> di ciascuno e la diversità del trattamento finale.<br>
Di fronte ad una distribuzione così diseguale ed "ingiusta" si <b>scatena un coro di proteste</b>, inframmezzate dai commenti soddisfatti di una ristretta minoranza.<br>
Le <b>ingiustizie sono subito riconosciute</b> con facilità, soprattutto da chi le ha subìte: meno facile è capire le ragioni di una situazione così squilibrata.
</p></div>
<div style="clear:both; padding-top:20px"><h2>Non sprechiamo il pane!</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/pane.png"><b>Il pane</b>: i nostri bambini l’hanno sempre a portata di mano. 
<br>
Così facile da ottenere che <b>perde persino valore</b>: è sprecato, buttato, qualche volta utilizzato per giocarci.
<br>
C’è stupore tra i bambini quando, con un gioco di ruolo, spieghiamo il tempo e il lavoro necessario per poter arrivare al pane, partendo dal seme.
<br><em>
«Nove mesi?» domandò la madre. «Non ci avevo mai pensato. Ci vuole lo stesso tempo per fare un uomo».</em>scrive  Ignazio Silone in "Vino e Pane".
<br>
E c’è ancora più stupore nel prendere coscienza che alcuni non hanno neppure questo pezzo di pane.<br>
Ecco allora che all'interno della classe la <b>condivisione</b> acquista un valore inestimabile.
</p></div>

<div style="clear:both; padding-top:20px"><h2>Non sprechiamo l’acqua!</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/acqua.png">L’acqua è un bene vitale: senza mangiare si può sopravvivere diverse settimane, mentre senza bere solo pochissimi giorni.<br>
<br>Noi tutti siamo tenuti a difendere questo bene prezioso che, ci insegnano, è sempre lo stesso da milioni e milioni di anni.
<br>La rappresentazione del ciclo dell’acqua vede i ragazzi protagonisti. 
<br>Nel primo atto siamo nelle nostre città, dove l’acqua che cade dal cielo la ritroviamo direttamente in casa aprendo senza fatica il rubinetto.
<br>Nel secondo atto siamo in Africa e l’acqua che cade dal cielo si disperde. Per portarla alla capanna dobbiamo percorrere <b>tanta strada, sotto il sole, tutti i giorni</b>, con tanta fatica.
<br>E’ un gioco simpatico e divertente, ma poi le immagini che mostriamo riportano silenzio e riflessione.
</p></div>

<div style="clear:both; padding-top:20px"><h2>Sotto lo stesso sole</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/sole.png">Per questo progetto abbiamo utilizzato un racconto di un’insegnante scrittrice: Cinzia Milite.
<br>
Qui è descritta la vita nei <b>villaggi africani</b>, con un'attenzione particolare ai bambini.
<br>
Attraverso la ricerca delle differenze con il <b>nostro stile di vita</b>, si evidenziano i valori come l’amicizia, la condivisione e l’amore per ciò che ci circonda.
<br>
Il nostro scopo è di far riflettere i ragazzi sulla loro vita di tutti i giorni e su come basti poco per <b>essere felici</b>.
Porre l’evidenza su questi aspetti li aiuterà a non sprecar"si".
</p></div>

<div style="clear:both; padding-top:20px"><h2>Ma quanto viaggia la mia T-shirt</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/cotone.png">La <a href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=354">lotta contro lo spreco</a>, che caparbiamente la nostra Associazione conduce da diversi anni, ci permette di fare delle valutazioni sul nostro stile di vita.<br>Basta dare un’occhiata ai numerosi sacchi di indumenti dismessi che ci vengono donati, per capire quanto i nostri armadi siano stipati di vestiti che tutto sommato riusciamo a utilizzare proprio poco. <br>
Ma sappiamo veramente cosa c’è dietro ad una nostra <b>T-shirt</b>?<br>
Con questa domanda in testa abbiamo cercato di percorrere tutta la filiera del nostro capo d’abbigliamento preferito, scoprendo come la coltivazione e la lavorazione del <b>cotone incidano sulla vita di milioni di persone</b>.<br>
Ci troviamo così a discutere con i ragazzi di quinta della scuola primaria di primo grado, dello sfruttamento delle acque, dell’inquinamento dei terreni, del lavoro minorile ecc.
<br>Il laboratorio si conclude con un manufatto creato utilizzando una maglietta usata.
<br>
</p></div>

<div style="clear:both; padding-top:20px"><h2>Cosa mangia il mondo?</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/cibo.png"><b>Il cibo</b> è diventato ormai uno degli argomenti principali. Si accende la televisione e le trasmissioni ne sono piene, sia quelle ideate per divertirci sia quelle che danno consigli sulla nostra salute.<br>
<b>Fame</b>.Anche questa parola è ancora pronunciata molto spesso, purtroppo.<br><b>Ma cos’è la fame?</b> Quali sono i popoli che soffrono la fame e quali quelli che hanno così <b>tanto cibo</b> da poterlo perfino <b>sprecare</b>?
<br>Abbiamo abbinato queste due parole e, grazie ad un breve “gioco”, affrontiamo gli argomenti con i bambini.
<br>
E poi….via, in giro per il mondo con una galleria fotografica per mostrare ai ragazzi i cibi tradizionali, come si cucinano e come stanno a tavola i vari popoli della Terra. 
</p></div>

<div style="clear:both; padding-top:20px"><h2>Facciamo un gioco?</h2>
<p><img class="imageintext" title="" align="left" border="0" alt="" src="http://www.la-goccia.it/public/content/355/gioco.png">
Per trattare con i bambini le differenze tra Nord e Sud del Mondo abbiamo pensato di portarli su un terreno a loro familiare: <b>il gioco</b>.
<br>I bambini vengono facilmente coinvolti nella discussione e fin dall'inizio emerge una differenza sostanziale: per chi dispone di giocattoli il gioco si manifesta nell'interazione con essi; mentre nei paesi più poveri il gioco può cominciare molto prima: <b>dalla costruzione dell'oggetto stesso</b>.
<br>Per un adulto può sembrare una banalità, ma per i bambini questa scoperta diventa subito fonte di interesse e curiosità, che cresce man mano che mostriamo loro esempi di giocattoli costruiti dai bambini nei vari paesi del mondo.
<br>Il laboratorio continua con la proposta di costruire dei giocattoli con materiali di recupero e si conclude (finalmente) con il <em>giocare</em> tutti insieme.
</p></div>



]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=355]]></link></item><item><title><![CDATA[Incontri ed Eventi]]></title><description><![CDATA[                                <h1>INCONTRI ED EVENTI</h1>
<h3>Troppo spesso la nostra società porta le persone a stabilire relazioni superficiali e passeggere. Siamo convinti invece che sia prioritario per ognuno di noi poter sviluppare relazioni profonde, basate su esperienze e valori condivisi. Per questo ci impegnamo a creare le basi per poterle realizzare.</h3>
<p><img src="/images/images_hp/eventi1.png" alt="" align="right"></P>
<P><h3>Incontri con i giovani</h3>Vengono invitati nella sede della Goccia gruppi scout, oratoriani e giovanili. Sono occasioni in cui l’attività di volontariato è unita a momenti di formazione e sensibilizzazione.</P>
<P><h3>Incontri nelle scuole</h3>Nelle scuole superiori organizziamo incontri di educazione alla mondialità, durante i quali si discute dei problemi globali d’interesse sociale e si testimonia come la Goccia opera concretamente. 
<br>Alle scuole elementari proponiamo dei laboratori interattivi. Per maggiori informazioni visita la pagina del progetto: <a href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=355">Non Sprechiamoci</a>.
</P>
<P><h3>Teatro Civile & Eventi pubblici</h3>Organizziamo periodicamente degli spettacoli di teatro civile ed incontri aperti al pubblico, durante i quali invitiamo delle persone a raccontare le proprie esperienze. Crediamo, infatti, che sia importante dare voce a coloro in grado di testimoniare un vissuto, rendendolo così un’occasione unica di sensibilizzazione ed educazione.</P>
<P><h3>Testimonianza Campi Estivi</h3>Ogni anno ad ottobre organizziamo un incontro con i ragazzi di ritorno dai nostri <a href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=296">campi estivi</a>, che raccontano le loro esperienza in terra africana. </P>















]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=356]]></link></item><item><title><![CDATA[5x1000 | Donalo per i progetti della Goccia]]></title><description><![CDATA[                                                                                                                          <h1>DONA IL TUO 5 x 1000</h1>        
                                                                      
<h2>Lo sai che il tuo 5x1000 può diventare una goccia nell'oceano della solidarietà?
</h2>


<h3>Cos'è il 5 x 1000?</h3>
<p>Il 5 x 1000 è la quota dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) che è possibile destinare in sede di dichiarazione dei redditi alle associazione di volontariato.<br>
<b>Il 5 x 1000 NON sostituisce l’8 x 1000 e non costa nulla.</b> Non comporta alcun aggravio delle imposte da versare e se non si effettua alcuna scelta rimane allo Stato.

<p><h3>Chi può destinare il 5 x 1000?</h3>

1) Tutti coloro che presentano la dichiarazione dei redditi (730 o PF)
<br>2) Tutti coloro che, pur non presentando dichiarazione dei redditi, ricevono un modello CU dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico 

<br><br><strong>1) Come destinare il 5 x 1000 con la dichiarazione dei redditi</strong>
<br>Nel modello usato per la dichiarazione dei redditi, cerca la sezione “scelta per la destinazione del 5x1000 dell’IRPEF” dove troverai il riquadro "Sostegno del volontariato e di altre onlus...". Inserisci il codice fiscale della Goccia 11216730157 e firma nello spazio sottostante: con un gesto puoi fare la differenza.



<br><br><strong>2) Non faccio la dichiarazione dei redditi. Posso destinare lo stesso il 5 x 1000?</strong>
<br>Certo! Coloro che, oltre alla pensione o al reddito da lavoro dipendente, non percepiscano altri redditi e non siano titolari di proprietà e, quindi, non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi, possono destinare il 5 x mille utilizzando il modello CU, rilasciato dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico.
<br><br>
Basterà compilare l'apposita scheda in fondo al CU, inserendo il codice fiscale dell'associazione prescelta.
<br>Una volta compilata la scheda va presentata, in busta chiusa:
<br>» ad uno sportello postale
<br>» oppure ad un intermediario abilitato (commercialista, CAF, ecc.).
<br><br>
La busta deve recare l’indicazione “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO E DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente. La scheda deve essere integralmente presentata anche nel caso in cui il contribuente abbia espresso soltanto una delle scelte consentite (otto o cinque per mille dell’IRPEF).

<p><h3>Esempi di compilazione</h3>
Ecco alcuni modelli fiscali pre-compilati per destinare il 5 per 1000 alla Goccia. Puoi stamparli e utilizzarli come promemoria dal commercialista.

<table style="margin:10px; font-size:12px" border=0 cellpadding=10><tbody>
		<tr><td align=center valign=top style="font-weight: bold"><A href="/public/content/361/cud.pdf" target=_blank><IMG style="border: 1px #BDBDBD solid" height=80 src="public/content/361/cud.jpg" alt="Modello CU"></A></td>
			<td align=center valign=top style="font-weight: bold"><A href="/public/content/361/730.pdf" target=_blank><IMG style="border: 1px #BDBDBD solid" height=80 src="public/content/361/730.jpg" alt="Modello 730"></A></td>
			<td align=center valign=top style="font-weight: bold"><A href="/public/content/361/unico.pdf" target=_blank><IMG style="border: 1px #BDBDBD solid" height=80 src="public/content/361/unico.jpg" alt="Modello Unico PF"></A></td></tr></tbody></table>


<p><h3>I risultati della Goccia</h3>

<table style="margin:10px; font-size:12px; border-collapse: collapse" border=1px bordercolor=#000000 cellpadding=10><tbody>
		<tr><td align=center valign=top width=30% style="font-weight: bold">Anno</td><td align=center valign=top style="font-weight: bold">Numero scelte</td><td align=center valign=top style="font-weight: bold">Importo</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2025</td><td align=center valign=top>319</td><td align=center valign=top>14.331,64 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2024</td><td align=center valign=top>324</td><td align=center valign=top>12.682,48 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2023</td><td align=center valign=top>336</td><td align=center valign=top>13.154,39 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2022</td><td align=center valign=top>352</td><td align=center valign=top>14.597,11 €</td></tr>		
<tr><td align=center valign=top>2021</td><td align=center valign=top>390</td><td align=center valign=top>14.899,65 €</td></tr>		
<tr><td align=center valign=top>2020</td><td align=center valign=top>422</td><td align=center valign=top>16.518,99 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2019</td><td align=center valign=top>435</td><td align=center valign=top>16.659,10 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2018</td><td align=center valign=top>476</td><td align=center valign=top>19.174,77 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2017</td><td align=center valign=top>500</td><td align=center valign=top>20.730,15 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2016</td><td align=center valign=top>535</td><td align=center valign=top>21.590,92 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2015</td><td align=center valign=top>599</td><td align=center valign=top>25.024,67 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2014</td><td align=center valign=top>624</td><td align=center valign=top>22.535,02 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2013</td><td align=center valign=top>617</td><td align=center valign=top>18.730,15 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2012</td><td align=center valign=top>548</td><td align=center valign=top>17.317,73 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2011</td><td align=center valign=top>629</td><td align=center valign=top>19.917,45 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2010</td><td align=center valign=top>637</td><td align=center valign=top>18.708,75 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2009</td><td align=center valign=top>600</td><td align=center valign=top>19.974,58 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2008</td><td align=center valign=top>585</td><td align=center valign=top>19.179,87 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2007</td><td align=center valign=top>422</td><td align=center valign=top>14.169,25 €</td></tr>
<tr><td align=center valign=top>2006</td><td align=center valign=top>419</td><td align=center valign=top>12.693,09 €</td></tr>

</tbody></table>
<!--
<h3>Allegati</h3>» scarica la <a href="public/content/361/locandina_5x1000.jpg" target="_blank">locandina</a>
-->


























]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=361]]></link></item><item><title><![CDATA[Insieme]]></title><description><![CDATA[                   <div id="content">        
<!--<h1>Campagna di Natale 2017: "Hema Center"</h1>-->
<h1>Campagna di Pasqua 2018</h1>

<p>L'  “Insieme  SRL”  ha  deciso  di  affiancare  la  <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=328">Goccia  Onlus</a>, destinandole tutti gli utili relativi alla Campagna di <!--Natale-->Pasqua di quest'anno in favore <!--del progetto <A href="http://www.la-goccia.it/content.asp?ID=339">Hema Center</A>-->del Centro San Giuseppe di Addis Abeba e dell'ospedale Mama Ashu in Perù. <br><br>Ogni prodotto sarà confezionato con all’interno il volantino della "Associazione La Goccia" che illustra i progetti sostenuti.<!--<br>Se desideri unire un messaggio di solidarietà ai tuoi auguri, contattaci<br>Con il tuo gesto regalerai un prodotto di alta qualità e ci aiuterai a sostenere i bambini di Nairobi. -->
</p>
<div class="vetrina">
<h2>Vetrina prodotti</h2>

<div>
<span>Colombe pasquali - 750 gr.</span><span>6,82 € + IVA</span><span><a href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_g.png"><img style="HEIGHT: 152px" title="colomba" src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_p.png" align="bottom" border="0" vspace="10"></a></span>
</div>

<div>
<span>Colombe pasquali - 1000 gr.</span><span>9,00 € + IVA</span><span><a href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_inc_g.png"><img style="HEIGHT: 152px" title="colomba" src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/colomba_inc_p.png" align="bottom" border="0" vspace="10"></a></span>
</div>

<div>
<span>Uova di cioccolato al latte - 240 gr.</span><span>9,00 € + IVA</span><span><a href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/latte_g.png"><img style="HEIGHT: 152px" title="uova" src="http://www.la-goccia.it/public/content/329/latte_p.png" align="bottom" border="0" vspace="10"></a></span>
</div>
</div>
<h2>Allegati</h2> 
<p>- Volantino dei progetti sostenuti <A href="http://www.la-goccia.it/public/content/329/volantino_pasqua_2018_web.pdf" target=_blank><IMG src="http://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif" border=0 alt=""></A>
<!--<br>- Catalogo prodotti <A href="/public/content/363/catalogo2017.pdf" target=_blank><IMG src="http://www.la-goccia.it/public/content/292/pdf.gif" border=0 alt=""></A></p>
-->





<p><h3><center>
Insieme srl – sede legale: via carlo alberto 2, Rescaldina – sede operativa: via risorgimento 13, Senago<br>c.f./p.i. 04402380960 – Tel 338.6632752 </center></h3></p>
</div>







]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=363]]></link></item><item><title><![CDATA[immagini newsletter]]></title><description><![CDATA[      
<%Dim strSQLL
Dim IDDD
IDDD=244	
strSQLL="UPDATE Goccialetter SET Inviata='Y' where id=" & IDDD
objDC.Execute(strSQLL)%>
<script type="text/javascript" src="//www.mailant.it/jscript/client.2.2.min.js"></script>
<script type="text/javascript">
    ma_txt_1="<b>Newsletter:</b>";
    ma_txt_2="Iscriviti ora";
    ma_width="240px";
    ma_tbwidth="240px";
    ma_bordercolor = "#ffffff";
    ma_pulsanteACapo="1";
    ma_headerSopra="1";
    ma_divstyle="font-family:Arial;font-size:15px;line-height:200%;color:#000000;width:"+ma_width;
    ma_tbstyle="font-size:15px;font-face:Arial;color:black;padding:10px 5px;";
    ma_buttstyle="font-size:18px;font-face:Arial;color:black;padding:4px 10px;";
    ma_BoxShow(22947, "B637D94D4E2A79FC5A9B0B9F61776CCDE5BEE47F");
</script>




]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=364]]></link></item><item><title><![CDATA[Un viaggio del Mondo al Femminile]]></title><description><![CDATA[         <h1>Un viaggio del Mondo al Femminile</h1>

   <h3>“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello
privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.” (Rita Levi Montalcini)</h3>
<br><br>
<div>
Benvenuti in un <b>viaggio</b> alla scoperta della <b>condizione femminile</b> in giro per il Mondo: <b>diritti negati</b> che
imbottigliano un <b>potenziale enorme</b> che cambierebbe la società ad ogni livello!
Ma quanto ne sai veramente sul tema?
Sfidati con un rapido <b>questionario</b> coinvolgente e sorprendente per capire quanto conosciamo e quanto
crediamo di sapere sul <b>divario di Genere</b> tra <b>Italia</b> e....il <b>Mondo intero</b>.

Pronta la valigia? Allora <b>Buon viaggio</b>!
</div>
<br><br>
 <iframe class="airtable-embed" src="https://airtable.com/embed/appGazV3UlCUnW77W/shrg8cXtu6iXe81Aq?backgroundColor=orange" frameborder="0" onmousewheel="" width="100%" height="533" style="background: transparent; border: 1px solid #ccc;"></iframe>




]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/content.asp?id=365]]></link></item><item><title><![CDATA[CONGO]]></title><description><![CDATA[<A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews557.htm#migl" target=_blank style="text-decoration:underline">Migliaia di bambini diventano soldati</A>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/legginews.asp?id=107]]></link></item><item><title><![CDATA[MONDO]]></title><description><![CDATA[<A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews557.htm#terr" target=_blank style="text-decoration:underline">Terre rubate e biocarburanti  Il cibo in calo dove si soffre la fame]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/legginews.asp?id=108]]></link></item><item><title><![CDATA[AFRICA]]></title><description><![CDATA[<a href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews557.htm#mado" target=_blank style="text-decoration:underline" >Ma dove sta andando l'Africa?</a>

]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/legginews.asp?id=109]]></link></item><item><title><![CDATA[AIUTI DAL BRASILE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA PULITA]]></title><description><![CDATA[Il presidente brasiliano Lula, al temine della visita in Angola, l’ultima del suo viaggio africano, ha annunciato che il Brasile finanzierà la costruzione di una centrale idroelettrica e la produzione di bio-carburanti nello stato africano, attraverso una donazione di un miliardo di dollari. I lavori saranno affidati ad alcune aziende brasiliane e una angolana.<BR><BR>

Nonostante i due paesi siano grandi esportatori petroliferi, Lula ha motivato l’investimento esprimendo preoccupazione per il riscaldamento globale che potrebbe portare a giganteschi disastri ambientali nel Sud del Mondo.<BR><BR>

Ha detto inoltre che la produzione di bio-carburanti ha già creato in Brasile 6 milioni di nuovi posti di lavoro negli ultimi 4 anni.]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=1]]></link></item><item><title><![CDATA[GRAVE CRISI UMANITARIA E AMBIENTALE IN UGANDA]]></title><description><![CDATA[Negli ultimi mesi in Uganda si sono verificate ingenti alluvioni che hanno causato morti, carestie, sfollamenti e distrutto ponti e strade.<BR><BR>

Più volte e da più parti è stato chiesto l’intervento della comunità internazionale, la quale ha provveduto a fornire aiuti. Tuttavia gli operatori umanitari attivi nel paese sostengono che il 60% dei bisognosi non ha ancora ricevuto gli aiuti a causa dell’interruzione delle vie di collegamento. <BR><BR>

Le persone nei villaggi e nei campi profughi vivono ora una situazione di isolamento sia per quanto riguarda il rifornimento di cibo, sia per l’assistenza sanitaria. Inoltre secondo l’Unicef 300 mila bambini non hanno ancora potuto riprendere la scuola.<BR><BR>

Infine si teme una nuova carestia, perchè le acque dei pozzi potrebbero essere state contaminate e inoltre le comunità colpite non saranno in grado di raccogliere o seminare nulla per i prossimi sei mesi.]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=2]]></link></item><item><title><![CDATA[IL VIAGGIO PIU’ PERICOLOSO]]></title><description><![CDATA[È considerato il viaggio più pericoloso del pianeta, quello che dal Corno d’Africa, via mare, porta al Golfo di Aden, nello Yemen. 
Ogni anno migliaia di persone (ed il numero è in crescita) tentano la traversata in fuga da guerra e fame o ‘solo’ in cerca di un futuro migliore nel paese arabo. <BR><BR>
Nel 2007 già 20 mila migranti ci sono passati, di questi 489 risultano dispersi e 439 morti, ma, secondo le organizzazioni internazionali e le Nazioni Unite, nel nord della Somalia ci sarebbero già migliaia di persone pronte a salpare.<BR><BR>

L’ultima tragedia è avvenuta nello scorso fine settimana. 
Due imbarcazioni, salpate sabato da un porto somalo, erano giunte domenica al largo delle coste yemenite. A questo punto, secondo una prassi purtroppo comune, i trafficanti d’uomini, temendo l’arrivo della guardia costiera, hanno costretto i 244 disperati a bordo a gettarsi in mare; 66 di questi sono morti.
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=3]]></link></item><item><title><![CDATA[NUOVO CENTRO SANITARIO PER PROFUGHI IRACHENI]]></title><description><![CDATA[Dal 2003, la guerra in Iraq, tra le altre cose, ha costretto moltissimi civili ad emigrare. <BR><BR>
Un milione e 700 mila di questi profughi (ma le stime non ufficiali sono più elevate) si trovano in Siria.<BR><BR>
In particolare nel quartiere di Sayyida Zeynab, 12 Km a sud di Damasco, la densità di profughi iracheni è molto alta: circa 300 mila persone.<BR><BR>
Per questo oggi sarà inaugurato in questo quartiere un nuovo centro sanitario di primo soccorso, che è stato realizzato grazie alla collaborazione della Croce Rossa francese e della Mezzaluna Rossa arabo-siriana.
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=4]]></link></item><item><title><![CDATA[GIORNALISTA CURDO CONDANNATO A MORTE]]></title><description><![CDATA[Oggi la Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte per Adnan Hassanpour,  uno dei due giornalisti curdi accusati dal governo di svolgere attività di spionaggio.<BR><BR>

Precedentemente il Tribunale della Rivoluzione aveva condannato entrambi i giornalisti alla pena capitale, ma il nuovo verdetto revoca la condanna al collega di Hassanpour, Abdolvahed Botimar.
Ora l’unica speranza per l’uomo condannato è il ricorso in appello.
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=5]]></link></item><item><title><![CDATA[IL TRISTE RECORD DELL'AFRICA SUB-SAHARIANA]]></title><description><![CDATA[In occasione del 4° Congresso dei pediatri dell’Africa nera francofona, l’UNICEF ha presentato le sue ultime stime sulla mortalità infantile.
Ciò che se ne ricava non è una novità, ma i dati sono inquietanti e devono far riflettere.<BR><BR> 

In Africa sub-sahariana muoiono ogni anno 5 milioni di bambini tra i 0 e i 5 anni, di questi il 25% sono neonati. 
L’ Africa sub-sahariana non solo è la regione in cui tale tasso è il più alto del mondo, ma è anche quella in cui i progressi sono inferiori, praticamente inesistenti: negli ultimi 15 anni la mortalità infantile è stata ridotta del 3%.
Le cause principali di morte fra i bambini sono la malnutrizione, la mancanza di igiene e l’impossibilità di accedere a fonti d’acqua pulite e a strutture sanitarie. <BR><BR>

L’Obiettivo del Millennio, siglato dall’ONU nel 2000, prevede per il 2015 una riduzione dei due terzi del tasso di mortalità infantile, ma a metà del termine il raggiungimento dell’Obiettivo sembra compromesso.<BR><BR>

La rappresentante dell’UNICEF presente al Congresso ha sottolineato anche l’importanza della presenza dei pediatri, insieme alle ostetriche, al momento del parto. Inoltre ha puntualizzato come sia necessario vaccinare i bambini contro malattie che spesso risultano mortali: morbillo, tetano, tubercolosi, pertosse...

]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=6]]></link></item><item><title><![CDATA[SOPPRESSIONE DELL'OBBLIGO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO]]></title><description><![CDATA[Il governo ivoriano ha approvato oggi la soppressione dell’obbligo del permesso di soggiorno per i cittadini dell’Africa Occidentale.<BR><BR>

Nel 1998 un censimento aveva rilevato che gli stranieri il 26% (4 milioni di persone) della popolazione locale erano stranieri, soprattutto dell’Africa Occidentale.<BR><BR>

L’annuncio di tale manovra era giunto il 29 ottobre scorso in occasione dell’incontro tra il presidente ivoriano Laurent Gbagbo e la comunità del Burkina Faso, la più consistente in Costa d’Avorio.
Il presidente ha sottolineato come tale evento sia parte del processo di pacificazione del paese che nel 2002 aveva subito un tentativo di golpe, di cui era stata accusata la comunità del Burkina Faso e da cui erano scaturite tensioni fra ivoriani e burkinabé.
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=7]]></link></item><item><title><![CDATA[DIMINUISCONO I CONFLITTI MA AUMENTANO I PROFUGHI]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">L’ultimo rapporto sulla protezione dei civili nei teatri di guerra, scritto dal Segretario generale dell’ONU, parla chiaro: nonostante la diminuzione dei conflitti, il numero di profughi è aumentato.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Nel mondo ci sono 25 milioni di sfollati interni e 10 milioni di rifugiati all’estero. <BR><BR></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Le 4 aree che presentano il primato negativo sono <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName w:st="on" ProductID="la Repubblica">la Repubblica</st1:PersonName> democratica del Congo, l’Iraq, <st1:PersonName w:st="on" ProductID="la Somalia">la Somalia</st1:PersonName>, il Darfur sudanese.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Ban Ki Moon ha espresso preoccupazione per la situazione attuale, ma soprattutto per gli eventuali scenari futuri possibili.<o:p></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=8]]></link></item><item><title><![CDATA[GUERRA IN AFGHANISTAN: IN PRIGIONE SOLDATI POLACCHI. AMNESTY DENUNCIA TORTURE NELLE CARCERI]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il&nbsp;16 agosto scorso avvenne una sparatoria tra soldati polacchi impegnati nella missione Isaf in Afghanistan e le milizie talebane, due giorni dopo l'uccisione del primo soldato polatto in Afganistan. I talebani aprirono il fuoco facendosi scudo con dei civili&nbsp;e i soldati polacchi, rispondendo agli spari, uccisero&nbsp;5 civili e causarono altri feriti.</SPAN></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><o:p><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">L'evento innsecò dure critiche contro il ministro della difesa Aleksander Szczygto.<BR></SPAN></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><o:p><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Oggi sette militari che presero parte alla sparatorioa sono stati incarcerati, con l'accusa di aver violato le convenzioni di Ginevra e dell'Aja nell'uccisione di uomini interni. Nessun altro dettaglio è stato fornito dalla diplomazia polacca.<BR></SPAN></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><o:p><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Intanto gli scontri a fuoco in Afghanistan continuano. Ieri un gruppo di talebani ha teso un'imboscata ad un convoglio militare. Oggi l'esercito Afgano e le truppe della coalizione hanno risposto all'attacco uccidendo decine di presunti talebani.<BR></SPAN></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><o:p><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Infine Amnesty International ha denunciato di aver raccolto prove consistenti di torture e abusi ai danni dei detenuti nelle carceri afgane da parte dell'intelligence del paese.</SPAN></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><o:p><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">&nbsp;</SPAN></o:p></FONT></SPAN><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1><o:p><BR></o:p></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=9]]></link></item><item><title><![CDATA[SI E' SVOLTO IL SECONDO VERTICE AFRO-EUROPEO, TRA CRITICHE E BUONI PROPOSITI]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Si è concluso oggi il secondo vertice afro-europeo, tenutosi a Lisbona e svoltosi durante tutto il weekend. La delegazione africana comprendeva i capi di stato di 53 paesi , quelli europei invece erano 27. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Non sono mancate le critiche, come quella del Regno Unito che non era presente in segno di protesta contro la presenza del presidente dello Zimbawe.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">I temi di discussione sono stati molteplici: immigrazione, crescita economica, cooperazione, diritti umani...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">A conclusione è stato stilato un documento, articolato in otto “partenariati” da realizzare entro il 2010: “pace e sicurezza”, “buon governo, democrazia e diritti umani”, “commercio e integrazione regionale”, “Obiettivi del Millennio per lo sviluppo”, “energia”, “riscaldamento climatico”, “migrazioni, mobilità e impiego” e “scienze, società dell’informazione e spazio”.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1>Per l’Italia era presente Romano Prodi che ha dichiarato di voler porre la questione africana al centro del prossimo G8. Inoltre l’Italia avrebbe stanziato 40 milioni di dollari per le missioni di pace e ricostruzione dell’Unione Africana.</FONT></SPAN><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 10.5pt"><o:p></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=10]]></link></item><item><title><![CDATA[APPROVATA NUOVA COSTITUZIONE]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Il parlamento boliviano ha approvato la nuova costituzione voluta da Evo Morales, il presidente indio.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Oltre alle norme riguardo l’elezione del presidente e dei parlamentari, la nuova costituzione punta alla nascita di uno Stato "unitario, plurinazionale, comunitario e laico", riconoscendo autonomia alle regioni ma anche alle popolazioni “originarie” del paese, ovvero agli indigeni in un paese in cui il 62% degli abitanti si definisce “indio”. <o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Inoltre, la nuova Carta rafforza la linea delle nazionalizzazioni avviata da Morales e include nuove regole per i mezzi di comunicazioni. <o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Tra le “novità” di rilievo nella nuova Carta vi è anche il divieto di costruzione di basi militari straniere sul suolo boliviano.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=1><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Per ora la riforma non è ancora in vigore perché deve essere convalidata da un referendum.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=11]]></link></item><item><title><![CDATA[CONFERENZA DI BALI SUL CLIMA. DECISO UN PIANO D’AZIONE A BREVE TERMINE]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Nelle ultime due settimane, a Bali, si è tenuta la conferenza internazionale per il clima.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Oggi è stato approvato un piano d’azione generale che segna la strada da seguire per i prossimi due anni, cioè fino all’assemblea di Copenhagen del 2009, dove si dovrà sostituire il protocollo di Kyoto.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Il “Bali Action Plan” identifica cinque direttrici principali: “l'individuazione di sistemi concreti per ridurre le emissioni inquinanti sulla base del principio di responsabilità comuni ma differenziate in base alle rispettive possibilità e alle condizioni socio-economiche di ciascun paese”; l’applicazione di criteri per misurare la condotta dei paesi nell’impegno a diminuire le immissioni e ad applicare “tecnologie verdi”; la cooperazione per affrontare gli effetti del surriscaldamento globale; lo sviluppo di “tecnologie verdi” e il loro trasferimento, soprattutto verso i paesi in via di sviluppo; la cooperazione tecnologica.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Secondo il capo della delegazione brasiliana, la conferenza è stata una vittoria per i paesi in via di sviluppo.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Questi, pur contribuendo in minima parte al surriscaldamento del pianeta, sono le prime vittime, in quanto vengono danneggiate le materie prime, loro uniche risorse.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT size=1>Invece, una nota dolente dalla conferenza è stata il dissenso degli Stati Uniti, benché siano i massimi produttori di inquinamento del pianeta.</FONT></SPAN>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=12]]></link></item><item><title><![CDATA[INAUGURATA A KIBERA UNA CASA PER DISABILI]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Settimana scorsa, il 10 dicembre, a Nairobi è stata aperta una casa per l’accoglienza e la riabilitazione di disabili, che sarà operativa dal prossimo gennaio.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>La struttura si trova a Kibera, una della baraccopoli più grandi dell’Africa. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Padre Kizito ha celebrato l’inaugurazione della casa con queste parole "Non dobbiamo aspettare che lo sviluppo o qualcun'altro venga a riconoscere i nostri diritti: i diritti son nostri, dobbiamo alzarci e cominciare a praticarli".<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT size=1>In una città, Nairobi, ricca di contraddizioni, dove regna l’indifferenza dei più ricchi, i disabili (ma purtroppo non solo loro) sono costretti a vivere ai margini della società, dimenticati dalle politiche sociali, sanitarie, educative.</FONT></SPAN>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=13]]></link></item><item><title><![CDATA[COLLASSO ECONOMICO PER UNO DEI PIU’ RICCHI D’AFRICA]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Lo Zimbawe è uno stato anomalo. Situato nel sud dell’Africa, è stato uno degli ultimi del continente ad ottenere l’indipendenza (1980) e le successive elezioni hanno decretato l’ascesa a Primo Ministro di Robert Mugabe che sette anni dopo ha assunto anche la carica di Presidente, accentrando così in maniera autoritaria il potere. Nei successivi 27 anni Mugabe ha mantenuto la sua carica con ben 5 mandati, macchiandosi di crimini umanitari denunciati da Amnesty International.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Nonostante l’evoluzione negativa della repubblica, nei primi anni lo Zimbawe ha conosciuto un ottimo sviluppo economico, a differenza della maggior parte degli stati africani.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Tuttavia, mentre questi stanno segnando qualche miglioramento, dall’inizio del millennio lo Zimbawe ha intrapreso una fase di collasso economico. Oggi l’inflazione è stimata all’8000%, quasi impossibile da misurare per la mancanza di merci nei negozi, e l’80% della popolazione, disoccupata, vive sotto la soglia di povertà.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=1>Se da un lato il debito estero è stato quasi del tutto saldato, dall’altro gli aiuti internazionali per la crisi alimentare sono utilizzati da Mugabe a fini politici: chi fa parte dell’opposizione non può usufruirne.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=1>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT size=1>Il prossimo marzo ci saranno nuove elezioni e il partito di governo ha appena confermato la candidatura di Mugabe, che si appresta così al sesto mandato.</FONT></SPAN> ]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=14]]></link></item><item><title><![CDATA[CONFLITTI ETNICI DOPO LE ELEZIONI, IL KENYA E' SULL'ORLO DI UNA GUERRA CIVILE]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il 27 dicembre scorso si sono tenute le elezioni presidenziali in Kenya.&nbsp; <BR><BR></SPAN><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">I d</SPAN><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">ue concorrenti principali erano il presidente uscente Mbwai Kibaki e il leader dell’opposizione Raila Odinga. A dividere i due, più che l’ideologia politica, è l’appartenenza etnica, che in Kenya è molto sentita: mentre il primo è un kikuyo il secondo è un luo. La corte suprema ha annunciato il 31 dicembre la vittoria di Kibaki, ma da più parti sono stati denunciati dei brogli elettorali.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Questo ha fatto sì che nei giorni successivi alle votazioni si scatenassero dei conflitti tra le due etnie, che finora hanno causato circa 200 morti e parecchi sfollati.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Soprattutto nelle baraccopoli di Nairobi il clima è teso, ma numerosi scontri si sono svolti anche nel Kenya Occidentale (a maggioranza luo) e a Mombasa, sulla costa. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Nei giorni scorsi Odinga aveva indetto una manifestazione a Nairobi che avrebbe dovuto svolgersi oggi, ma è stata contenuta dalla polizia.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Per una maggiore documentazione proponiamo alcuni link di approfondimento e più&nbsp;sotto la lettera ricevuta da Padre Daniele Moschetti che da anni vive nella baraccopoli di Korogocho<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT><A href="http://app.africapeacepoint.org/index.php"><FONT face="Times New Roman" size=3>Sito di Africa Peace Point (in inglese)</FONT></A></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT><A href="http://www.peacereporter.net/default.php"><SPAN lang=EN-GB style="mso-ansi-language: EN-GB"><FONT face="Times New Roman" size=3>Peacereporter.net</FONT></SPAN></A></SPAN><SPAN lang=EN-GB style="mso-ansi-language: EN-GB"><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT><A href="http://www.misna.org/"><SPAN lang=EN-GB style="mso-ansi-language: EN-GB"><FONT face="Times New Roman" size=3>MISNA - Missionary Service News Agency</FONT></SPAN></A></SPAN><SPAN style="mso-ansi-language: EN-US"><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN style="mso-ansi-language: EN-US"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=IT>“La situazione sta diventando sempre peggiore…dopo le elezioni palesemente truccate da </SPAN></I><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF">Kibaki</SPAN><SPAN lang=IT>… la violenza è esplosa prima a </SPAN></I><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF">Kibera</SPAN><SPAN lang=IT> e poi a </SPAN></I><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF">Korogocho... sabato c’è stata guerriglia per otto ore a Ngomongo e Grogon ... come al solito... vicino a casa nostra... lotte, molte uccisioni e saccheggi. 7 persone hanno perso la loro vita e tra loro due bambini... abbiamo cercato di coinvolgere la polizia in ogni momento, ma non era facile... Sono arrivati troppo tardi alle 3.30 del mattino... C’è stata di nuovo guerra la scorsa notte dalle 2-3 del mattino ma la polizia era sul campo dalla notte con molti spari... e questa mattina alle 6 <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName ProductID="la Luo" w:st="on">la Luo</st1:PersonName> ha attaccato da Ngomongo verso Grogon... di nuovo molto sangue e sofferenze fino alle 11 del mattino... con la polizia che è andata e venuta, dato che ci sono così tanti luoghi nella nostra area dove esplodono le violenze... a Kariobangi, Gitathuru of Kario, Mathare north, Huruma... e molte persone sono state uccise...<o:p></o:p></SPAN></I></FONT></FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Da ieri Michuki ha ordinato ai media di non trasmettere programmi dal vivo... così ora sono solo i giornalisti internazionali che possono riferire correttamente ciò che accade... fino a quando??? Abbiamo raggiunto la cifra di 124 morti, ma io penso che ce ne siano molti di più, visto che è così difficile avere notizie ora...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Raila voleva un incontro a Uhura ma gli è stato rifiutato così lo farà giovedì 3 gennaio... speriamo per la pace... ma penso che il governo non gli darà il permesso all’ultimo momento... al momento glielo hanno dato per fargli piacere...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Questo governo è senza speranze come il presidente... nessuna capacità di maneggiare la situazione... nessuna parola dal presidente... gli americani sono stati i primi a congratularsi con il presidente... e Kivuitu ha perso la sua credibilità come presidente... e ieri alle 18 Kibaki ha fatto giuramento... ha detto che prima delle elezioni del presidente e dopo avrebbe controllato i fogli dei risultati... oggi ha già dimenticato la sua promessa... con 21 ministri mandati a casa dai cittadini, 3 figli di Moi fuori, Biwot e molti altri grandi nomi... io non so dove quest’uomo abbia preso i voti... grandi trucchi...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">E ora siamo veramente vicini ad una guerra civile se qualcuno non prende il comando per una conferenza di pace e se non creiamo un forum per il futuro del Kenya... abbiamo preso una strada davvero molto pericolosa...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Preghiamo... tutti insieme... niente kasha a Kariobangi stanotte e nemmeno qui a koch... nella nostra casa ci siamo soltanto io e fratel Paolo... tutti gli altri sono nel loro luogo di voto e Luca e alcuni ospiti li abbiamo mandati a Kariobangi perchè siano al sicuro... oggi abbiamo fatto un grande lavoro andando in giro con alcuni pastori e persone di Kikuyu e Luo per predicare la pace... a Ngomongo Ngunyumu e Grogon Gitathuru... anche a Kisumu Ndogo c’è molta tensione e alcune persone sono state uccise...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Domandate a tutte le persone di pregare per il Kenya in questi giorni...abbiamo bisogno di saggezza e pace, giustizia e verità per prevalere sull’egoismo e sull’orgoglio...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Tuko pamoja<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Daniele<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">Speriamo che questa notte non sia un’altra notte di guerra... dato che ho avuto qualche indizio che due autocarri di Mungiki sono appena arrivati a Gatheca palace e sono pronti ad attaccare stanotte... io ho già avvisato la polizia ma non si sa mai con il tipo di polizia che abbiamo...<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><I style="mso-bidi-font-style: normal"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman"><SPAN lang=AF style="mso-ansi-language: AF">Buon anno a tutti...”</SPAN><SPAN lang=IT><o:p></o:p></SPAN></FONT></FONT></I></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=EN-GB style="mso-ansi-language: EN-GB"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=15]]></link></item><item><title><![CDATA[MIGLIORA LA CRESCITA ECONOMICA IN AFRICA]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2>L’economia africana nel 2008 continuerà a crescere, anzi migliorerà il tasso di crescita.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2>È<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>quanto afferma il rapporto dell’ONU, presentato recentemente in Etiopia e intitolato “Situazione economica mondiale e prospettive per il <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter ProductID="2008”" w:st="on">2008”</st1:metricconverter>.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2>Secondo questo rapporto il tasso di crescita medio del “continente nero” per il 2008 sarà del 6,2% (nel 2007 è stato del 5,8%).<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2>I paesi maggiormente lanciati verso lo sviluppo economico sono Algeria, Egitto, Nigeria e Sudafrica, ma anche in paesi tradizionalmente agricoli come Burkina Faso, Etiopia, Kenya e Tanzania è stato registrato un significativo aumento del Pil; questo grazie ad una forte espansione dei settori dei servizi e delle costruzioni.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif"><FONT size=2>Secondo gli esperti, i buoni risultati dell’economia africana sono dovuti all’incremento della richiesta di materie prime, alle miglioramento delle manovre politiche, all’espansione della produzione di gas, petrolio e minerali, dei quali è anche aumentato il prezzo a livello nazionale anche alla ripresa dell’economia in paesi in passato teatro di instabilità o conflitti.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=16]]></link></item><item><title><![CDATA[MEDICINALI SPERIMENTATI SU BAMBINI. CONDANNE PER EX-DIRIGENTI DI UNA MULTINAZIONALE FARMACEUTICA]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Otto ex-dirigenti della multinazionale americana Pfizer, colosso farmaceutico, sono stati condannati da un’alta corte federale di Abuja che ha emesso i mandati di arresto.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Gli otto sono accusati di aver sperimentato, nel <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter ProductID="1996, in" w:st="on">1996, in</st1:metricconverter> maniera incauta un nuovo medicinale su 200 bambini colpiti da meningite.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Secondo le accuse nigeriane, dopo la somministrazione del farmaco, il “Trovan”, alcuni (circa 20) bambini sono morti, mentre altri hanno riscontrato danni irreversibili come malformazioni, cecità, ecc.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Dal canto suo <st1:PersonName ProductID="la Pfizer" w:st="on">la Pfizer</st1:PersonName> respinge le accuse, ribadendo che la sperimentazione si svolse con il consenso delle autorità nigeriane competenti, inoltre, sempre secondo la multinazionale, i decessi e le malformazioni sarebbero dovute alla meningite e non agli effetti collaterali.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Sul caso sono state aperte tre diverse inchieste; il risarcimento totale richiesto dalla magistratura nigeriana è di 10 miliardi di dollari.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=17]]></link></item><item><title><![CDATA[LE MIGLIORI 30 NOTIZIE SUI DIRITTI UMANI DEL 2007]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></B></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Amnesty International elenca sul suo sito (</FONT><A href="http://www.amnesty.it/"><FONT size=2>www.amnesty.it</FONT></A><FONT size=2>) le migliori notizie del 2007 che riguardano i diritti umani. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Molte sono battaglie intraprese (e vinte) proprio da Amnesty.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Fra le altre spiccano quelle sull’abolizione della pena di morte: Ruanda, Uzbekistan e Mali sono gli stati che l’hanno abolita, mentre l’ultima buona-notizia, del 18 dicembre, riguarda la famosa risoluzione dell’ONU per una moratoria sulle esecuzioni capitali.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Due riguardano l’Italia: una modifica della Costituzione che elimina la possibilità di reintrodurre la pena di morte e una normativa che tutela gli immigrati minorenni.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Il link della pagina è </FONT><A href="http://www.amnesty.it/pressroom/documenti/buone2007"><FONT size=2>www.amnesty.it/pressroom/documenti/buone2007</FONT></A><FONT size=2> <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=18]]></link></item><item><title><![CDATA[IL PRESIDENTE DEL SENATO CONDANNA A MORTE UN GIORNALISTA]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">La mattina del 30 gennaio scorso, <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName w:st="on" ProductID="la Camera">la Camera</st1:PersonName> alta del Parlamento afgano ha emesso un comunicato ufficiale che giudica come legittima la condanna a morte per blasfemia inflitta in primo grado al giovane giornalista Sayed Parwez Kaambakhsh. Il documento non era stato votato dai senatori ma firmato dal presidente del Senato Sibghatullah Mojaddedi. Tale procedura è del tutto inusuale ed inoltre lesiva nei confronti <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>dell'indipendenza della magistratura.<o:p></o:p></SPAN> 
<P></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=19]]></link></item><item><title><![CDATA[FALSE DEMOCRAZIE: IL RAPPORTO DI HRW ACCUSA IL DOPPIO GIOCO DELL'OCCIDENTE]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">L’ONG Human Rights Watch (HRW) ha recentemente pubblicato il suo annuale “Rapporto sul mondo” (World Report 2008), un’analisi globale sulla violazione dei diritti umani.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Le peggiori “atrocità” sono state registrate in alcuni paesi africani, ma anche nello Sri Lanka e Iraq, mentre per altre nazioni si parla di “società chiuse” o “gravi repressioni”; infine nella lista nera, a causa di abusi nella guerra al terrorismo, figurano anche tre paesi occidentali: Francia, Regno Unito, Usa.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Viene anche segnalata una crisi umanitaria dimenticata in grave peggioramento, quella che avviene nell’Ogaden, una regione dell’Etiopia a maggioranza somala. Quest’anno si sono verificati terribili combattimenti tra i ribelli indipendentisti e l’esercito regolare. Milioni di persone stanno soffrendo e la regione è interdetta alle associazioni umanitarie.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Tuttavia il rapporto di HRW punta il dito soprattutto contro le mezze democrazie ed il doppio gioco dell’Occidente che accetta “elezioni irregolari per scopi politici”.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Secondo HRW, infatti, in molti paesi del Sud del Mondo le sole elezioni vengono sbandierate come simbolo di democrazia, ma in realtà dietro si celano spesso abusi, privazioni di diritti umani, civili e politici. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">In altre parole l’Occidente accetta l’instaurazione di finte democrazie in modo da poter stringere alleanze politico-economiche senza destare scandali.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Per un analisi più approfondita si veda <A href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=9988">l’articolo</A> di Peace Reporter, <A href="http://hrw.org/wr2k8/">la pagina web del rapporto</A> di HRW o il <A href="http://hrw.org/wr2k8/pdfs/wr2k8_web.pdf">testo integrale</A>.<o:p></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=20]]></link></item><item><title><![CDATA[AFFONDA UNA PETROLIERA NEL PACIFICO, RISCHIO DI INGENTI DANNI AMBIENTALI]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Ieri 15 persone sono rimaste ferite da una serie di tre esplosioni avvenute all’interno di una petroliera agganciata ad una piattaforma, mentre stavano eseguendo delle operazioni di carico nella provincia di Contralmirante Villar, in Perù.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=2>Tutto l’equipaggio è stato tratto in salvo, ma la nave, carica di petrolio, è affondata. Il governo ha predisposto un piano di emergenza da attuare in caso di fuoriuscite di petrolio dalla nave, ma forti sono le preoccupazioni per i rischi dell’inquinamento marino: oltre ai gravissimi danni ambientali, potrebbe essere danneggiato anche il lavoro dei tantissimi pescatori della zona.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=21]]></link></item><item><title><![CDATA[DOPO IL PRIMO GIUDICE DONNA, ALTRE DUE DONNE NELL'ESECUTIVO]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Il 29 gennaio scorso, negli Emirati Arabi Uniti per la prima volta veniva eletta giudice una donna.<o:p></o:p></FONT></SPAN>
<P></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">In realtà la signora, Tani Siri Dano Yakoub, è originaria della Malesia e questo ha suscitato qualche polemica, ma le autorità hanno fatto leva sulla sua eccezionale preparazione. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Anche il rimpasto di governo, avvenuto ieri, ha visto qualche novità. Due donne sono state nominate ministro di Stato “senza portafoglio”. Questo di fatto raddoppia il numero di donne presenti nell’esecutivo, dato che erano già presenti due donne (ministero del Commercio Estero e della direzione Affari Sociali). <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Seppure si tratti di ministri “senza portafoglio” e con posizioni di basso rilievo questi cambiamenti negli EAU sono segnali importanti per un paese arabo tra i più conservatori. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=22]]></link></item><item><title><![CDATA[MASSACRO INVISIBILE]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT size=3><FONT face="Times New Roman">“</FONT></FONT><FONT size=2><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Nell’indifferenza generale dei media e della diplomazia internazionale, la guerra in Sri Lanka tra indipendentisti tamil e forze governative diventa sempre più furiosa.”<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Così riporta una articolo di Peace Reporter del 13 febbraio scorso.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Purtroppo anche nei giorni seguenti sono morte decine e decine di persone, nell’indifferenza. La maggioranza delle vittime sono guerriglieri “tamil” che vogliono l’indipendenza, tuttavia spesso sono i civili a fare le spese di questo conflitto iniziato negli anni ’80 e che conta oltre 70.000 vittime. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Dall’inizio del 2008 i guerriglieri tamil uccisi sono stati 1.297 e 72 i soldati, ma gli scontri sembrano non voler cessare.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=23]]></link></item><item><title><![CDATA[CONTINUA DA UNA SETTIMANA LO SCIOPERO A SFONDO ETNICO]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Nella regione meridionale del Napal, quella al confine con l’India, è in corso un sciopero generale di grandissima portata da ormai sei giorni.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Le proteste sono a sfondo etnico: i vari gruppi rivendicano un maggior peso nella politica nazionale e premono per una forma di governo federata, mentre il paese si appresta a votare il prossimo aprile un’assemblea costituente per definire il nuovo assetto costituzionale dopo la pacificazione con i ribelli maoisti nel 2006.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif">Lo sciopero sta causando nelle città gravi problemi di approvvigionamento, soprattutto di carburante. Per questo in quattro città del sud è stato esteso il coprifuoco.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=24]]></link></item><item><title><![CDATA[SCIOPERI E PROTESTE IN CAMERUN. BAMBINI USATI COME SCUDI UMANI]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Lo sciopero dei tassisti indetto giorni fa contro l'aumento del carburante, ha dato origine ad una serie di violenze e scontri con la polizia che stanno insanguinando il paese e che in mattinata hanno causato 7 vittime tra i manifestanti. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Le proteste sono dovute anche alle indiscrezioni sulle presunte riforme costituzionali. Infatti, sembra che il presidente del Camerun, Biya, in carica da 25 anni voglia prolungare ulteriormente il suo mandato.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>I manifestanti hanno chiamato in causa l'opposizione affinché si opponga alla rielezione di Biya alla scadenza del suo mandato nel 2011. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Dal canto suo l'opposizione, accusata dal governo di essere dietro alle violenze messe in atto dai manifestanti, nega qualsiasi partecipazione agli episodi, sebbene abbia dichiarato di poter comprendere il malcontento della popolazione. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Durante la giornata di proteste si sono vissuti momenti di fortissima tensione quando migliaia di contestatori sono entrati in tre scuole della città di Bamenda, nel nord ovest del paese, per fuggire dalla polizia. Almeno 2000 bambini sono stati usati come scudi umani dai manifestanti per proteggersi dalle forze dell’ordine.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=25]]></link></item><item><title><![CDATA[SI PLACA LO SCONTRO POLITICO. RAGGIUNTO UN ACCORDO TRA I DUE LEADER]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Dopo due mesi di tensione e scontri, che hanno causato tra le 1000 e le 1500 vittime e centinaia di migliaia di sfollati, in Kenya si è giunti ad un accordo tra i due principali partiti politici che dovrebbe porre fine al clima da guerra civile e portare il paese ad una pacificazione.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>L’accordo, già annunciato nei giorni scorsi da Kofi Annan, in vece di mediatore tra le parti, è stato firmato ieri e si tratta di un compromesso tra i due leader, Odinga e Kibaki.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Infatti con una modifica della Costituzione verranno creati la carica di Primo Ministro, che spetterà ad Odinga, e due incarichi di vice-primo ministro, mentre Kibaki resterà presidente del Kenya. Inoltre il partito d’opposizione Orange democratic movement entrerà a far parte del governo che diventa quindi un “governo di coalizione”.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Ieri, in seguito alla duplice firma trasmessa dalle televisioni, la gente è scesa per le strade delle principali città improvvisando balli e danze di festa e scambiandosi, in ritardo, gli auguri di Buon Anno. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=26]]></link></item><item><title><![CDATA[INGENTE PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO PER I CONTADINI PIU' POVERI]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Il governo indiano ha stabilito un importante intervento in favore dei contadini più poveri per contrastare il malcontento e la disperazione estesi alle zone rurali, affette dalla guerriglia maoista e dal fenomeno dei suicidi per debiti. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Verrà cancellato completamente il debito dei contadini proprietari di meno di due ettari di terra, per un costo totale di 600 miliardi di rupie (circa 10 miliardi di euro). Il governo ha anche promesso che si impegnerà a mantenere bassa l'inflazione e il costo dei generi di prima necessità. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN><o:p></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=27]]></link></item><item><title><![CDATA[LETTERA DI ALEX ZANOTELLI: "LA COLLERA DEI POVERI, L'ALTRA BOMBA ATOMICA DEL TERZO MILLENNIO"]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Ieri è iniziata l’iniziativa internazionale promossa da Jubilee 2000 di digiuno per sollecitare l’opinione pubblica mondiale al dramma vissuto dagli stati più impoveriti, causato dalla crisi globale.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">In una lettera mandata a Misna, Alex Zanotelli annuncia la sua adesione al digiuno. Il Padre comboniano cita dati della Banca Mondiale che testimoniano l’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari negli ultimi tre anni: sono aumentati del 70% il grano, 80% i cereali e 90% i prodotti caseari. Inoltre riporta le parole del direttore della FAO “se il cosiddetto Nord del mondo non cambierà modello di sviluppo, la bolletta per i cereali nei paesi poveri continuerà a crescere”.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Affianco all’inflazione, al debito estero e al caro-petrolio, Zanotelli accusa anche la scelta dei biocarburanti come causa della crisi. Infatti molti paesi del Sud metteranno a disposizione milioni di ettari di terreno, che verranno sottratti alla produzione di cibo, il cui prezzo andrà aumentando. Conseguenza di ciò è un nuovo tipo di “fame urbana”: gli scaffali pieni di cibo e le persone che non possono acquistarlo.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Padre Alex conclude denunciando il mondo “ricco” che non vuole rimettere in discussione il sistema economico e il proprio stile di vita e afferma: <I style="mso-bidi-font-style: normal">“ ‘Le rivolte del pane’ di questi giorni nel Sud del mondo sono lì a ricordarci la profonda ingiustizia che potrebbe innescare 'la collera dei poveri', l’altra bomba atomica del terzo millennio".<o:p></o:p></I></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=28]]></link></item><item><title><![CDATA[ELEZIONI IN NEPAL, VERSO LA VITTORIA DEI MAOISTI]]></title><description><![CDATA[<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il dieci aprile scorso in Nepal si sono tenute le elezioni nazionale per l’assemblea costituente. Con lo spoglio dei voti quasi ultimato appare netta la vittoria degli ex ribelli maoisti che hanno già conquistato più della metà delle circoscrizioni (59 su 104) e sono in vantaggio nelle restanti, tuttavia i dati finali sono attesi fra tre settimane.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">L’assemblea eletta dovrà ratificare la decisione parlamentare di abolire la monarchia e trasformare il paese in una repubblica. È questo l’ultimo passo del processo di pace iniziato nel dicembre scorso, quando i ribelli maoisti e gli altri sette partiti avevano trovato un accordo che sanciva la fine della guerra civile interna iniziata nel 1996, che aveva impoverito notevolmente il paese e costretto all’esodo parte della popolazione.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=29]]></link></item><item><title><![CDATA[AUMENTA IL PREZZO DEL RISO: E’ CRISI ALIMENTARE]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN>&nbsp;</P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il carovita dovuto alla crisi economica mondiale sta provocando in queste settimane un aumento vertiginoso del costo del riso, principale alimento asiatico. </SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"></SPAN><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il riso a largo consumo (25% bianco) è passato in quattro mesi dal costo medio di 250 dollari per tonnellata a 800. Il record è stato toccato oggi dal Vietnam che ne ha portato il costo a 900 dollari per tonnellata, una cifra enorme considerando che il costo della migliore qualità di riso, proveniente dalla Thailandia, è di 1300 dollari per tonnellata, ma l’anno scorso era di soli 600 dollari.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Inoltre gli aumenti citati sono considerati sui prezzi all’ingrosso, quindi il medio consumatore subisce tendenzialmente anche un ulteriore aumento del prezzo.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">L’India, che è il secondo produttore mondiale di riso, e altri produttori asiatici hanno bloccato le esportazioni, questo a discapito dei paesi più poveri e già in difficoltà come il Nepal ed il Bangladesh.<o:p></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=30]]></link></item><item><title><![CDATA[AMNESTY PUBBLICA IL RAPPORTO ANNUALE SULLA PENA DI MORTE]]></title><description><![CDATA[Nel 2007, almeno 1.250 persone sono state giustiziate in vari paesi del mondo. Una media di 24 esecuzioni a settimana. Lo denuncia il rapporto di Amnesty International del 2007 sulla pena capitale. Tra tutti gli stati in cui è in vigore la pena di morte, è la Cina quello con il maggior numero di uccisioni. Il governo di Pechino sarebbe stato responsabile di almeno 470 esecuzioni lo scorso anno, ma secondo molti questo numero potrebbe salire fino a ottomila, viste le difficoltà nell'avere informazioni. Dopo la Cina, la classifica è completata dall'Iran con 317 esecuzioni, dall'Arabia Saudita con 143, dal Pakistan con<BR>135 e dagli Usa con 42.<BR>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=31]]></link></item><item><title><![CDATA[CRISI ALIMENTARE, I COMMERCIANTI RIFIUTANO LA MONETA LOCALE E LA GENTE INSORGE, UNA VITTIMA]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">I commercianti alimentari di Mogadiscio (capitale somala) si rifiutano di accettare le banconote della debole valuta nazionale, pretendendo di essere pagati in dollari o con la nuova valuta emessa dalle autorità del Puntland. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il Puntland è una vasta regione, dai confini discussi, del Nord della Somalia dichiaratasi indipendente già nel 1991, ma non riconosciuta dal governo di transizione.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Per far fronte all’inflazione il Puntland aveva coniato una nuova moneta molto forte.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Proprio a causa dell’inflazione attuale, che ha colpito soprattutto i prodotti alimentari, i commercianti di Mogadiscio accettano solo la moneta del Puntland, nonostante la capitale si trovi a sud dello stato somalo.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Questo ha scatenato la rabbia delle persone, che a migliaia hanno manifestato questa mattina per le strade della capitale. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Una fonte di Misna ha anche dichiarato che l’intervento dell’esercito etiope per disperdere la folla, ha causato la morte di un dimostrante.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=32]]></link></item><item><title><![CDATA[AUMENTO DEI PREZZI AGRICOLI: UN ARTICOLO DI PEACE REPORTER NE SPIEGA LE CAUSE NOTE E NASCOSTE]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Il boom dei prezzi dei generi alimentari sta mettendo in serio pericolo la vita degli abitanti più poveri del pianeta: almeno mezzo mondo. L’ONU l’ha paragonato alla catastrofe dello tsunami, ma questa volta le cause non sono naturali.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Un articolo apparso sulla home page del sito di Peace Reporter spiega le cause di tale boom, distinguendole tra ‘cause note’ e ‘cause nascoste’.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Tra le prime viene citata e subito smentita la spiegazione della crescita del rapporto domanda/offerta: nonostante la siccità e la distruzione dei raccolti, cibo a sufficienza per tutti ce n’è. Le altre ‘cause note’ citate ed in parte vere sono il crollo della produzione agro-alimentare dovuta all’aumento delle coltivazioni destinate alla produzione di biocombustibili ed il caro-petrolio che si ripercuote sui costi dei fertilizzanti e pesticidi.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Tuttavia la vera denuncia dell’articolo riguarda le ‘cause nascoste’, taciute soprattutto dai mass media.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">La ragione della crisi alimentare va ricercata soprattutto nella speculazione finanziaria privata: sicuri dell’aumento costante dei prezzi, cominciato all’inizio del millennio per le cause già citate, nel 2007 molti imprenditori hanno investito nel settore agricolo in modo da ottenere facili guadagni. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">A ciò si aggiunge un fattore collegato alla speculazione:&nbsp;il controllo del mercato agroalimentare da parte di poche multinazionali.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Ad esempio il 90% del mercato cerealicolo è controllato da soli 5 colossi: Cargill, Continental, Louis Dreyfus, Bunge&amp;Born e Toepfer. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">È a vantaggio delle grandi società che Usa, WTO, UE e Fmi hanno imposto ai paesi produttori delle politiche agricole che favorissero l’esportazione invece del consumo interno. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Le fonti citate da Peace Reporter sono di “tutto rispetto”: Achim Steiner, direttore del Programma Ambientale dell’ONU, Jean Ziegler, relatore speciale sul diritto all'alimentazione dell’ONU, Anthony Costello, direttore dell’Institute for Global Health di Londra, José Graziano de Silva, rappresentante della Fao per l’America Latina, Ricardo Cota, dirigente della Confederazione agricola brasiliana, Fernando Muraro, analista della AgRural.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0in 0in 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 8.5pt; FONT-FAMILY: Arial">Per vedere l’intero articolo vai alla pagina: <SPAN style="COLOR: blue">www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=10926</SPAN><o:p></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=33]]></link></item><item><title><![CDATA[CRISI ALIMENTARE: DIMINUISCONO ANCHE GLI AIUTI ALIMENTARI]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Le forniture di aiuti alimentari distribuiti ai paesi più poveri sono in costante calo dal 1999.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Secondo i dati del Programma Alimentare Mondiale (PAM), nel <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter ProductID="2007, a" w:st="on">2007, a</st1:metricconverter> causa dell’aumento spropositato dei prezzi, il flusso di aiuti ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 50 anni, diminuendo del 15% rispetto al 2006. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Dalle 15 milioni di tonnellate di cibo distribuite nel 1999 si è passati alle 5,9 distribuite lo scorso anno. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Il PAM ha sottolineato come le popolazioni più vulnerabili mangiano sempre meno e sempre peggio, ricordando che tra il 2000 e il 2007 il prezzo del frumento è aumentato del 122% e quello del mais dell'86%.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=34]]></link></item><item><title><![CDATA[FINITA LA TRANSIZIONE: IL NEPAL E’ UNA REPUBBLICA]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Si è completata la breve fase di transizione del Nepal da monarchia a repubblica.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Solo due anni fa cessava la<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>guerra civile, lo scorso 10 aprile le libere elezioni sancivano la vittoria del partito maoista, la fazione che si opponeva al governo durante la guerra; infine il 28 maggio l’assemblea costituente ha votato per la fine dell’unica monarchia induista rimasta sul pianeta.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT size=2>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Nella giornata di oggi, l’ultimo re nepalese, Gynendra, ha abbandonato la casa reale, che diventerà proprietà statale e verrà trasformata in Museo.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Il re non andrà in esilio, ma rimarrà in Nepal da “comune” cittadino.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=35]]></link></item><item><title><![CDATA[IN AUMENTO I CONFLITTI PER LA TERRA]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify">
<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Con gli Accordi di Accra del 2003 si poneva fine a 14 di guerra civile in Liberia, uno stato dell’Africa occidentale.<o:p></o:p></FONT></SPAN>
<P></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Oggi, con il rientro di un numero sempre maggiore di profughi attratti dalla pace e dai progressi del nuovo governo, aumenta il problema legato alle proprietà terriere.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Infatti, durante la guerra si è persa un’enorme quantità di documenti catastali, soprattutto quelli dei terreni.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>In questi anni sono esplose un po’ dovunque dispute e contese per la terra, tra vecchi e nuovi proprietari più o meno legittimi.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Secondo Misna gli episodi sono in aumento e quello dello scorso fine settimana è stato il più grave: un gruppo di uomini armati non identificati ha assaltato i 40 contadini di un’azienda agricola uccidendone almeno dodici.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0in 0in 0pt"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT size=2>Il proprietario ha accusato un senatore, il quale però ha respinto le accuse.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=36]]></link></item><item><title><![CDATA[15 MILIONI DI PERSONE NECESSITANO DI RIFORNIMENTI IMMEDIATI DI CIBO]]></title><description><![CDATA[<P style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN lang=IT style="FONT-SIZE: 10.5pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=1>La crisi alimentare mondiale causata dall’impennata dei prezzi degli alimenti, unita al caropetrolio e ad altri fattori come la violenza, la povertà e la siccità, rischiano di provocare nel Corno d’Africa una nuova emergenza umanitaria.<BR>All’interno di una conferenza stampa tenutasi a Nairobi, Besida Tonwe, responsabile per l’Africa Occidentale dell’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), ha detto: “Gli sfollati e i rifugiati a causa dei conflitti sono i più colpiti. La situazione è molto grave e la maggior parte dei governi della regione non ha risorse sufficienti a provvedere alle necessità dei più bisognosi”.<BR>Sono quasi 15 milioni le persone che necessitano di immediati rifornimenti di cibo. <BR>La situazione peggiore al momento la sta vivendo l’Etiopia, con 10 milioni di persone, pari al 12% della popolazione etiope, che hanno urgente bisogno di distribuzioni alimentari; il paese avrebbe già esaurito le scorte di cibo, mentre i costi dei carburanti e la mancanza di piogge hanno fortemente inciso sulla produzione e la distribuzione di cereali, il cui prezzo sul mercato nazionale è triplicato nell’ultimo anno. <BR>In Somalia, all’inizio dell’anno, l’emergenza alimentare ha colpito oltre due milioni e mezzo di persone, ma Mark Bowden portavoce del Programma alimentare mondiale dell’Onu (Pam/Wfp) in Kenya, ha detto: “Entro la fine del 2008 saranno almeno tre milioni e mezzo. Abbiamo poco tempo per agire”, ricordando che il paese “ha già sofferto tre periodi consecutivi di carestia”. <BR>La situazione è critica anche in Kenya, dove un milione e 200.000 abitanti, prevalentemente dei distretti rurali del nord-ovest, sono a rischio fame; in Uganda, concentrate prevalentemente nella regione nord-occidentale della Karamoja, le persone che necessitano assistenza sono almeno 700.000; a Gibuti 115.000.</FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=37]]></link></item><item><title><![CDATA[I TAMIL CELEBRANO OGGI UN TRISTE ANNIVERSARIO: UNA GUERRA CHE DURA DA 25 ANNI]]></title><description><![CDATA[<P>Era il 23 luglio del 1983, quando, in rappresaglia a violenze commesse dall’esercito singalese contro il popolo tamil, il neonato gruppo armato di ribelli, le Tigri per la liberazione della patria tamil, uccise 13 soldati.<BR>L’episodio fu la scintilla che scatenò la rabbia della popolazione singalese che assaltò i ghetti tamil della capitale, bruciando e saccheggiando case e uccidendo uomini, donne e bambini,<BR>La carneficina proseguì fino al 30 luglio, estendendosi alla costa orientale dell’isola. <BR>Queste settimane di violenza sono passate alla storia come il “luglio nero” ed il bilancio fu di almeno 30 mila tamil uccisi e 150 mila costretti a fuggire al nord. </P>
<P>D’allora è iniziata la guerra civile nell’isola di Ceylon, che oggi, dopo 25 anni resta irrisolta, nonostante i tentativi di mediazione della Norvegia.<BR>In questi primi mesi del 2008 sono già morti oltre 5 mila soldati tamil, 300 civili e 500 soldati cingalesi, mentre dall’inizio del conflitto sono oltre 70 mila le vittime.</P>
<P>Ieri, le Tigri del Tamil hanno chiesto al governo dello Sri Lanka una tregua di 10 giorni, ma il ministro degli esteri, durante una riunione in parlamento ha detto che la tregua non sarà rispettata.</P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=38]]></link></item><item><title><![CDATA[DUE CASI DI COOPERAZIONE SUD-SUD, IN AMBITO SANITARIO, MA NON SOLO]]></title><description><![CDATA[<P><FONT size=1>Vent’anni fa seicento giovani sudanesi avevano lasciato il loro paese per studiare a Cuba, ora tornano laureati per provare a ricostruire il paese.<BR>Negli ultimi quarant’anni sono stati 34mila i giovani sudanesi laureatisi a Cuba e 100mila i tecnici che hanno contribuito alla costruzione di ponti, scuole, ospedali,ecc nel continente nero.<BR>La cooperazione di Cuba con l’Africa si concretizza soprattutto in ambito sanitario: l’anno scorso sono stati 211 i progetti di collaborazione con 52 paesi africani.<BR>Il secondo caso è la cooperazione tra Cina e Cameroon.<BR>Sono 45 i medici cinesi arrivati in Cameroon all’interno di un progetto volto a diminuire la mortalità neonatale e materna.<BR>È dal 1975 che la Cina invia in Cameroon propri medici, specializzati in particolare nella cura di malattie della pelle e degli occhi.<BR></FONT></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=39]]></link></item><item><title><![CDATA[NORD KIVU: ONU CHIEDE DIALOGO, CIVILI STRETTI TRA RIBELLI ED ESERCITO]]></title><description><![CDATA[È necessario incoraggiare un dialogo diretto tra il governo congolese e i ribelli attivi in Nord Kivu, est della Repubblica democratica del Congo, per non perdere il “momento” positivo e la tregua in corso da alcuni giorni: lo ha detto l’ex-presidente nigeriano e inviato speciale dell’Onu in Congo, Olusegun Obasanjo, al suo rientro dopo una missione ufficiale nella regione dei Grandi Laghi che lo ha portato a incontrare i principali protagonisti locali della crisi. Intanto sul terreno, se la tregua tra Cndp ed esercito congolese sembra reggere ancora, fonti locali segnalano che le violenze ai danni della popolazione non accennano a diminuire. Secondo ‘Radio Okapi’, l’emittente dell’Onu nel paese, gli abitanti della zona di Kanyabayonga, Kayina e Kirumba starebbero continuando, in piccoli gruppi, a lasciare le proprie abitazioni e a riparare in foresta, a causa dei saccheggi e delle violenze compiute soprattutto da elementi dell’esercito regolare. Dopo il ritiro delle truppe di Nkunda, arrivate fino alle porte di Kanyabayonga, le popolazioni dei villaggi circostanti si trovano, infatti, stretti tra le forze ribelli e i soldati dell’esercito regolare accampati poco distanti. A complicare un quadro umanitario già precario, dicono le fonti del posto, la totale assenza di organizzazione non governative in grado di fornire assistenza alla gente.]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=40]]></link></item><item><title><![CDATA[GREENACCORD’, A VITERBO UN FORUM SU AMBIENTE E SUD DEL MONDO]]></title><description><![CDATA[Una riflessione sul rapporto tra degrado ambientale e crisi sociale, ma anche e soprattutto un'occasione per chiedere un impegno internazionale a salvaguardia dei poveri e dalla natura: il presidente di ‘Greenaccord’, Gian Paolo Marchetti, presenta in questo modo il forum su ‘Ambiente e sviluppo per il Sud del mondo’ che si apre oggi nella città di Viterbo. “Fino a venerdì – dice alla MISNA – un’ottantina di giornalisti provenienti quasi tutti dall’Africa, dall’America Latina e dall’Asia discuteranno con esperti del mondo scientifico, dell’economia e della comunicazione dei modelli di sviluppo adottati finora, delle loro problematicità dal punto di vista dell’ambiente e del territorio e del loro legame con le nuove forme di povertà”. Organizzati da Greenaccord nel quadro di una serie di iniziative “per la salvaguardia della natura”, gli incontri di Viterbo si concluderanno con l’approvazione di un documento finale, una sorta di appello alle istituzioni, dalle Nazioni Unite alla Santa Sede fino al governo italiano. “Si parlerà soprattutto di Sud del mondo – osserva Marchetti – ma non è un caso che il forum si svolga qui: la speranza è che il nostro paese prenda in mano la questione della povertà nel mondo”.]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=41]]></link></item><item><title><![CDATA[Brevi dall'Africa (Mozambico, Mali, Gabon, Sahara Occidentale)]]></title><description><![CDATA[<P><FONT size=1>MOZAMBICO – Almeno 350.000 persone hanno urgente bisogno di aiuti alimentari a causa del cattivo raccolto dei mesi scorsi: lo ha detto a Maputo un dirigente del Programma alimentare mondiale (Pam), secondo il quale l’emergenza riguarda sette province centrali e meridionali. In queste regioni il raccolto è stato condizionato da un prolungato periodo di siccità; in altre zone del paese, le precipitazioni sono state molto superiori alla norma.</FONT></P>
<P><FONT size=1>MALI – Avrebbero causato morti e feriti i combattimenti tra gruppi armati tuareg e reparti dell’esercito avvenuti in questi giorni circa 200 chilometri a est della cittadina di Kidal, nel Mali nord-orientale: lo ha annunciato ieri a Bamako il ministero della Difesa, secondo il quale otto ribelli sono stati fatti prigionieri. Il mese scorso l’esercito ha avviato un’offensiva contro una formazione guidata da Ibrahim Ag Bahanga, che accusa il governo di non applicare gli accordi di pace del 2006.</FONT></P>
<P><FONT size=1>GABON – I tre attivisti per i diritti civili e i due giornalisti arrestati il mese scorso con l’accusa di voler destabilizzare il paese sarebbero in libertà provvisoria, in attesa della conclusione delle indagini preliminari: lo hanno riferito fonti di stampa locali. Lunedì il ministro degli Interni ha sostenuto che i sospetti erano divenuti strumenti della propaganda di alcune organizzazioni non governative francesi.</FONT></P>
<P><FONT size=1>SAHARA OCCIDENTALE – Soddisfazione per la nomina di Christopher Ross come inviato dell’Onu per il Sahara occidentale è stata espressa dal Marocco ieri sera, pochi giorni dopo la reazione positiva degli indipendentisti del Fronte Polisario. Ross sostituirà Peter Van Walsum, che aveva alimentato forti polemiche definendo “irrealizzabile” l’indipendenza rivendicata dal popolo sahrawi.</FONT></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=42]]></link></item><item><title><![CDATA[Naufragano due piroghe, vittime e dispersi]]></title><description><![CDATA[<FONT size=1>Due piroghe sono naufragate in Guinea-Bissau tra ieri sera e questa mattina a causa del maltempo, provocando almeno 15 vittime: lo riferiscono alla MISNA fonti dell’emittente locale ‘Radio Sol Mansi’, aggiungendo che a bordo di un'altra piroga naufragata domenica tra la località di Biombo e l’isola di Pecixe c’erano 70 persone e non una quarantina come si riteneva all’inizio. Secondo i mezzi d’informazione locali, una piroga con 10 persone a bordo, soprattutto donne e bambini, si è rovesciata ieri sera nel fiume Corubal 150 chilometri a est della capitale Bissau; una squadra di soccorritori sta setacciando il corso d’acqua alla ricerca dei passeggeri, seguendo le indicazioni di alcuni pescatori. Questa mattina un’altra piroga che trasportava una decina di persone si è rovesciata nelle acque di fronte Varela, nel nord della Guinea-Bissau, vicino al confine con il Senegal; secondo 'Radio Sol Mansi', in questo incidente le vittime sarebbero almeno sei. Sebbene poco sicure, le piroghe in sono il tipo di imbarcazione più usato in Guinea-Bissau nei collegamenti tra la costa e le numerose isole. In un comunicato diffuso oggi dai quotidiani nazionali, il ministero dei Trasporti ha invitato la popolazione a non usare le piroghe per gli spostamenti in mare finché non miglioreranno le condizioni meteorologiche e sarà conclusa l’inchiesta sul naufragio di Biombo.</FONT> ]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=43]]></link></item><item><title><![CDATA[Colera: rapporto OMS sottolinea difficoltà sistema sanitario]]></title><description><![CDATA[<FONT size=1>&nbsp;<BR>Sono 2106 le vittime provocate dall’epidemia di colera iniziata in agosto: il dato è contenuto in un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms), secondo il quale i contagi sono 40.448. Nel documento si sottolinea che l’epidemia “non è ancora sotto controllo”, nonostante alcuni sviluppi positivi che giorni fa hanno permesso a una dirigente dell’Oms di parlare di una fase di declino e di una riduzione dei casi di contagio per settimana. Secondo l’Organizzazione mondiale per la sanità, l’epidemia è in corso in nove delle 10 province dello Zimbabwe; nell’ultima settimana le più colpite sono state quelle di Mashonaland occidentale, Midlands, Manicaland, Matabeleland meridionale, Chitungwiza, Masvingo e Mashonaland centrale. Il rapporto dell’Oms sottolinea come ad aggravare la situazione sia l’inadeguatezza delle strutture mediche, con circa la metà dei decessi che non si verificano nei centri di assistenza specializzati. L’epidemia di colera, però, non riguarda solo lo Zimbabwe ma anche alcuni paesi vicini. Oggi il ministero della Sanità sudafricano ha riferito che la malattia ha ucciso almeno 15 persone, soprattutto nella provincia nord-orientale di Limpopo, proprio al confine con lo Zimbabwe. Circa 2000 casi di contagio e 28 decessi causati dal colera sono stati registrati dal governo dello Zambia: la diffusione dell’epidemia è legata agli intensi movimenti e ai traffici commerciali lungo il fiume Zambesi, che segna il confine meridionale</FONT>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=44]]></link></item><item><title><![CDATA[Verso Referendum nuova costituzione, 'record' di osservatori]]></title><description><![CDATA[<FONT size=1>Osservatori di almeno 10 organismi internazionali vigileranno sul referendum per la nuova Costituzione, fortemente voluta dal governo del primo presidente indigeno, Evo Morales, per “rifondare la Bolivia” sulla base di un’equa distribuzione delle risorse nazionali. L’appuntamento con le urne, in programma il 25 gennaio, conterà sulla presenza di delegati dell’Unione Europea (UE), dell’Organizzazione degli stati americani (Osa), dell’Onu, della Comunità andina delle nazioni (Can), del Parlamento andino e centroamericano, dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur); attesi, per la prima volta nel paese andino, anche rappresentanti del Centro Carter, nonché delle corti elettorali di tutti i paesi dell’America Latina. “Sarà il processo elettorale più vigilato nella nostra storia democratica, con la massima sicurezza e trasparenza. Sarà rispettato il voto di ogni singolo cittadino” ha detto il presidente della Corte nazionale elettorale, José Luis Exeni. Con l’avvicinarsi del voto torna a salire anche la tensione politica, nonostante l’accordo tra governo e opposizione che in ottobre aveva messo temporaneamente fine a una lunga crisi, sfociata in violenze, consentendo anche un’ampia revisione del testo della Carta da sottoporre al referendum. I governatori dei dipartimenti orientali di Santa Cruz, Chuquisaca, Tarija e Beni guidano il fronte del ‘no’ sostenendo che la nuova Carta non raccoglie le loro istanze di autonomia, ratificate nel 2008 con quattro referendum locali peraltro illegittimi e incostituzionali.</FONT>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=45]]></link></item><item><title><![CDATA[Crisi politica e disordini: nuovi bilanci]]></title><description><![CDATA[Sono saliti a 37 i corpi senza vita ritrovati dai vigili del fuoco dopo l’incendio di ieri in un centro commerciale nella capitale Antananarivo preso da assalto da saccheggiatori, sull’onda delle proteste politiche e delle tensioni tra il sindaco Andry Rajoelina e il presidente Marc Ravalomanana. Nonostante il coprifuoco dichiarato ieri, saccheggi e violenze sono continuati nella notte nella capitale – dove la situazione oggi appare tornata alla calma – e si sono estese anche in altre città, tra cui Majunga, Tamatave, Tanjambato e Tulear, dove c’erano state proteste. “È difficile stabilire un bilancio preciso – dice alla MISNA un giornalista dell’emittente salesiana locale ‘Radio Don Bosco’- mentre nelle prime località il numero dei morti si agirebbe tra tre e sei, secondo alcuni a Tulear le vittime sarebbero 24, ma ci sembra un numero esagerato e tutto da verificare. Questa mattina ad Antananarivo gli autobus circolano normalmente e la gente ha ricominciato a uscire da casa per comprare beni di prima necessità”. I morti sono stati provocati sia in scontri con le forze dell’ordine, che hanno sparato a vista sui dimostranti e sulle persone che hanno assaltato i centri commerciali e negozi, sia dagli incendi appiccati. Oggi, riferisce la stessa fonte, il presidente Ravalomanana si è recato sui luoghi dei saccheggi e degli incendi ed ha pronunciato un messaggio dai toni duri. Il capo dello stato ha detto che saranno emessi due mandati di cattura, il primo contro Roland Ratsiraka (ex-sindaco di Tamatave e nipote dell’ex-presidente Didier Ratsiraka in esilio in Francia dal 2002); l’altro contro il generale Dolin, direttore di gabinetto dell’attuale sindaco di Antananarivo, Rajoelina, entrambi accusati di avere fomentato i disordini. Il presidente ha anche riferito di contatti diplomatici con Parigi, chiedendo alla Francia aiuti per restaurare la calma e la sicurezza. Da parte sua, Andry Rajoelina (divenuto di fatto il capofila dell’opposizione), nonostante la situazione precaria ha convocato per oggi un comizio con i suoi sostenitori a piazza 13 Maggio nella capitale.]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=46]]></link></item><item><title><![CDATA[I vescovi dell'Africa australe invitano Mugabe a dimettersi]]></title><description><![CDATA[I vescovi della Conferenza episcopale cattolica dell'Africa australe hanno chiesto a Robert Mugabe di dimettersi dalla Presidenza dello Zimbabwe. Lo hanno fatto ieri affermando che la sua continua presenza al potere è un atto illegittimo che sta causando un genocidio. La dichiarazione è stata rilasciata dall'arcivescovo Buti Tlhagale di Johannesburg. "Noi, i vescovi dell'Africa australe chiediamo a Mugabe di lasciare il potere immediatamente", ha detto l'arcivescovo parlando a nome di tutti i vescovi cattolici di Sudafrica, Botswana, Lesotho e Swaziland, in questi giorni a Pretoria per un incontro della Conferenza episcopale. I vescovi chiedono a governi e istituzioni regionali di tagliare tutti i contatti con Mugabe. "Se questo non avverrà, i capi di governo della Southern African Development Community (Comunità per lo sviluppo dell'Africa Australe, gruppo regionale che riunisce i governi di Angola, Botswana, Repubblica Democratica del Congo, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Zambia e Zimbabwe, ndr) saranno complici nell'aver creato una situazione che sta portando il paese alla fame, alla malattia, allo sfaldamento della società e alla morte dei cittadini", continuano i vescovi. Questa è la dichiarazione più forte sinora rilasciata dai vescovi a riguardo della situazione in Zimbabwe. Il Cardinal Napier, portavoce della conferenza, aveva già chiesto ai governi locali, specialmente a quello del Sudafrica, di tagliare tutte le forme di sostegno morale e materiale con il governo di Harare. "Anche se a suo tempo ha contribuito a 'liberare' il suo paese, oggi Mugabe deve essere forzato a ritirarsi. Una soluzione alla crisi dello Zimbabwe non può essere trovata finché rimarrà al potere", disse il cardinale il 18 dicembre scorso in qualità di portavoce della Conferenza episcopale dell'Africa australe. I vescovi hanno ribadito che il governo di Mugabe è illegittimo e che si deve dare spazio ad un governo di unità nazionale ad interim che permetta al più presto lo svolgersi di elezioni libere sostenute e validate dalla comunità internazionale.]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=47]]></link></item><item><title><![CDATA[Sri Lanka - Bombe sui civili]]></title><description><![CDATA[Secondo fonti mediche locali citate dal sito Internet filo-separatista TamilNet, nelle ultime 24 ore oltre trecento civili tamil sono morti e cinquecento sono rimasti feriti negli incessanti bombardamenti governativi sulla 'Safety Zone' dove, su invito dello stesso governo, si sono rifugiati 250 mila sfollati.<BR>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=48]]></link></item><item><title><![CDATA[Approvata la nuova Costituzione]]></title><description><![CDATA[Vittoria per il Mas e per Morales. "Da oggi inzia la rifondazione della Bolivia" dice il presidente. I governatori ribelli chiedono un patto fra governo e opposizone.<BR>Approvata la nuova Costituzione con oltre il 60 percento delle preferenze. Nelle cinque regioni d'opposizione, però, il testo è stato respinto. Morales si dice soddisfatto e parla di "rifondazione della Bolivia".]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=49]]></link></item><item><title><![CDATA[Myanmar, il regime stringe la morsa ]]></title><description><![CDATA[<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Dalle rivolte del 2007, i prigionieri politici sono raddoppiati. La giunta militare vuole eliminare possibili oppositori in vista delle elezioni del 2010.<BR></FONT><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><BR><FONT size=1>C'è stata prima la fallita "rivoluzione di zafferano" del settembre 2007, e la scorsa primavera il ciclone Nargis che ha devastato il delta dell'Irrawaddy. Tra i due eventi, e successivamente, sulla Birmania è calato il solito buio. Niente apparentemente cambia, nel Paese governato da una giunta militare dal 1962: la paladina per la democrazia Aung San Suu Kyi è sempre agli arresti domiciliari, l'inviato dell'Onu Ibrahim Gambari continua con le sue visite periodiche senza ottenere progressi nella mediazione. Ma qualcosa si è invece mosso, e non per il meglio: la giunta ha data un'ulteriore stretta alla libertà di espressione, riempiendo le carceri di prigionieri politici.</FONT></FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Secondo i calcoli dell'Associazione per l'assistenza dei prigionieri politici birmani (Aappb) -&nbsp; un'organizzazione con sede a Mae Sot, in Thailandia - dalla saffron revolution il numero di tali detenuti è più che raddoppiato, passando da un migliaio ai 2.136 attuali: 462 sono membri della Lega nazionale per la democrazia (Nld), il partito di Aung San Suu Kyi, 224 sono monaci. In carcere sono tornati prigionieri eccellenti come Min Ko Maing, uno storico leader studentesco della "generazione dell'88", nonché il comico Zarganar, famoso in Birmania per la sua satira contro il regime. Sono aumentate anche le pene, talmente alte da togliere ogni speranza: Zarganar, per esempio, è stato condannato a 59 anni per aver parlato con i media stranieri a riguardo della situazione umanitaria dopo il passaggio di Nargis. Min Ko Maing, per aver guidato le proteste contro il carovita che precedettero le rivolte di un anno e mezzo fa, dovrà scontare 65 anni di reclusione.</FONT></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=50]]></link></item><item><title><![CDATA[Zimbabwe, la fine del tunnel?]]></title><description><![CDATA[<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Morgan Tsvangirai giura oggi come nuovo premier, il Paese aspetta l'uscita dalla crisi</FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Dopo mesi di attesa, trattative avviate e interrotte, mediazioni internazionali e colpi di mano, per Morgan Tsvangirai e lo Zimbabwe è arrivato il gran giorno. Il leader del Movement for Democratic Change, l'ex-partito di opposizione uscito vincitore dalle elezioni parlamentari dello scorso marzo, giurerà oggi quale nuovo premier, al termine di un processo di pace durato quasi un anno e più volte sul punto di collassare. Il compito del nuovo esecutivo si annuncia però tutt'altro che semplice: far uscire il Paese dalla peggior crisi economica della sua storia sembra un'impresa da Titani.</FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Far lievitare la produzione agricola di quello che una volta era considerato il granaio dell'Africa meridionale, e che ora è costretto a dipendere dagli aiuti internazionali per sfamare la popolazione; reintrodurre una politica monetaria efficiente, ora che il dollaro locale è stato dichiarato clinicamente morto da alcuni dei maggiori economisti del Paese, dopo che l'inflazione annuale ha toccato quota 231.000.000 percento; ridare fiducia a una popolazione depressa dalla crisi e dall'epidemia di colera, e il cui tasso di disoccupazione è schizzato al 90 percento. Saranno questi i principali problemi che dovrà risolvere il nuovo ministro delle Finanze, quel Tendai Biti, esponente di spicco del Mdc, fresco di scarcerazione dopo che, la scorsa settimana, la giustizia locale l'aveva scagionato dall'accusa di tradimento. Oltre a quello delle Finanze, stando agli accordi di pace siglati con lo Zanu-Pf, il partito del presidente Robert Mugabe, il Mdc ha ottenuto i dicasteri della Sanità, dell'Agricoltura, degli Affari Costituzionali, mentre la guida degli Interni dovrà essere spartita con un esponente dello Zanu-Pf.</FONT><BR></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=51]]></link></item><item><title><![CDATA[Brevi dal mediterraneo]]></title><description><![CDATA[<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>SIRIA – Una pioggia abbondante è caduta su Damasco e in altre regioni del paese portando agli abitanti la speranza che stia per finire la siccità, la peggiore degli ultimi 40 anni, secondo stime dell’Onu. La grave situazione aveva indotto il presidente siriano Bashar al-Assad ad indire una “preghiera per la pioggia” per sabato, mentre il ministero degli Affari religiosi ha invitato i fedeli a digiunare per chiedere il dono dell’acqua.</FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>SPAGNA - È cominciata dalla regione nord-orientale dell’Aragona la distribuzione gratuita da parte del governo di 44 milioni di lampadine a basso consumo che entro il 2010 dovranno arrivare in tutte le case spagnole. A 600.000 aragonesi con la prossima bolletta arriverà un buono per il ritiro all’ufficio delle poste di una lampadina al neon che consuma il 20% in meno. Il piano del ministero dell’Industria punta a far risparmiare lo 0,7% del consumo elettrico attuale spagnolo.</FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>FRANCIA - Il ciclista bielorusso Yamhini Hutarovich, della squadra Française des Jeux, ha vinto la prima tappa del XXVI Tour del Mediterraneo, disputata sui 100 chilometri tra Béziers e Narbonne, davanti al sudafricano Robert Hunter e al francese Jimmy Casper.</FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>UE-ALGERIA – Una missione di europarlamentari della 'Delegazione Maghreb' sarà in visita ad Algeri dal 23 al 26 febbraio. Il gruppo sarà guidato dal presiedente della Delegazione, lo spagnolo Carlos José Iturgais e incontrerà alcuni deputati del parlamento algerino e rappresentanti della società civile. </FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>GRECIA – Il governo ha presentato un progetto di legge per il voto dei cittadini greci all’estero, invitando tutte le forze parlamentari ad approvarlo in modo che sia in vigore per le prossime elezioni del 2011. Il disegno di legge riconosce il diritto di voto ai greci che vivono in un altro paese da almeno 10 anni e a tutti quelli temporaneamente all'estero per motivi di lavoro di poter partecipare alle elezioni presso i consolati.</FONT></P>
<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>TUNISIA-ITALIA - Un quindicinale in lingua italiana sulle politiche e la società della Tunisia è l’iniziativa del Consolato tunisino a Palermo rivolto alle istituzioni siciliane e ai cittadini tunisini in Sicilia. Il notiziario ha lo scopo di far conoscere il paese magrebino attraverso notizie sulla politica, l’economia ed eventi culturali, oltre che informare sulle attività e gli incontri promossi dal Consolato e sulle iniziative di Cooperazione tra Sicilia e Tunisia</FONT></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=52]]></link></item><item><title><![CDATA[Per gli abitanti di Hagaz, telefonini e presto anche l'acqua potabile]]></title><description><![CDATA[<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Da qualche giorno gli abitanti della città di Hagaz, capoluogo dell’omonimo distretto a nord di Asmara, possono usare i telefoni cellulari. Lo riferisce ‘Shabait’, agenzia di informazione governativa: “In precedenza - scrive ‘Shabait’ – gli abitanti non disponevano di linee di telefonia mobile ed erano costretti a raggiungere Keren, località a 24 chilometri di distanza, per poter accedere al servizio, con notevole dispendio di tempo e denaro”. Oltre alla copertura dell’area con le antenne che consentono le comunicazioni, la principale compagnia telefonica del paese ha costruito un nuovo edificio dove sono in vendita le schede per ricaricare i cellulari. Una notizia positiva per gli abitanti di Hagaz insieme a un progetto di tutt’altro tipo che riguarda la costruzione di una piccola diga nella vicina Harestai; una volta terminati i lavori – completati per il 70% - la diga avrà una capacità di 65.000 metri cubi d’acqua sufficienti per sopperire ai bisogni di acqua potabile della popolazione locale. Un ulteriore fattore di progresso che, insieme con i telefonini, potrà contribuire a risollevare l’economia e le condizioni di vita di questa zona del Corno d’Africa</FONT><BR>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=53]]></link></item><item><title><![CDATA[Comincia dal Mali la missione africana del presidente cinese]]></title><description><![CDATA[<P><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Il presidente cinese Hu Jintao arriverà oggi in Africa per un viaggio che lo porterà in quattro paesi: dopo aver fatto tappa in Arabia Saudita, dove si è trattenuto per due giorni, Hu è atteso oggi in Mali, quindi si recherà in Senegal, Tanzania e alle Isole Mauritius. Una nota del ministero degli Esteri cinese ha informato che l’obiettivo della visita è quello di promuovere le relazioni e di consolidare “la tradizionale amicizia sino-africana”. Alla vigilia dell’arrivo di Hu a Bamako, il presidente del Mali Amadou Toumani Touré ha parlato di “una visita storica, di amicizia, che consentirà di conoscersi meglio”. Touré, ricordando che i primi impianti industriali dopo l’indipendenza furono costruiti grazie alla Cina, ha sottolineato che contrariamente ad altri governi stranieri, Pechino “non è mai entrato negli affari interni del paese, rispettandoci sia nelle nostre debolezze che nei nostri punti di forza”. Per Hu – che si sta muovendo a capo di una folta delegazione – è il quarto viaggio nel continente africano dal 2003.</FONT><BR>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=54]]></link></item><item><title><![CDATA[La crisi nella provincia orientale, secondo il 'New York Times']]></title><description><![CDATA[<FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=1>Passato abbastanza in silenzio, un articolo di alcuni giorni fa di Jeffrey Gettleman e Eric Schmitt pubblicato sul ‘New York Times’ collega le ultime vicende della Provincia orientale con uno degli ultimi atti dell’amministrazione di George Bush. Dallo scorso settembre la Provincia orientale è teatro di violenze quotidiane attribuite ai ribelli ugandesi dell’Esercito di resistenza del Signore (Lord’s resistance army, Lra): secondo le più recenti stime dell’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) le vittime accertate sono circa 900 e almeno 130.000 gli sfollati, una parte dei quali ha trovato rifugio nel vicino Sud Sudan. Le incursioni sono aumentate di intensità e si sono rivelate ancor più cruente subito dopo un’operazione militare congiunta contro le basi ribelli organizzata a dicembre da Uganda, Repubblica democratica del Congo e Sud Sudan. Proprio a questa operazione, scrivono i due cronisti del quotidiano americano da Dungu (uno dei principali centri della Provincia orientale), avrebbe dato un contributo sostanziale l’esercito americano fornendo 17 consulenti e analisti militari, strumenti di comunicazione, immagini satellitari e un quantitativo di carburante del valore di un milione di dollari. Citando anonime fonti militari statunitensi, ben consapevoli del fallimento del piano che prevedeva la neutralizzazione del gruppo ribelle, nel loro articolo i due giornalisti danno un resoconto con inediti retroscena: “A novembre, il governo ugandese - scrivono - chiese aiuto all’ambasciata americana a Kampala e la richiesta arrivò a Bush che la autorizzò personalmente. I consulenti americani e gli ufficiali ugandesi usarono immagini satellitari e rapporti dei servizi segreti ugandesi per individuare le basi di Joseph Kony (il capo dei ribelli, Lra) e dei suoi combattenti”. Il piano, continuano, prevedeva il bombardamento del campo base di Kony e quindi l’intervento di una forza di 6000 uomini ugandesi e congolesi contro circa 700 ribelli: “Tuttavia, fonti ugandesi sostengono che una fitta nebbia ritardò le operazioni di diverse ore causando la perdita dell’effetto sorpresa; al momento dei bombardamenti i campi ribelli erano vuoti e le truppe ugandesi di terra impiegarono diversi giorni prima di arrivarci”. A prescindere dalla validità della ricostruzione, diversi dati di fatto confermano che i ribelli sono riusciti a sfuggire ai bombardamenti e da allora (metà dicembre), divisisi in piccoli gruppi dispersi nelle foreste di una tra le regioni più remote d’Africa, si sono resi protagonisti di una serie di incursioni cruente che hanno causato morti e distruzione. L’impossibilità di raggiungere tutte le località da parte delle organizzazioni internazionali ha reso inoltre ancor più grave la situazione umanitaria della popolazione: una missione organizzata dall’Onu nei giorni scorsi ha solo potuto appurare i bisogni di 18.000 sfollati che si trovano adesso a Doruma; sotto controllo sembra la situazione a Dungu, dove si concentra una buona parte degli sfollati, e quella in Sud Sudan dove altre migliaia di persone si sono dirette. I problemi riguardano chi – e non si sa quanti siano di preciso, ma si tratta di molte migliaia – si trova nella foresta e in altre zone della regione non ancora raggiunte dagli aiuti sia per la mancanza di strade sia per le critiche condizioni di sicurezza.</FONT>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=55]]></link></item><item><title><![CDATA[GRANDI LAGHI: UN INCONTRO REGIONALE PER DISCUTERE DI PACE]]></title><description><![CDATA[Decine di delegati di Pax Christi di Rwanda, Burundi e Repubblica democratica del Congo sono da ieri a Bukavu, capoluogo del Sud Kivu (Congo), per un momento di confronto sulla pace e sui modi per garantire un clima di sicurezza nella regione dei Grandi laghi. I partecipanti, riferiscono fonti locali, stanno affrontando anche la questione del disarmo e del reinserimento di ex-combattenti e membri di gruppi ribelli. Uno degli obiettivi dichiarati è quello di sensibilizzare la società civile e la popolazione in genere a non lasciare che la questione della sicurezza sia una competenza esclusiva di esercito, polizia e governo, ma sia invece argomento condiviso e partecipato. Nord e Sud Kivu e Provincia orientale in particolare, sono negli ultimi anni le aree dove la presenza di gruppi armati e di interessi extra-nazionali ha generato una serie di conflitti di cui ha fatto le spese la popolazione civile spesso costretta a subire angherie e violenze. Dietro molte di queste tensioni più che contrasti etnici e religiosi c’è, secondo molti osservatori, la ricchezza di minerali preziosi del sottosuolo congolese]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=56]]></link></item><item><title><![CDATA[CALMA A MOGADISCIO, DOPO UN FINE SETTIMANA DI ATTACCHI E VIOLENZE ]]></title><description><![CDATA[&nbsp;<BR>“Oggi a Mogadiscio la situazione è calma, ma nel fine settimana sembrava fossimo tornati indietro di mesi, a quei giorni da incubo in cui i gruppi armati si combattevano per le strade facendo decine di morti”: ha la voce sollevata Ali Mohalin, vice-direttore dell’ospedale Medina della capitale, mentre racconta alla MISNA che gli ultimi tre giorni attacchi di insorti contro il palazzo del parlamento “hanno provocato 12 morti e 29 feriti”, ma che adesso “il peggio è passato e la vita, da questa mattina, è ripresa a scorrere normale”. Mohalin racconta che i primi scontri sono cominciati venerdì, poche ore dopo l’arrivo di Sheik Hassan Dahir Aweys, capo dell’ala dura dell’opposizione islamica dell’Alleanza per la ri-liberazione della Somalia (Ars) a Mogadiscio, ma “l’indomani, la battaglia è esplosa con colpi di sparati contro il parlamento, che hanno ucciso per lo più passanti e civili che si trovavano nei dintorni”. Fonti locali hanno riferito che la visita di Aweys, la prima in due anni nel paese, aveva come obiettivo quello di avviare, attraverso i clan rimasti a lui fedeli sul territorio, colloqui informali con le nuove autorità e il nuovo governo. Secondo le medesime fonti, Aweys avrebbe accettato di negoziare un accordo con l'esecutivo di Omar Abdirashid Sharmake per riportare la stabilità nel paese e far rientrare dall'estero l'opposizione ancora in esilio nei paesi vicini. Intanto, presso l’opinione pubblica somala, grande interesse ha riscosso la conferenza dei donatori che si è svolta la scorsa settimana a Bruxelles e durante la quale la comunità internazionale ha stanziato centinaia di milioni di euro per avviare la ricostruzione del paese. Per la Somalia, spiega Mohalin “è stato un dono inatteso e una novità. Dopo anni di buio sembra che qualcosa si stia finalmente muovendo e che ci sia un impegno concreto per aiutare il nostro paese a rimettersi in piedi”]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=57]]></link></item><item><title><![CDATA[PRESIDENTE CORREA RIELETTO: UNA VITTORIA DEDICATA AI POVERI ]]></title><description><![CDATA[Una vittoria “storica”, che consente di rafforzare l’impegno a difesa dei poveri e dei deboli: il presidente Rafael Correa ha definito in questi termini l’esito delle elezioni generali di ieri, mentre i risultati parziali confermano il suo vantaggio nei confronti degli altri candidati per la carica di capo dello stato. In un discorso pronunciato nella città di Guayaquil, sulle rive dell’Oceano Pacifico, Correa ha sostenuto di voler rinnovare “l’opzione preferenziale per i poveri”, elemento portante della “rivoluzione civica” avviata dopo la sua prima elezione nel 2007. “E’ un momento storico in questa rivoluzione civica – ha detto il presidente – ringraziamo gli ecuadoriani e i tre milioni di fratelli migranti che vivono in diverse parti del mondo: quando torneranno qui troveranno un paese che ha deciso di essere libero”. Dopo lo scrutinio di circa il 40% delle schede, Correa può contare sul 50,97% dei consensi. Molto distante l’ex-presidente Lucio Gutiérrez, che supera di poco il 27% e l’imprenditore Alvaro Noboa, fermo al 12,19%. A Guayaquil, il capo di stato ha anche fatto riferimento alla crisi dell’economia mondiale e alle sue ripercussioni sull’Ecuador. Secondo Correa la congiuntura internazionale conferma il “successo” delle politiche del suo governo, fondate su aumento della spesa pubblica e sostegno alle fasce bisognose]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=58]]></link></item><item><title><![CDATA[La Somalia dichiara lo stato di emergenza]]></title><description><![CDATA[<P class=MsoPlainText style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Il presidente somalo, Sharif Sheikh Ahmad, assediato nel suo palazzo di Mogadiscio, ha proclamato lo stato di emergenza, per cercare di contenere l'offensiva dei ribelli che dura ormai da sei settimane. L'annuncio del presidente arriva mentre si intensificano i colloqui su un possibile intervento militare da parte degli stati vicini per combattere i gruppi islamici. Lo stato di emergenza non avrà un grande impatto in un paese dove regna il caos dal</P>
<P class=MsoPlainText style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">1991 e dove le forze governative non hanno più alcun controllo, ma potrebbe favorire l'intervento di altri stati. Per diventare effettivo, il decreto deve ancora essere approvato dal parlamento, ma non è ancora chiaro</P>
<P class=MsoPlainText style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">dove e quando si riunirà l'Assemblea nazionale.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=59]]></link></item><item><title><![CDATA[30 anni per genocidio all'ex ministro del Ruanda]]></title><description><![CDATA[<P><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT face="arial, helvetica, sans-serif" size=2>Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda ha condannato l'ex primo ministro del paese, Callixte Kalimanzira, a trenta anni di carcere per genocidio. La sentenza è stata ridotta tenendo conto del fatto che Kalimanzira ha passato in carcere gli ultimi anni, da quando è stato arrestato nel novembre 2005. Il presidente del tribunale, Dennis Byron, ha dichiarato che l'ex primo ministro è stato giudicato colpevole di genocidio e di incitamento pubblico e diretto al genocidio. Secondo la ricostruzione del Tribunale, Kalimanzira era alla guida dei soldati e dei poliziotti che hanno massacrato migliaia di Tutsi che, dietro suo consiglio, si erano rifugiati nella collina di Kabuye, nella provincia meridionale del paese</FONT></SPAN></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=60]]></link></item><item><title><![CDATA[Ribelli ugandesi causano sfollati nel sud-est]]></title><description><![CDATA[Le violenze tra ribelli ugandesi dell’esercito di resistenza del Signore (Lord’s resistance army, Lra) stanno causando migliaia di sfollati nella regione di Haut-Mboumou, sud-est del paese, alla frontiera con la Repubblica democratica del Congo. A denunciarlo è il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) secondo cui “le condizioni di insicurezza crescente stanno spingendo la popolazione delle cittadine di Obo e Mboki a rifugiarsi nelle campagne, in condizioni di vita precarie e senza servizi igienici”. Secondo le stime della Croce rossa africana sono già più di 4500 gli sfollati nella zona, nota nel paese per le ricche piantagioni di caffè e tabacco, cui vanno ad aggiungersi circa 1400 rifugiati provenienti dal Congo, spinti nel paese dagli attacchi dei ribelli. Fuggiti dall’Uganda al temine di negoziati di pace mai giunti alla firma di un accordo da parte del loro capo Joseph Kony, i miliziani dell’Lra hanno sconfinato in Congo, Sud-Sudan e Repubblica centrafricana. Per annientarli i militari di Kampala hanno chiesto e ottenuto il permesso del governo di Bangui di attraversare le sue frontiere. <BR>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=61]]></link></item><item><title><![CDATA[Il dossier della vergogna]]></title><description><![CDATA[<P>Riaperto oggi il dibattito del Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu sui crimini di guerra a Gaza. Alla base dell'inchiesta c'è il Rapporto Goldstone stilato su documenti ufficiali e testimonianze reali.<BR><BR>“Ciò costituisce una ulteriore violazione del diritto internazionale umanitario”. E’ questa la frase posta in calce in ognuna delle 575 pagine che compongono il rapporto delle Nazioni Unite stilato da una Missione inquirente sul conflitto di Gaza. <BR>Il dossier, noto come “<A href="http://it.peacereporter.net/upload/1/17/177/1774/17743.pdf" target=_blank>rapporto Goldstone</A>”, - dal nome del presidente della Missione Richard Goldstone ex giudice della Corte Costituzionale del Sud Africa e ex procuratore dei tribunali penali internazionali per l'ex Jugoslavia e il Ruanda - ha convinto il Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu a riaprire il dibattito sui crimini di guerra commessi nella e dalla striscia di Gaza fra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio del 2009 dall’esercito israeliano e dai militanti palestinesi. Per riuscire a completare l’analisi, che più di una volta viene dichiarata non esaustiva della molteplicità dei fatti, i membri della Missione hanno lavorato per tre mesi, dal maggio al luglio 2009, su diverso materiale informativo. Dopo aver sostenuto e ribadito “la mancanza di cooperazione da parte di Israele” gli esperti hanno specificato di essersi avvalsi di varie fonti: la rilettura delle inchieste giornalistiche e delle ONG, interviste con i familiari delle vittime, con i testimoni e con altre persone in possesso di informazioni rilevanti; la visita presso i siti degli incidenti a Gaza; video satellitari, referti medici e udienze pubbliche a Ginevra. Risultato: 188 interviste individuali, 300 fra fascicoli e documentazioni varie per un totale di 10,000 pagine, oltre 30 filmati e circa 1.200 fotografie. Le indagini hanno accertato la morte di 13 israeliani, fra militari e civili, e circa 1400 palestinesi, fra i quali numerosi bambini. Fra le storie di questi spicca per crudeltà quella di Amal, Souad e Samar tre sorelle cadute sotto i colpi delle Forze di Difesa Israeliane durante un’incursione a Izbat Abd Rabbo, periferia est di Jabaliyah. <BR><BR>“<EM>Nella tarda mattinata del 7 gennaio 2009 – si legge nel report – i carri armati israeliani si spostarono in un piccolo pezzo di terra agricola di fronte alla casa. Poco dopo le 12:30, gli abitanti di quella parte di Izbat Abd Rabbo udirono dei messaggi al megafono che invitavano tutti i residenti a lasciare [le loro case ndr]<BR>Verso le 12:50, Khalid Abd Rabbo, sua moglie Kawthar, le loro tre figlie, Souad (9 anni), Samar (5 anni) e Amal (dai 3 anni), e sua madre, Hajja Souad Abd Rabbo, uscirono fuori di casa, tutti portando bandiere bianche. A meno 10 metri dalla porta c’era un carro armato, si voltò verso la loro casa. Due soldati erano seduti su di esso e stavano consumando uno spuntino (uno stava mangiando patatine e l’altro del&nbsp; cioccolato, secondo uno dei testimoni). La famiglia si fermò, in attesa degli ordini dei soldati come avrebbe dovuto fare, ma nessuno lo diede. Senza preavviso, un terzo soldato uscì dall'interno del carro armato e iniziò a sparare sulle tre bambine e poi anche sulla loro nonna. Diversi proiettili colpirono Souad al torace, Amal allo stomaco e Samar nella nuca. Khalid e Kawthar Abd Rabbo trasportarono le loro tre figlie e la madre all'interno del casa. Lì, loro ed i membri della famiglia che erano rimasti dentro cercarono di chiamare aiuto da un telefono cellulare.<BR>Hanno anche chiesto aiuto a un vicino di casa, Sameeh Atwa Rasheed al-Sheikh, che era un conducente di un'ambulanza e aveva la sua ambulanza parcheggiata vicino alla sua casa e che decise di venire in loro aiuto. Si mise i vestiti d’equipaggiamento per l’ambulanza e chiese a suo figlio di indossare un giubbotto fluorescente.<BR>Guidarono per pochi metri dalla loro casa nelle immediate vicinanze di Abd Rabbo, quando i soldati israeliani vicino alla casa Abed Rabbo ordinarono loro di fermarsi e uscire dalla veicolo. Al Sameeh-Sheikh protestò dicendo che stava aiutando la famiglia Abd Rabbo e doveva portare i feriti in ospedale. I soldati ordinarono a lui e suo figlio di spogliarsi e poi rivestirsi. Poi ordinarono loro di abbandonare l'ambulanza e di camminare verso Jabaliyah. Quando la famiglia tornò a Izbat Abd Rabbo il 18 Gennaio, trovò che l'ambulanza era ancora nello stesso posto, ma era stata schiacciata, probabilmente da un carrormato.<BR>All'interno della casa Abed Rabbo, Amal e Souad morirono per le ferite. [...] Samar venne trasferita all'ospedale Al-Shifa e poi, attraverso l'Egitto, in Belgio, dove è attualmente ricoverata in ospedale. Secondo quanto detto dai suoi genitori, Samar ha subito una lesione spinale e resterà paraplegica per il resto della sua vita</EM>”.<BR><BR>Le violazioni al diritto internazionale rilevate a carico del Governo di Gerusalemme vanno dall’uso sproporzionato della forza militare – il fascicolo Goldstone ricorda che l’esercito israeliano è uno dei più potenti al mondo – all’impiego, accertato per mezzo di prove e testimonianze, delle bombe al fosforo bianco vietate dalle convenzioni internazionali. Nel rapporto sono inoltre contenuti capitoli riguardanti la distruzione di case e ospedali e l’utilizzo dei civili come scudi umani per fermare i lanci dei razzi dei militanti palestinesi.</P>
<P>Agli attacchi condotti da questi dentro il territorio israeliano è dedicata la terza parte del rapporto che specifica “la Missione è stata impossibilitata a condurre un’investigazione sul sito a causa della decisione del Governo di Israele di non cooperare” .<BR>Per questo motivo il pool ha potuto condurre solo interviste telefoniche e pubblicare dati riguardanti l’attività terroristica condotta dai tre principali gruppi armati palestinesi: Izz al-Din al Qassam Brigades987, al Aqsa Martyrs’ Brigades e Islamic Jihad. A loro è ascritto il reato di aver lanciato circa 8000 razzi dal confine di Gaza verso il territorio israeliano dal 2001.<BR>Per ciò che concerne il periodo preso in esame dalla Missione il dossier riporta:<BR><BR>“<EM>Tra il 18 giugno 2008 e il 31 luglio 2009, ci sono stati quattro morti in Israele come un conseguenza di razzi e colpi di mortaio da Gaza, fra i quali tre vittime civili e un<BR>militare.<BR>Il 27 dicembre 2008, Beber Vaknin, 58 anni, di Netivot è stato ucciso quando un razzo sparato da Gaza ha colpito un edificio residenziale a Netivot. Il 29 dicembre 2008, Hani al-Mahdi, 27 anni, di Aroar, un insediamento beduino a Negev, è stato ucciso quando un missile tipo Grad sparato da Gaza è esploso in un cantiere<BR>in Ashkelon. Lo stesso giorno, in un altro incidente, Irit Sheetrit, 39 anni, è stato ucciso, e diversi sono stati i feriti, quando un razzo Grad è esploso nel centro di Ashdod. Le brigate al-Qassam hanno rivendicato la responsabilità per l'attacco.<BR>Il 29 dicembre 2008, un membro delle forze armate, Warrant Officer Lutfi Nasraladin, 38 anni, del comune di drusi Daliat el-Carmel, è stato ucciso da un attacco di mortaio su una base militare vicino a Nahal Oz</EM>”.<BR><BR>Questi, fra gli altri, i reati compiuti dalle due fazioni in guerra che, secondo quanto rivelato nel rapporto avrebbero infranto la maggior parte delle leggi interne e internazionali sui diritti umani dalla Convenzione di Ginevra del 1949 alla Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici. <BR>La Missione che – si legge – “ha investigato un grande numero di casi [...] ha rilevato che molti di questi hanno sostanza”.<BR>Dopo il dibattito di oggi, precedentemente rinviato a marzo per le proteste ufficiali di Israele e poi riaperto dopo le pressioni di Amnesty International e dell’Europa, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu potrebbe richiedere a Israele e all’Autorità palestinese di dimostrare l’avvio di un’indagine imparziale sui crimini di guerra accertati nel dossier. Allo scadere dei sei mesi dalla possibile istanza l’Onu dovrebbe inviare i fascicoli al procuratore della Corte penale internazionale dell’Aja.</P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=62]]></link></item><item><title><![CDATA[MOGADISCIO: VITTIME CIVILI NEI COMBATTIMENTI]]></title><description><![CDATA[Almeno 12 civili sono morti nei combattimenti in corso da ieri sera tra insorti armati e soldati dell’esercito regolare in diversi quartieri della capitale. Il bilancio aggiornato delle violenze è stato reso noto dalle emittenti locali secondo cui, nelle ultime ore, anche i "caschi verdi" dell’Unione Africana (Amisom) starebbero sostenendo la controffensiva dei militari. Gli scontri sono cominciati nella tarda serata di ieri con un attacco, da parte degli insorti, contro il palazzo presidenziale ‘Villa Somalia’ nel cuore della capitale e sono proseguiti per tutta la notte propagandosi anche in altri quartieri come il popoloso Suqa al Holana, bombardato con almeno una ventina di colpi di mortaio. Ieri, da Addis Abeba dove è in corso il 14° vertice dell’Unione Africana (UA), l’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) ha esortato i governi del Somaliland e Puntland, regioni semi-autonome del nord della Somalia, a “coordinarsi in stretto contatto con il governo centrale per contrastare la minaccia comune posta da ‘Hizb-ul Islam’ e ‘Shebab’, principali sigle dell’insurrezione. Nelle ultime settimane anche le due regioni settentrionali – relativamente pacificate rispetto al resto del paese - erano state teatro di attentati e violenze da parte degli insorti ]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=63]]></link></item><item><title><![CDATA[EX-DIPLOMATICO ERITREO ALLA GUIDA DEI ]]></title><description><![CDATA[<TABLE border=0 cellSpacing=2 cellPadding=2 width="100%">
<TBODY>
<TR>
<TD colSpan=3></TD></TR>
<TR>
<TD class=notiziaTesto colSpan=3>
<P align=justify>Sarà Haile Mankerios, ex-diplomatico eritreo, a prendere il comando della missione Onu in Sudan (Unmis): lo ha annunciato il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, aggiungendo che “lo scopo di questa nomina è facilitare il processo di pace in corso tra Nord e Sud del paese". Le Nazioni Unite, ha detto il Segretario generale, “lavoreranno fianco a fianco dell’Unione Africana (UA) per favorire l’unione e la stabilità del Sudan, in procinto di votare alle elezioni generali, le prime in 24 anni”. Ban Ki-moon ha sottolineato l’importanza di definire “gli ultimi nodi che ostacolano la piena realizzazione degli accordi di pace del 2005” in modo da preparare il paese per il secondo appuntamento importante, “quello dei referendum del 2011 chiamato a decidere lo status della regione centrale di Abyei e l’autodeterminazione del Sud". Menkerios dovrebbe cominciare assumere il nuovo incarico a partire da fine mese.</P></TD></TR></TBODY></TABLE>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=64]]></link></item><item><title><![CDATA[VERTICE UA: ELETTO NUOVO CONSIGLIO PER PACE E SICUREZZA]]></title><description><![CDATA[È stata completamente rinnovata la composizione del Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana (UA), uno degli organismi più importanti, insieme alla Commissione, dell’architettura politica dell’UA. Lo si apprende da una nota ufficiale, nella quale si precisa che durante i lavori del vertice ordinario in corso ad Addis Abeba sono stati approvati i nomi dei 15 nuovi stati membri. Zimbabwe, Nigeria, Kenya, Libia e Guinea Equatoriale sono stati eletti per un mandato di tre anni, mentre gli altri 10 paesi (Burundi, Ciad, Gibuti, Rwanda, Mauritania, Namibia, Sudafrica, Benin, Costa d’Avorio e Mali) resteranno in carica per soli due anni. Gli stati membri del Consiglio per la pace e la sicurezza - incaricato di gestire le crisi politiche e i conflitti armati del continente, con il potere di adottare sanzioni e sospendere i paesi che violino i regolamenti dell’UA - sono eletti su base regionale: tre rappresentanti per l’Africa centrale, per quella orientale e per quella australe, due per l’Africa settentrionale e quattro per quella occidentale ]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=65]]></link></item><item><title><![CDATA[Ma dove sta andando l'Africa?]]></title><description><![CDATA[<P>Quella del 2013 è un Africa in profonda trasformazione, segnata dalla crescita del prodotto interno lordo a livello continentale, ma anche dalle tante miserie del passato che pesano, quasi fossero una sorta di pesante fardello, sul destino dei popoli. Esse, in particolare, riconducono, da un punto di vista storiografico, al circolo vizioso che, a partire dalla debolezza dell'apparato statale, determina, non solo un'evidente incertezza dell'identità nazionale, ma anche il fallimento dei sistemi di sviluppo che dovrebbero garantire benefici ai ceti meno abbienti, fortemente maggioritari un po' dappertutto. Ecco che allora, per quanto possa essere arguto lo sguardo analitico sull'interazione fra discorsi identitari di questo o quel gruppo, di questa o quella etnia e le politiche nazionali, gli assetti di stabilità interna dipendono ancora in gran parte dalle continue interferenze extra-continentali, non solo occidentali, ma anche sudamericane, mediorientali e asiatiche. L'ormai cronica crisi della "Res Publica", che riguarda drammaticamente molti Paesi africani, è oggetto di una discussione complessiva che divide lo scenario tra "afro ottimisti" e "afro pessimisti". I primi, ritengono che la via del riscatto passi attraverso l'azione decisa del cartello dei Brics. La nomina, lo scorso anno, della signora Nkosazana Dlamini-Zuma alla guida della Commissione dell'Unione Africana (Ua), va letta in questa prospettiva, trattandosi di una donna sudafricana, latrice non solo degli interessi del suo Paese, ma anche di quelli, in senso lato, dei Brics (che oltre al Sudafrica, include Brasile, Russia, Cina e India). Sul versante opposto, poi, vi sono i detrattori che considerano il continente, ancora oggi, solo e unicamente come terra di conquista. Sta di fatto che le recenti crisi in Mali, Repubblica Democratica del Congo e Centrafrica, per non parlare della questione sudanese e di quella somala, richiamano alla mente i lasciti condizionanti dell'azione coercitiva esercitata dalle ex potenze coloniali. Lasciti che hanno assunto nel corso degli ultimi cinquant'anni, a livello fenomenologico, le sembianze del cosiddetto "neo colonialismo". Semmai, oggi, la differenza, rispetto al passato, sta nella crescita numerica degli attori commerciali che guardano con bramosia alle fonti energetiche e alle ricchezze naturali del continente. D'altronde, tutti sanno che i Paesi in cui la conflittualità è più acuta sono quelli maggiormente parcellizzati dagli interessi stranieri. E sebbene le potenze emergenti, Cina in primis, abbiano dichiarato di voler realizzare un "grande disegno per una prosperità condivisa", all'insegna cioè del multipolarismo, che spaventa soprattutto i governi occidentali, ridimensionandone sia la leadership economico-finanziaria che le reali capacità di controllo, dall'altra, le realtà statuali africane non riescono ancora a farsi interpreti delle istanze di partecipazione e legalità rivendicate dalla società civile. Se da una parte va ricordato che le carestie continuano a mietere vittime - nel 2011 nel Corno d'Africa, lo scorso anno nella fascia saheliana - dall'altra, occorre ricordare che secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) nel 2012 il Ghana è cresciuto del 13,5%, il Niger del 12,5%, l'Angola del 10,5%. Mediamente, la crescita del Pil, a livello continentale, è intorno al 6%, anche se (dato non irrilevante) il nuovo corso dei Brics di cui scopra, ha esaltato la tendenza, in parte già in atto, alla concentrazione di elevate proporzioni della ricchezza nelle mani di una piccola minoranza, le oligarchie al potere. Una cosa è certa: la dialettica tra istituzioni e società africane, quella cioè delle reti familiari estese e il loro rapporto, antagonistico o ancillare, con lo Stato, come anche il coinvolgimento delle autorità tradizionali nei processi di riforma e nelle politiche di sviluppo e welfare, sono tutti elementi di un puzzle in cui il contributo della società civile è già oggi e sarà in futuro determinante. La graduale, a tratti contrastante e incoerente, ma pur sempre significativa crescita dei sindacati in Sudafrica, come anche la sporulazione di associazioni, gruppi e movimenti attenti al sociale, sono tutti segnali che indicano la via di un possibile cambiamento. Nessuno ha la sfera di cristallo per leggere il futuro, ma occorre, certamente, vigilare nei confronti di quei poteri, più o meno occulti, a volte dichiarati, di matrice straniera, che considerano il business un'opportunità a senso unico, solo per loro, perché - come recita un proverbio africano - "quando un leone mostra i denti non bisogna credere che stia ridendo".? </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews557.htm">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=66]]></link></item><item><title><![CDATA[Terre rubate e biocarburanti  Il cibo in calo dove si soffre la fame]]></title><description><![CDATA[<P>La crescita dell'accaparramento dei terreni soprattutto in Africa è dovuta per il 50% alla coltivazione di biocarburanti. Entro il 2040 saranno necessari alla loro sussistenza 100 milioni di ettari di terre. Dalla crisi finanziaria del 2008 ad oggi, il fenomeno è cresciuto del 1000%. Un dossier di ActionAid spiega come UE e Italia sfruttano terre per i biocarburanti, complici governi deboli e corrotti ActionAid redige un lungo dossier su quanto e come i biocarburanti per il Nord del mondo siano tra i primi responsabili del furto di terreni agricoli nel Sud del mondo. Il land grabbing è uno sandalo vecchio, ma dal 2008, con l'inizio della crisi, questo fenomeno è cresciuto del 1000%. La domanda di terra vola. Gli investitori cercano dove coltivare cibo per l'esportazione, o semplicemente per fare profitto. L'uso maggiore dei terreni agricoli comprati dai paesi industrializzati è destinato all'utilizzo di biocarburanti: tra il 2000 ed il 2010, su un totale di 70,9 milioni di ettari, già acquisiti o soggetti ad acquisizione da parte di investitori nazionali e internazionali, circa 37,2 milioni erano destinati alla produzione di biocarburanti. Secondo le recenti previsioni fatte dall'International Energy Agency (IEA) sul consumo di biocarburanti, per il 2040 si stima che saranno necessari alla loro sussistenza 100 milioni di ettari agricoli. Ciò si tradurrà in un aumento del 333% della terra impiegata per la produzione di agro-energie in appena quarant'anni. Alcuni problemi causati dai biocarburanti. Il biocarburante esiste in virtù del biocombustibile, cioè un propellente ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero. E dunque, i biocarburanti riducono la disponibilità di derrate alimentari e aumentano la fame nel mondo. Peraltro, la coltivazione delle materie prime necessarie a produrli, in generale, è inquinante: la produzione di biodiesel, per esempio, è molto dispendiosa dal punto di vista idrico. Il problema poi della quantità di terre che richiede la sua produzione è devastante: in Italia, tanto per fare un esempio, la superficie agricola utile è di 13 milioni di ettari totali. Un semplice conteggio stima un ipotetico bisogno di 40 milioni di ettari per alimentare i veicoli italiani a biodiesel (fonte Coldiretti). Un calcolo calorico porta a dire che mantenere i veicoli col cibo umano è dispendioso. Questi solo alcuni dei problemi legati all'uso dei biocarburanti. E allora, come si risolve la cocciuta volontà di utilizzarli nei paesi industrializzati? Si tolgono le terre ai contadini dei paesi sottosviluppati. Perché si depredano terre e dove. Com'è noto, l'Africa subsahariana è il principale target, con 34,3 milioni di ettari, di cui 18,8 milioni per biocarburanti: Etiopia, Malawi, Mozambico, Nigeria, Sudan, Tanzania e Uganda sono i paesi più sfruttati per gli investimenti in biocarburanti. Queste zone sono di particolare attrazione per gli investitori in bioenergie per la loro collocazione geografica, per il potenziale di crescita agricola e soprattutto per la disponibilità di terra a basso costo. Nel futuro, poi, l'espansione del land grabbing aumenterà, tanto nell'Africa subsahariana quanto in America Latina. L'Europa compra terre africane per i biocarburanti: Secondo il rapporto Gallagher del 2008 (uno studio che il governo britannico ha commissionato all'Agenzia per i carburanti rinnovabili, curato dal responsabile dell'Agenzia, il professor Ed Gallagher), l'Europa concorre alla crescita del fenomeno, soprattutto per il consumo di biocarburanti e bioliquidi. Complessivamente, il rapporto Gallagher ha valutato che entro il 2020 saranno necessari tra i 22 ed i 31,5 milioni di ettari. L'Unione Europea, oltre ad essere uno dei principali produttori e consumatori di biocombustibili a livello mondiale, è anche uno dei protagonisti su scala globale dell'accaparramento di terre nei paesi in via di sviluppo. "È necessario fermare la corsa all'accaparramento di terre, eliminando quelle politiche che la incentivano, come quella europea di sostegno alla produzione ed al consumo di biocarburanti, e vincolando gli investimenti in agricoltura ad obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale, oltre che di rispetto per i diritti umani", dichiara Roberto Sensi, che ha curato il dossier sul land grabbing per ActionAid. Intanto però la domanda di biocombustibili nei Paesi dell'UE è in costante aumento e questo spinge un numero crescente di imprese europee, in particolare quelle petrolifere e del settore delle energie rinnovabili, ad investire in terra per coltivazioni agro-energetiche. L'Italia e il land grabbing. Secondo lo studio di Actionaid, il nostro Paese svolge un ruolo di primo piano nell'accaparramento di terre, nel settore delle energie rinnovabili e in quello petrolifero, ma prevalentemente per biocarburanti, acquistando terre sempre in Africa. Anche il governo italiano sostiene questo fenomeno e lo fa sia attraverso accordi di cooperazione e promozione con aziende, che investono in produzioni agro-energetiche, sia con sostegni al settore dei biocombustibili. A partire dal 2008, almeno sei imprese italiane hanno cercato di investire in Senegal, con l'obiettivo di produrre materia prima agricola per biocarburanti su una superficie complessiva di 145.000 ettari, ovvero il 3,8% del totale della superficie agricola coltivabile del Paese. Tra le altre società, Eni, Agroils e Green Power sono attive nel continente africano Deboli politiche africane e furto delle terre: "In molti paesi africani la terra formalmente appartiene allo Stato, che svolge un ruolo chiave nella allocazione dei terreni e quindi nello sviluppo degli investimenti - spiega ancora Sensi - tuttavia, il sistema di proprietà è molto complesso, caratterizzato da diritti consuetudinari e da sistemi di gestione decentrati a livello locale, come villaggi e comunità". Inoltre, in molti paesi le politiche sulla terra sono scarse: in Africa, i diritti di proprietà formalizzati esistono su circa il 10% della terra, principalmente in aree urbane. In molti paesi africani, i vincoli posti agli investitori sulle valutazioni degli impatti ambientali e sociali dei loro progetti commerciali sono deboli. La concentrazione delle proprietà. La promozione di investimenti su larga scala conduce alla concentrazione della proprietà terriera, in contrasto con una sua redistribuzione più equa che permetta alle popolazioni di beneficiarne. Gli investimenti su larga scala, stimolati dalla politica europea sui biocarburanti, creano incertezza e instabilità circa lo status e l'utilizzo delle terre, con negative conseguenze sulla povertà: l'accesso alla terra, infatti, è un fattore chiave nelle politiche di lotta alla fame. </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews557.htm">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=67]]></link></item><item><title><![CDATA[Migliaia di bambini diventano soldati]]></title><description><![CDATA[<P>Sono migliaia i bambini sfollati e soli, separati dalle loro famiglie, che vivono in campi e rifugi improvvisati nell’area orientale della Repubblica Democratica del Congo, completamente esposti al rischio di violenze sessuali e stupri, o a quello del rapimento per essere arruolati come bambini soldato nelle milizie armate. L’arruolamento nelle milizie in questa zona è molto più di una possibilità, come è avvenuto in Sud Sudan dove risultano arruolati almeno 2.000 bambini soldato, e bisogna ricordare che nel 2012 sono ancora almeno 14 in tutto il mondo i paesi dove i bambini vengono coinvolti attivamente nei sanguinosi conflitti in corso. Questa la denuncia di Save the Children, che in collaborazione con alcune organizzazioni partner locali sta lavorando con successo nella provincia del Nord Kivu (RDC) nell’identificazione di alcuni dei minori tra i più piccoli e dei loro genitori con l’obiettivo di riunificare le famiglie disperse allontanando i bambini dai rischi più gravi. Sono ormai circa 1 milione gli sfollati nella provincia a seguito della recente escalation di violenza tra l’esercito dei ribelli e quello congolese, e migliaia di bambini che si ritrovano soli hanno perso completamente ogni tipo di notizia sui loro cari, come Beatrice, di 14 anni: “Ero a casa sola con la mia sorellina quando abbiamo sentito gli spari e le urla dei soldati che entravano nel villaggio, tutti scappavano verso la foresta, ero terrorizzata, non sapevo cosa fare, ho preso mia sorella per mano e ho seguito gli altri camminando per un giorno intero, lei che continuava a piangere chiamando la nostra mamma.” Lillian, che ha 14 anni, al ritorno dalla scuola ha trovato il suo villaggio invaso dai gruppi armati mentre i suoi familiari erano scappati. Quando ha visto con i suoi occhi quattro sue amiche violentate dai miliziani, due delle quali sono poi morte a seguito dello stupro, ha cercato di scappare lontano dal villaggio. Non aveva ne vestiti ne denaro ma è riuscita a raggiungere un campo profughi dove è rimasta per 4 mesi, fino a Novembre, quando è dovuta scappare di nuovo perché i ribelli si stavano avvicinando e ha raggiunto Goma camminando da sola per ore terrorizzata dal timore di poter essere aggredita. Con l’aggravarsi dell’emergenza minori nell’area, Save the Children ha intensificato gli interventi di protezione in loro favore. “Abbiamo trovato bambini soli che ci hanno raccontato storie drammatiche sulla fuga dai combattimenti nella quale hanno smarrito i loro genitori. Spesso non hanno alcuna idea di dove possano essere i loro familiari e non sanno se sono sopravvissuti. Stiamo facendo ogni sforzo per aiutare questi bambini a ritrovare le loro famiglie,” ha dichiarato MacGillivray, Direttore di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo. Nelle zone interessate dal conflitto, Save the Children ha per ora già identificato con sicurezza 923 minori soli ma si stima che ne siano migliaia sparsi nel Nord Kivu. Anicet, 10 anni, è uno dei bambini che è stato aiutato da Save the Children a ritrovare i propri genitori con i quali ha potuto riunirsi dopo esser stato per mesi da solo, convinto che fossero morti nei combattimenti dai quali era fuggito nella regione Nord del Kivu: “Non credevo ai miei occhi quando ho rivisto mio padre, spero che si possano aiutare subito anche gli altri bambini che erano con me a ritrovare i loro genitori.” Fonte: savethechildren.it </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews557.htm">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=68]]></link></item><item><title><![CDATA[La metà del cibo prodotto nel mondo finisce in spazzatura ]]></title><description><![CDATA[<P>I dati del rapporto "Global food, waste not, want not" curato dalla britannica Ime evidenziano che tra il 30% e il 50% dei prodotti non arrivano ai consumatori Circa la metà del cibo prodotto nel mondo - due miliardi di tonnellate circa - non viene consumato e finisce nella spazzatura senza essere riciclato. <BR>Questa è l'impressionante conclusione di un rapporto curato dalla britannica Institution of mechanical engineers(Ime) che nelle sue analisi denuncia, tra i fattori di spreco, per il mondo sviluppato le date di scadenza troppo ravvicinate indicate sugli alimenti e per il mondo in via di sviluppo le "pratiche tecniche e agricole arretrate". Il rapporto dell'Ime - Global food, waste not , want not - mette per la prima volta in rilievo in tutta la sua portata il fenomeno strutturale dello spreco alimentare servendosi di date e statistiche dettagliate. Le nude cifre sono impressionanti. Tra il 30% e il 50% degli alimenti preparati per il consumo non arrivano mai sul piatto dei consumatori e questo a fronte di una situazione che, secondo le stime Onu, vede in prospettiva una crescente pressione sulle risorse naturali. L'Onu stima che nei prossimi decenni ci saranno altri 3 miliardi di bocche da sfamare e proprio in considerazione di questo trend l'Ime invita a combattere lo spreco sistematico di cibo. <BR>La cosa non riguarda naturalmente soltanto i prodotti "finiti". In Gran Bretagna, ad esempio, circa il 30% delle verdure coltivate non vengono mai raccolte e questo significa in concreto lo spreco - oltre che delle stesse verdure - di qualcosa come 550 miliardi di metri cubici d'acqua utilizzati per innaffiare prodotti che non raggiungeranno mai i consumatori. Le diete a base di carne, aggiunge l'Ime, complicano ulteriormente la situazione considerato che per l'allevamento lo sfruttamento delle risorse idriche è molto più elevato (per un chilo di carne serve acqua in quantità 20, 50 volte più elevata che per l'equivalente in vegetali). Tim Fox, responsabile energia ambiente per l'Ime, ha spiegato "il quantitativo di cibo sprecato e perso in tutto il mondo è vertiginoso. Questo cibo potrebbe essere usato in prospettiva per alimentare la popolazione mondiale, in costante aumento come per far fronte ai bisogni di chi soffre la fame oggi. E tutto cià implica anche uno spreco non necessario di terra, acqua e energia....<BR>I governi e le agenzie internazionale, e l'Onu in particolare, dovrebbero lavorare di concerto per fare in mondi di cambiare la mentalità della gente e scoraggiare le pratiche di spreco di contadini, produttori di cibo, supermercati e consumatori". </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews558.htm#lame">BANGLANEWS</A> </P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=69]]></link></item><item><title><![CDATA[In Sud Kordofan e Blue Nile popolazioni allo stremo]]></title><description><![CDATA[<P>La crisi peggiora, soprattutto dal punto di vista umanitario in Sud Kordofan e Blue Nile per mancanza di volontà da parte dei contendenti impegnati a scontrarsi sul terreno: a sollevare l'allarme sulla situazione dei civili intrappolati dai combattimenti nelle due regioni meridionali del Sudan è John Ging, coordinatore Onu per le operazioni di assistenza umanitaria (Ocha) secondo cui è fondamentale riuscire ad avere accesso immediato alle popolazioni nei due stati. Secondo i dati forniti dall'organismo delle Nazioni Unite - riferisce l'agenzia Misna - il numero delle persone affette in vario modo dai combattimenti "ha superato le 700.000 unità", molti dei quali per sopravvivere "sono costretti a mangiare foglie e radici". Ging ha ammesso che nonostante gli sforzi, nell'ultimo anno le organizzazioni umanitarie non sono riuscite ad arrivare alle popolazioni colpite. "Il fatto che, nel 2013 migliaia di persone vivano in condizioni così disperate è semplicemente inaccettabile" ha proseguito il responsabile Ocha secondo cui, finora, le trattative per consentire accesso agli operatori umanitari, tra il governo di Khartoum e i ribelli del Movimento per la liberazione del Sudan - Nord (Splm-N) non hanno portato "a niente". Il coordinatore ha riferito che ci sono tonnellate di aiuti e medicinali bloccati nei container al limite delle zone colpite "ma che non riescono ad accedere per mancanza di volontà politica da entrambe le parti". Il Sudan accusa il governo di Juba di sostenere la ribellione nelle due regioni di frontiera. Un'accusa smentita dai responsabili del Sud che hanno più volte assicurato di aver interrotto ogni rapporto con l'Splm-N. Lo scorso fine settimana, dopo l'ennesimo incontro ad Addis Abeba i presidenti dei due Paesi hanno riconfermato l'impegno a creare una zona demilitarizzata lungo la frontiera. (R.P.) </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews558.htm#insu">BANGLANEWS</A> </P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=70]]></link></item><item><title><![CDATA[Armi: il gioco delle cifre]]></title><description><![CDATA[<P>Le autorizzazioni all'esportazione (licences) comunicate dall'Italia all'UE sono ovviamente identiche (comprese le coproduzioni) a quelle riportate nell'ultima Relazione della Presidenza del Consiglio del maggio scorso. <BR>Come il governo Berlusconi, anche il governo Monti ha però scelto di segnalare all'UE solo i totali delle consegne (exports) di materiali militari ai singoli paesi senza riportarne la specifica tipologia: una scelta che non favorisce certo la trasparenza. <BR>Ma soprattutto, come lo scorso anno, anche quest'anno le cifre tra il Rapporto nazionale al Parlamento italiano e quelle della Relazione all'UE non corrispondono. <BR>Mentre, infatti, il Rapporto ufficiale della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di armamenti italiani riporta come "operazioni di esportazione effettuate" (cioè le consegne) un valore di oltre 2664 milioni di euro, il governo italiano ha segnalato all'UE esportazioni effettuate (exports) per soli 1022 milioni di euro, cioè meno della metà. In precedenza - cioè fino a due anni fa - le cifre erano perfettamente identiche anche perché, trattandosi di materiali già consegnati e registrati dall'Agenzia delle Dogane, non dovrebbero esserci disparità nei dati delle due Relazioni. <BR>Che invece ci sono. <BR>Un mistero? Non proprio. <BR>La cifra segnalata dall'Italia all'UE non è casuale. <BR>Corrisponde infatti quasi perfettamente alle esportazioni di "armi e munizioni" (a prevalente uso civile e sportivo e quindi non militare) che si possono ritrovare nel database dell'Istat sul commercio estero: alla categoria SH 93, infatti, l'Istat riporta per il 2011 un'esportazione mondiale di armi (comprese le civili) dall'Italia per 1.026.518.518 euro, e la Relazione all'UE ne segnala (di militari) per 1.022.662.340 euro. <BR>La corrispondenza delle cifre tra Istat (armi civili) e relazione all'UE (armi militari) è quasi perfetta per quanto riguarda alcuni paesi destinatari ai quali - secondo la voluminosa relazione governativa consegnata al Parlamento lo scorso maggio - l'Italia non avrebbe esportato armi nel 2011: a cominciare da alcuni paesi sotto embargo come Afghanistan (94.000 euro), Bielorussia (1.183.387 euro), Cina (1.933.442 euro) e Libano (2.125.962 euro). <BR>Anche in altri casi, le cifre sulle consegne corrispondono quasi perfettamente tra Istat (armi soprattutto civili) e Relazione UE (armi militari) ma divergono ampiamente dalla Relazione ufficiale consegnata al Parlamento: è il caso di Algeria (solo 8,6 milioni di euro segnalati all'UE a fronte degli oltre 82 milioni di euro di consegne riportati nella Relazione al parlamento), Arabia Saudita (solo 9,9 milioni di euro mentre la Relazione governativa ne riporta per oltre 142 milioni), Emirati Arabi Uniti (16 milioni di euro, la Relazione governativa riporta invece oltre 56 milioni), Marocco (solo 6,1 milioni di euro, ma per la Relazione governativa sono oltre 55 milioni), India (solo 30 milioni di euro, nella Relazione governativa sono quasi 217 milioni di euro), Pakistan (122 milioni mentre la Relazione ne riporta solo 116 milioni), Russia (ben 20,6 milioni di euro a fronte dei soli 2,8 milioni riportati nella Relazione governativa) e Turkmenistan (solo 5,2 milioni a fronte degli oltre 82,7 milioni di euro scritti nella Relazione governativa italiana). <BR>Figurano nella Relazione all'UE esportazioni italiane di armi anche alla Repubblica di Moldavia (319.668 euro) e alla Santa Sede (1.840 euro, probabilmente un po' di cartucce per le mitragliette della guardia vaticana) di cui ovviamente non c'è traccia nella Relazione governativa. Riassumendo, delle due l'una: 1) le esportazioni di armi riportate dall'Istat per "armi a uso civile, per la difesa personale, per lo sport e la caccia" riguardano di fatto anche le "armi ad uso militare" e allora come tali andrebbero debitamente tutte riportate dal governo anche nella Relazione ufficiale al Parlamento italiano (nella quale invece non c'è traccia di queste armi); 2) i funzionari del governo sono degli assoluti incompetenti e hanno fatto confusione tra "armi civili" e "armi militari". C'è ovviamente anche una terza ipotesi ma è alquanto sgradevole: quella, cioè, che qualche funzionario governativo abbia volutamente truccato le cifre. <BR>In qualsiasi caso, gli ultimi due governi italiani (Berlusconi e Monti) appaiono molto simili riguardo alla comunicazione sull'export di armi: non segnalando all'UE le specifiche tipologie nelle consegne di armamenti hanno entrambi mantenuto un prudente riserbo sui sistemi d'arma effettivamente esportati dall'Italia. Inoltre, comunicando solo le cifre totali - che somigliano ai dati Istat - hanno offerto al pubblico un dato plausibile (ma qualche maligno direbbe "ingannevole") che può avere un qualche riscontro documentale. <BR>Così facendo hanno comunque entrambi evitato di esporsi a interrogativi imbarazzanti: se, infatti, si fossero comunicati all'UE gli effettivi 2664 milioni di euro di consegne di materiali militari e la loro tipologia, l'Italia sarebbe balzata all'occhio per essere (come di fatto è) il secondo paese europeo per esportazioni effettive di armi, dopo la Francia (3.647 milioni di euro) ma prima della Spagna (2.431 milioni di euro) e soprattutto della Germania (secondo il rapporto del Bundesministerium für Wirtschaft und Tecnologie le armi tedesche esportate nel 2011 avrebbero un valore di circa 1285 milioni. <BR>Come detto, mancano anche i dati del Regno Unito, ma i governi di Downing Street non fanno certo dell'europeismo il proprio vessillo. <BR>Nel frattempo, il governo Monti ha rassegnato le dimissioni: è però tuttora in carica per gli affari correnti. <BR>Ci auguriamo perciò che non voglia mancare di darci qualche spiegazione sulle stranezze delle cifre italiane riportate nella Relazione ufficiale all'Unione Europea sulle esportazioni di materiali militari. <BR>Ne va, per quel che conta, della sua credibilità di "governo dei tecnici". (Giorgio Beretta) </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews558.htm#armi">BANGLANEWS</A> </P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=71]]></link></item><item><title><![CDATA[Mali; uranio, oro... e un po' di guerra]]></title><description><![CDATA[<p><emL'intervento militare internazionale nel Mali e le sue ricadute, come la presa di ostaggi in Algeria, hanno fatto riemergere le domande che da decenni ci tormentano. Fino a che punto è lecita questa guerra? Le truppe straniere, prime fra tutte quelle francesi, sono lì per combattere il terrorismo o per servire gli interessi economici delle potenze? E' un intervento per la democrazia o un atto di neo-colonialismo?</em> </p><p>
       
Sembra di parlare non del Mali ma di Iraq, Afghanistan, Libia, e non solo. La risposta dipende dagli ideali di ognuno, perché questi sono temi che si prestano solo a risposte complesse e piene di sfumature. Proviamo intanto con i fatti.
</p><p>1. Una guerra lecita? Il pacifista risponderà no, perché nessuna guerra è lecita. Chi invece riconosce la validità degli accordi tra Stati, accetta anche la Risoluzione 2071 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che il 12 ottobre ha approvato un intervento militare in Mali da parte delle organizzazioni sovranazionali africane, l'Unione Africana e la Comunità economica degli Stati dell'Africa Occidentale. La risoluzione dava alle due organizzazioni 45 giorni di tempo per presentare un piano di intervento. Prima che il piano fosse pronto, la situazione nel Mali è precipitata. La Francia è intervenuta con le proprie truppe, visto che i peace keeper africani non si muovevano, e i leader dei Paesi del G8 hanno applaudito, chiedendo intanto ai Paesi dell'Africa di fare il proprio "dovere".
</p><p>2. Paura dei terroristi? La minaccia islamista dei gruppi armati che s'ispirano ad Al Qaeda è più che reale. Respinti dall'Algeria, dove sono stati molto attivi dal 1995 al 2005, questi gruppi sono pian piano scivolati verso Sud per agganciarsi alle battaglie locali in corso. In Nigeria si sono alleati alla setta islamista Boko Haram. Nel Mali hanno infiltrato, fino a controllarla, la lotta dei tuareg per l'indipendenza dal Governo centrale, a sua volta indebolito da un colpo di Stato militare secondo molti ispirato da Nicolas Sarkozy ma realizzato da un ufficiale, il capitano Amadou Aya Sanogo, che tra il 1989 e il 2000 ha seguito sei corsi di addestramento negli Usa. Gli stessi Usa che negli ultimi dieci anni hanno riversato sull'esercito del Mali un miliardo di dollari in "aiuti". Comunque sia, le milizie tuareg-islamiste erano ormai sul punto di impadronirsi dell'intero Paese, destabilizzando tutta la regione. Con la Somalia in mano agli shaabab, la Nigeria sconvolta dalle stragi degli islamisti di Boko Haram, il Kenya minacciato e gran parte del deserto tra Mauritania, Algeria, Mali, Niger e Chad in balia dei predoni, un eventuale tracollo del Mali rischiava di "somalizzare" l'intera fascia del Sahel. Nessuno poteva permetterselo. A quanto pare nemmeno gli Usa, che infatti hanno espresso pieno appoggio all'intervento francese.
</p><p>3. Gli interessi economici. Sono molti, e forti. Certamente la Francia è in prima fila, perché i Paesi di questa regione sono quelli che più a lungo sono stati colonizzati dai francesi e anche quelli con cui Parigi ha mantenuto i legami più solidi. Uno dei primi viaggi all'estero del presidente socialista Hollande, non a caso, è stato in Algeria. Ma anche quando si parla di vile denaro, le cose sono più complesse degli slogan. Nel 2004, in Mali fu creata l'Autorità per le ricerche petrolifere, che si affrettò ad assegnare 29 concessioni relative a 5 bacini di esplorazione: 9 riservate al Governo del Mali, le altre 20 divise tra Total/Elf (Francia), Baraka (Australia), Sipex (Algeria), PetroPlus (Angola) ed Eni (Italia). Non solo: il bacino Taoudeni, su cui si appuntano le migliori speranze petroliferi del Mali, si estende anche in Niger, Mauritania, Burkina Faso e Algeria. Buttatela in politica o in economia, ecco rappresentato un vastissimo spettro di interessi e concorrenti diversi. Per la cronaca, proprio in questi giorni l'Eni ha deciso di restituire le licenze a causa del basso potenziale riscontrato nei bacini petroliferi finora esplorati.
</p><p>4. E l'oro, e l'uranio... Naturalmente non c'è solo il petrolio. Il Mali, per esempio, è il terzo estrattore africano di oro, dopo il Sudafrica e il Ghana, e tra il 2001 e il 2008 ha concesso almeno 60 licenze di esplorazione mineraria ad aziende straniere. E poi ci sono le risorse non ancora sfruttate ma già scoperte. Altro esempio: i giganteschi giacimenti di bauxite(oltre 400 milioni di tonnellate), minerale da cui si ricava l'alluminio, che nei prossimi anni dovrebbero fare del Mali il primo esportatore africano, a spese della Guinea Conakry. E poi il gas naturale, rinvenuto a poche decine di chilometri dalla capitale Bamako, in un giacimento già affidato alle cure della Total. E l'uranio, presente in ottime quantità proprio nel Nord ora dominato dalle milizie tuareg-islamiste, e prima della loro avanzata coccolato da compagnie canadesi e australiane. Il tema dell'uranio rimanda poi al confinante Niger, che ne abbonda, e dove l'azienda di Stato francese Areva domina l'estrazione.
</p><p>Difficile dunque stabilire se Francia, Usa e altri Paesi si muovano per stroncare la minaccia dell'estremismo islamico (e proteggere le popolazioni locali che, non dimentichiamolo, sotto questi tipi campano assai male) o se siano in realtà interessati alle ricchezze del sottosuolo. A ben vedere, comunque, c'è poca differenza. Perché il "rischio islamismo" in quella parte dell'Africa è reale. Ma è reale anche il desiderio/bisogno dei nostri Paesi e dei nostri sistemi economici di usare il petrolio, l'uranio, l'alluminio, e il silente mandato che i nostri popoli danno ai politici: quello di procurarsi appunto petrolio, uranio ecc. ecc. Per cambiare politica, dovremmo forse cambiare abitudini.
</p><p>
TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews560.htm" target=_blank>BANGLANEWS</A></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=72]]></link></item><item><title><![CDATA[Paesi in via di sviluppo: solo il 50% delle bambine conclude le scuole primarie]]></title><description><![CDATA[<p>Solo il 50% delle bambine nei Paesi in via sviluppo conclude la scuola primaria, a una bambina su 5 e' negato il diritto a frequentare la scuola secondaria, il 90% delle ragazze tra i 12 e i 17 anni deve rinunciare all'istruzione per aiutare la famiglia: sono alcuni dei dati del rapporto 2012 "La condizione delle ragazze nel mondo" presentato mercoledì, a Roma, da Plan Italia nell'ambito della Campagna internazionale a favore delle bambine private dei loro diritti e di un'istruzione di qualita'. 
</p><p>La ricerca della organizzazione - riferisce l'agenzia Ansa - evidenzia che, rispetto ai maschi, le bambine hanno maggiori possibilita' di abbandonare gli studi: il punto di non ritorno e' rappresentato dal raggiungimento della puberta' che le conduce spesso a matrimoni e gravidanze precoci, violenze e abusi sessuali. </p><p>Attualmente, una bambina su 7 nei Paesi in via di sviluppo e' costretta a sposarsi prima dei 15 anni, alcune addirittura a 5 anni. I matrimoni precoci le espongono al rischio di contrarre malattie come l'hiv e di avere gravidanze precoci, principale causa di morte per le ragazze tra 15 e 19 anni (ogni minuto una ragazza muore partorendo). Ancora, una su 4 ha subito violenze psicologiche e sessuali prima dei 18 anni, anche a scuola, e tutto cio' riduce la probabilita' che continui a studiare. </p><p>Ad aggravare la situazione delle bambine, sottolinea ancora il rapporto, le mutilazioni genitali femminili (Mgf) che continuano ad allontanare migliaia di ragazze dalla scuola ogni anno, a causa di problemi alla salute dovuti all'intervento e soprattutto perche', dopo la mutilazione, sono pronte per essere date in sposa. </p><p>Nel mondo, oltre 140 milioni di bambine e donne vivono le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili, praticate senza il loro permesso e spesso contro la loro volonta'.</p><p> Dopo la risoluzione Onu che ha messo al bando la mutilazione, molti Paesi l'hanno dichiarata illegale, altri l'hanno inserita nel codice penale ma in molti non e' prevista alcuna pena. (R.P.)
</p><p><a href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews560.htm" target=_blank>TRATTO DA BANGLANEWS</a></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=73]]></link></item><item><title><![CDATA[Campagna di Fao e Onu per ridurre gli sprechi alimentari]]></title><description><![CDATA[<p>Pensa, mangia e risparmia. E' il tema della campagna mondiale contro gli sprechi alimentari lanciata dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep), dalla Fao e da altri partner. Ogni anno, secondi dati della Fao, è perduto o sprecato circa un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale. Il servizio di Amedeo Lomonaco
</p><p>
Ogni anno, si sprecano oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Le fasi più delicate sono quelle della produzione, del raccolto e della distribuzione. Nei Paesi in via di sviluppo, si riscontrano soprattutto limiti nelle tecniche di raccolto e nelle strutture per l'immagazzinamento. Nei Paesi industrializzati, si perdono grosse quantità di cibo a causa di errori dovuti alla confusione sulle etichette di scadenza e per standard di qualità che danno troppa importanza all'apparenza dei prodotti. 
<p></p>A destare preoccupazione sono anche lo smodato consumo di terra, acqua e fertilizzanti. Diversi i programmi, a livello internazionale, per rispondere a queste criticità. Camelia Bucatariu, esperta per lo sviluppo delle politiche collegate alla prevenzione e alla riduzione degli sprechi e delle perdite agroalimentari nell'ambito di "Save Food", iniziativa gestita dalla Fao:
</p><p>  
"Quello su cui noi stiamo lavorando sono gli studi che verranno compiuti direttamente nei Paesi, sul campo, e che cercheranno il collegamento tra le perdite e gli sprechi e poi il collegamento tra le perdite e gli sprechi delle risorse naturali. Allo stesso tempo, valutiamo la possibilità di utilizzare questi dati per decidere quale misura intraprendere, quale possa essere la misura più coerente dal punto di vista economico, sociale e anche ambientale".
  </p><p>
Rilevante anche il comportamento di molti consumatori incide sugli sprechi alimentari. Quantità eccessive di cibo acquistate, tecniche di conservazione inappropriate e pasti troppo abbondanti sono alcune delle malsane consuetudini, ravvisabili soprattutto nei Paesi industrializzati. Ancora Camelia Bucatariu:
  </p><p>
"Tutti siamo consumatori. Tutti noi abbiamo un contributo da dare alla riduzione degli sprechi alimentari. Come consumatori dobbiamo prima di tutto essere consapevoli dei nostri comportamenti: quanto cibo compriamo? Consumiamo davvero tutto quello che compriamo? Una volta che avremo comprato il cibo, avremo cura di preservarlo nelle condizioni indicate per i prodotti acquistati? Possiamo contribuire direttamente a ridurre il nostro spreco semplicemente essendo consapevoli di quello che consumiamo. Di certo, l'impatto economico per quello che riguarda lo spreco alimentare è molto alto: non consumiamo e non sprechiamo soltanto risorse naturali, ma sprechiamo anche risorse economiche che ci riguardano direttamente, come lo spreco delle risorse naturali".
 </p><p> 
Per promuovere una cultura mondiale alimentare sostenibile il sito della campagna www.thinkeatsave.org offre preziosi suggerimenti. E' necessario che siano coinvolti tutti e in particolare famiglie, supermercati, catene alberghiere, scuole, associazioni, sindaci e leader mondiali.
</p><p>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews560.htm" target=_blank>BANGLANEWS</A></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=74]]></link></item><item><title><![CDATA[Africa, la grande rapina dell'oro blu]]></title><description><![CDATA[<p><em>Dal "land grabbing", la terra strappata da governi e multinazionali alle economie locali, al "water grabbing", la sottrazione dell'acqua. E così continua lo sfruttamento dei più poveri. </em></p>
 
<p><br><STroNG>Il risiko dell'acqua</strong><br><em>I cinque paesi che impiegano più risorse idriche altrui e quelli che subiscono più prelievi</em><br><br><img border="0" src="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/b562-1.JPG"><br><br>Il neocolonialismo sulle risorse idriche<br>Negli ultimi quattro anni, il numero di terreni esteri acquistati da governi e multinazionali per produrre cibo e carburanti ha avuto un'impennata con l’accentuarsi del cambiamento climatico e a causa delle nuove abitudini alimentari di milioni di cinesi e indiani. Pechino, da sola ha acquisito più di tre milioni di ettari in diverse aree del mondo, di cui ben 2,8 nella Repubblica Democratica del Congo. Un Paese, quest'ultimo, tra i più gettonati insieme a Indonesia, Filippine, Sudan e Australia. Ma l'allarme suona ovunque, e non solo per la quantità di terra "arraffata" (il cosiddetto “land grabbing“, “sgraffignare terreni“, per via delle operazioni commerciali poco trasparenti). Il fenomeno riguarda anche l'acqua, la sottrazione del cosiddetto "oro blu", che in questo caso prende il nome di "water grabbing". Di recente, infatti, è stato calcolato su scala mondiale l'impatto di questo neocolonialismo sulle risorse idriche, con un risultato impressionante: per coltivare 47 milioni di ettari, pari al 90% delle terre acquisite globalmente, servono 454 miliardi di metri cubi all'anno. Più di dodici volte il Lago Maggiore.</p>
 
<p><strong>I 5 paesi a cui viene sottratta più acqua pro capite</strong><em><br>
Valori annuali in metri cubi</em><br><br><img border="0" src="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/b562-2.JPG"><br><br>
In Gabon, Congo e Sudan l'acqua impiegata nelle coltivazioni intensive indirizzate ai mercati esteri supera il volume pro capite di 1.300 metri cubi all'anno necessario per fornire gli alimenti di una dieta bilanciata. In tutti e cinque i Paesi, la quantità "arraffata" dagli investitori sarebbe sufficiente ad abbattere la malnutrizione.</p>
 
<p>   
Coltivazioni straniere su ampia scala che lasciano a secco quelle dei residenti <br>
Pubblicato dal prestigioso Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, questo studio sul "water grabbing" è stato realizzato da tre ingegneri idraulici italiani, Maria Cristina Rulli e Antonio Saviori del Politecnico di Milano, e Paolo D'Odorico, "cervello in fuga" di stanza ormai da anni all'University of Virginia. 
<br>   
«In questo momento l’acqua non manca, ma occorre dare maggiore sostenibilità al suo utilizzo», avverte Rulli. In pratica, non si può continuare a sfruttare risorse senza migliorare, in cambio, le economie locali: con coltivazioni straniere su ampia scala che lasciano a secco quelle dei residenti, il rischio di tensione sociale è altissimo, specie in Africa. Un esempio? Il Sudan, dove gli investimenti diretti occupano gran parte del bacino del Nilo, sottraendo al territorio una quantità d'acqua pro capite che basterebbe a garantire la sicurezza alimentare. Invece, il Paese ha un alto livello di malnutrizione benché risulti, proprio per effetto del "land grabbing", un grande esportatore di prodotti agricoli.</p>
 
<p><strong>Anche l'Italia nel suo piccolo...</strong><em><br>
Gli investimenti diretti battenti bandiera tricolore dal 2009 al 2012 nel mondo</em><br><br><img border="0" src="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/b562-3.JPG"><br><br>
Maria Cristina Rulli: «Disboscamento del pianeta e impoverimento del suolo»<br>
Il nuovo espansionismo vede tra i maggiori "cacciatori di terre" il Regno Unito, la Cina e gli Stati Uniti, seguiti da Emirati Arabi e Israele, particolarmente sensibili al cambiamento climatico. Tuttavia, poiché l'autosufficienza alimentare ed energetica delle singole nazioni è ormai impensabile, la corsa agli approvvigionamenti riguarda gran parte del mondo (Italia compresa, schema in basso). E dal "land" al "water grabbing" il passo è breve. Anche perché, spiega l'igegnere idraulico Maria Cristina Rulli, «l'86% dell'acqua è utilizzato a livello globale in agricoltura». E 454 miliardi di metri cubi sono una quantità enorme con cui, volendo, si potrebbe coltivare una volta e mezza l'intera superficie del nostro Paese. 
<br><br>
Il dato include l'acqua piovana?<br>
   «Sì, è anche quella una risorsa preziosa che viene sottratta ai territori, la cosiddetta "green water", e ammonta a 308 miliardi di metri cubi all'anno. I restanti 146 miliardi che compongono il totale complessivo sono di acqua fluente: fiumi, laghi, falde acquifere. Bisogna tenere presente, però, che la terra "arraffata" aumenta ogni giorno, perciò la quantità di risorse idriche impiegata è in costante crescita».<br>
<br>
Nell'analisi condotta, non sempre i maggiori investitori in terre straniere risultano anche fra i più impegnati nel reperimento di acqua: avete calcolato i consumi idrici in base alle singole colture impiantate?
<br>«Esattamente. Abbiamo incrociato i dati forniti da Grain e Land Matrix – le due organizzazioni che monitorano gli acquisti territoriali oltre i 200 ettari nel mondo – con le necessità idriche per la massima resa delle coltivazioni e, infine, con le analisi meteorologiche dei territori. L'India, per esempio, impiega più acqua altrui rispetto alla Cina nonostante abbia meno territori acquisiti. Inoltre, l'aumento di green water utilizzata in molte aree interessate dagli investimenti suggerisce che parte delle terre non erano coltivate prima delle acquisizioni ma erano foreste o savane. Il processo contribuisce quindi al disboscamento del pianeta e all'impoverimento del suolo».
<br> <br>
Considerati i molteplici interessi in gioco, quali possono essere i rimedi?<br>
   «Che si tratti di innovazioni tecnologiche, di aumento dell'occupazione o di cibo lasciato ai territori, l’unica soluzione – alla quale stanno lavorando Banca Mondiale, Fao e Ifad – è fare in modo che il land acquisition sia un'opportunità non solo per chi investe ma anche per le popolazioni locali».</p>
<p>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews562.htm" target=_blank>BANGLANEWS</A></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=75]]></link></item><item><title><![CDATA[Commercio armi, sì dell'Onu al primo trattato]]></title><description><![CDATA[<p>L'Onu ha deciso di rendere più «etico» il commercio mondiale delle armi. Entro due anni sarà molto più difficile vendere rivoltelle e fucili a paesi sottoposti ad embargo, che violano diritti umani o che hanno rapporti con terrorismo e criminalità organizzata. Con una 154 voti a favore, 3 contrari e 23 astenuti, l'assemblea delle Nazioni Unite ha approvato il primo trattato internazionale sulla compravendita internazionale delle armi convenzionali. Principi all'insegna della «moral suasion» - che però potrebbero dispiegare tangibili effetti pratici - in vigore entro due anni, quando i singoli Paesi che martedì 2 hanno dato il voto favorevole all'accordo approveranno le norme più «etiche».</p>
<p>Leggi <A href="http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_02/onu-trattato-commercio-armi_2764356e-9bb0-11e2-9ea8-0b4b19a52920.shtml">l'articolo</A> intero</P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=76]]></link></item><item><title><![CDATA[Dalle foreste la vita per 1,6 miliardi di persone]]></title><description><![CDATA[<P>Nella Giornata Internazionale delle Foreste, la Fao ricorda il servizio silenzioso ed essenziale del verde 
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Tra le diverse ricorrenze di oggi, 21 marzo, si festeggia in tutto il mondo anchela Giornata Internazionale delle Foreste, promossa dall'ONU. Una nuova occasione per ribadire l'importanza di una maggior tutela e valorizzazione di questo patrimonio, minacciato dai cambiamenti climatici e dalla conversione, sempre più diffusa, ad altro uso. 

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Il nostro pianeta, composto per un terzo da aree verdi, vede ogni secondo scomparire una porzione di foresta pari alla dimensione di un campo di calcio. Un dato allarmante che la FAO tiene a sottolineare, ricordandoci come sia importante la presenza del verde per l'uomo: per il clima, per la biodiversità e per il suo benessere. 

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La mansione più segreta ed efficace che le aree verdi svolgono è infatti quest'ultima: garantiscono la salute e il benessere di miliardi di persone. Pochi sanno che il verde è legato indissolubilmente alla vita di quasi 1,6 miliardi di uomini. Questi popoli dipendono completamente dalle foreste per la loro vita ed esigenze giornaliere. Il verde infatti protegge i bacini idrografici che alimentano i fiumi d'acqua dolce e quindi l'acqua potabile, limita l'erosione e l'avanzamento del deserto ampliando i terreni coltivabili ed è una barriera invalicabile contro la maree, valanghe, cicloni e uragani. 

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In più, le aree verdi del pianeta sono, se ben usate, una risorsa di ricchezza sostenibile ed inesauribile. In campo medico, il verde tropicale offre una vasta gamma di piante medicinali, il cui valore è stimato a 108 miliardi dollari all'anno. Più del 25% dei farmaci moderni infatti è derivato da piante. In campo economico, il commercio mondiale di legno è pari a 235 miliardi di dollari annui. In agricoltura invece, le foreste sono essenziali ai servizi di impollinazione, il cui valore sfiora i 12 miliardi di dollari l'anno e la riconversione e restauro di terreni degradati in tutto il mondo genera una sicura occupazione e l'avvio di nuove attività rurali. 

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I benessere che proviene da alberi e foglie però non è finito qui. I dati più interessanti provengono dal campo sanitario: più sane sono le foreste, più sano sarà l'uomo che le abita. Il verde, se non danneggiato, infatti ha la capacità di ridurre le malattie infettive. Ne è un esempio la sua influenza sulla malaria: il 40% della popolazione mondiale vive in zone infestate da questa malattia. In aree fortemente disboscate, il rischio di contrarre questa patologia è 300 volte superiore rispetto alle aree dove la foresta è intatta. In più, il 70% delle malattie infettive emergenti sono trasmesse dagli animali selvatici agli esseri umani. Nelle aree deforestate, la fauna selvatica si riversa in prossimità delle abitazioni umane, entrando in contatto più facilmente con esse e rendendo così maggiore possibilità di trasmettere gli agenti patogeni all'essere umano. 

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Molto più conosciuti e conclamati sono invece gli effetti su clima e biodiversità. Salvaguardare le foreste, infatti, significa avere impatti positivi sul tempo metereologico: silenziosamente, le aree verdi producono il 40% dell'ossigeno mondiale, mantengono un perfetto equilibrio di umidità nell'aria, regolano le precipitazioni e forniscono il modo più rapido, più efficiente e più efficace per ridurre le emissioni globali. Nel campo di fauna e flora invece, le foreste ospitano più del 80% della biodiversità terrestre: si stima che la deforestazione delle foreste pluviali  potrebbe determinare la perdita di 100 specie al giorno. 

 </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews568.htm">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=77]]></link></item><item><title><![CDATA[Conflitti, alluvioni, migrazioni cause principali di abbandono scolastico ]]></title><description><![CDATA[<P>I conflitti in corso tra le due etnie Oromo e Somali si stanno gravemente ripercuotendo anche sull'educazione dei bambini. Sono migliaia quelli che vivono nelle regioni agricole dell'Etiopia dedite alla pastorizia, e che abbandonano la scuola per i frequenti disastri naturali, come siccità e inondazioni, gli scontri inter-raziali e per le continue migrazioni stagionali insieme alle rispettive famiglie a causa delle condizioni meteorologiche avverse o di insicurezza.</P><P>Dall'inizio dell'anno scolastico 2012-2013, solo nel mese di febbraio, hanno abbandonato la scuola almeno 17 mila bambini, principalmente per la migrazione dovuta alla siccità. </P><P>Secondo un recente rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), nella regione dell'Etiopia nord orientale degli Afar, sono state chiuse 15 scuole per mancanza di acqua durante l'attuale stagione secca, coinvolgendo circa 1899 bambini, il 29% dei quali bambine. </P><P>Nelle aree della zona Oromo dell'Hararghe orientale colpite dai conflitti, sono rimasti privi di istruzione per oltre 3 mesi circa 10.600 bambini, il 40% bambine, di 35 scuole elementari dei distretti di Kumbi, Gursum, Meyumuluke e Chenasken. Nella Regione Somali sudorientale, influiscono negativamente sull'educazione anche le alluvioni stagionali, i conflitti etnici tra i residenti delle aree di confine, e i conflitti interni tra Somali. Nel 2012, ad esempio, una grave inondazione ha distrutto molte scuole in questa area del paese, privando 3,196 bambine della scuola. 



 </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews568.htm">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=78]]></link></item><item><title><![CDATA[4 milioni colpiti dal conflitto. Unicef: la metà sono bambini ]]></title><description><![CDATA[<P>E' necessario stabilizzare rapidamente la Repubblica Centrafricana. E' l'appello di Unicef che oggi ha diffuso i dati sulla crisi nel Paese. Quattro milioni di persone sono state coinvolte, in vario modo, nel conflitto. Due milioni di bambini, secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, non hanno accesso ai servizi sociali di base e sono esposti alla violenza. Massimiliano Menichetti: </P>
<P>Una settimana dopo la conquista della capitale Bangui da parte dei golpisti Seleka, le condizioni di sicurezza, in Centrafrica, ancora non migliorano. Fonti locali riferiscono di violenze diffuse, furti, chiese saccheggiate, ospedali al collasso. Monsignor Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, chiede che si mantenga la calma e non si fomentino odio e diffidenza. Mentre l'Unicef denuncia che il conflitto ha colpito oltre quattro milioni di persone e che due milioni di bambini non hanno accesso ai servizi sociali di base e sono esposti alla violenza. In questo scenario si cerca, a fatica, di individuare le frange di saccheggiatori che stanno approfittando del caos. Sul fronte interno nonostante gli appelli per la ripresa delle attività, del primo ministro di Nicolas Tiangaye, nulla sembra tornare alla normalità. Parole rasserenanti anche dall'autoproclamato presidente, Michel Djotodia, che è tornato a garantire il ripristino, al più presto, dell'ordine costituzionale, mentre il deposto presidente Bozizé ha chiesto asilo politico in Benin, dopo la fuga in Camerun. </P>
<P>Sulla difficile situazione umanitaria, Massimiliano Menichetti ha raccolto il commento di Andrea Iacomini portavoce di Unicef- Italia: </P>
<P>R. - Nelle scorse settimane, avevamo già segnalato la grave crisi in Centrafrica rimarcando che c'erano almeno 600 mila bambini che non andavano più a scuola e che gran parte degli aiuti umanitari erano a rischio di saccheggio. Oggi, questa situazione è esplosa: adesso sono quattro milioni le persone colpite da quanto accaduto e due milioni sono bambini. Abbiamo detto con forza alla coalizione di Seleka che è giunto il momento di agire: chi ha preso il potere, lo scorso fine settimana, adesso deve dimostrare quanto sia impegnato anche a far rispettare i principi umanitari, i diritti umani, altrimenti la situazione si farà sempre più esplosiva. Non dimentichiamo che la Repubblica di Centrafrica è ai primi posti per quanto riguarda la malnutrizione e la mortalità infantile. E' un Paese davvero che vive in condizioni disperate. E' importante che il nuovo governo si impegni nei confronti dei bambini e di tutte le persone. </P>
<P>D. - Nonostante la crisi siete ancora presenti in Africa? </P>
<P>R. - Certo, proprio in questi giorni il nostro direttore regionale dell'Unicef ha detto che è indispensabile avere un accesso concreto e sicuro alle comunità che sono state colpite dal conflitto. Non mancano però le difficoltà, questa settimana dal magazzino centrale dell'Unicef sono stati rubate dieci tonnellate di aiuti di prima necessità, aiuti che di fatto erano destinati a 30mila persone, le più vulnerabili, in particolare bambini e donne. </P>
<P>D. - Cosa è stato rubato esattamente? </P>
<P>R. - Kit per l'acqua, zanzariere, coperte, teli di plastica, farmaci essenziali... Aver rubato dal magazzino tutti questi aiuti porta grandissimi problemi per tutti, anche per i bisogni dei bambini, che per noi sono una priorità. </P>
<P>TRATTO DA <A href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews569.htm">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=79]]></link></item><item><title><![CDATA[La scommessa dell'Eni e i dubbi delle Ong]]></title><description><![CDATA[
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>L'Eni scommette sull'Africa. Nel Piano strategico 2013-2016, 
presentato il 14 marzo da Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo, il 
continente africano ha un posto sempre più importante nella strategia del Cane a 
sei zampe.<O:P> </O:P></FONT></P>
<P ><FONT 
size=2 face=Verdana>Nella sua relazione, Scaroni si è soffermato in modo 
particolare sui ricchissimi giacimenti offshore mozambicani. In Mozambico il 
gruppo italiano ha scoperto riserve di gas di 7 triliardi di metri cubi di gas. 
Un forziere che non solo può rispondere alle esigenze energetiche italiane, ma 
può diventare un'importante merce di scambio con le economie asiatiche 
emergenti. In particolare la Cina che, da qualche tempo, dimostra un appetito 
crescente per gli asset africani (anche per via della posizione geografica 
favorevole a servire il mercato asiatico).<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>&nbsp;<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>Lo sfruttamento del giacimento richiede però investimenti 
nell'ordine delle decine di miliardi. Cifre elevatissime anche per un gruppo 
solido come quello di San Donato. Ed è per questo motivo che proprio l'Eni ha 
iniziato a cercare un socio che le permetta di condividere i costi. Dopo aver 
valutato alcune proposte, il gruppo ha accettato di cedere il 20% del megapozzo 
Mamba alla Cnpc, la compagnia statale cinese.<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>&nbsp;<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>L'intesa è stata formalizzata agli inizi di marzo e non solo 
ha portato nelle casse del Cane a sei zampe 4,2 miliardi di dollari (3,2 
miliardi di euro), ma ha dato il via a una collaborazione tra le due compagnie 
per lo sfruttamento dei giacimenti di shale gas (gas metano prodotto da 
giacimenti non convenzionali) che si estendono per circa 2mila chilometri 
quadrati nel Sichuan Basin (Cina).<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>&nbsp;<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>Ma l'interesse dell'Eni non si ferma al Mozambico. Il Gruppo 
di San Donato da decenni è attivo in Africa, una presenza che il Piano 
strategico ha confermato. I Paesi nei quali è maggiormente presente sono la 
Nigeria (dove estrae 96mila barili di greggio e 10milioni di metri cubi di gas 
al giorno), l'Angola 95mila barili di petrolio e un milioni di metri cubi di 
gas), il Congo Brazza (87mila e 3,4 milioni) e l'Egitto (91mila e 22,7 milioni). 
Seguono Libia (36mila e 12 milioni), Algeria (69mila e 500mila) e Tunisia 
(13mila e 800mila).<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>&nbsp;<O:P> </O:P></FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana>Anche l'attività di esplorazione non si è fermata in questi 
mesi. Sempre il 15 marzo l'Eni ha comunicato una nuova scoperta petrolifera 
nelle acque profonde dell'offshore angolano. Per il nuovo pozzo la stima di 
potenziale produttivo è pari a 5.000 barili al giorno.</FONT></P>
<P><FONT 
size=2 face=Verdana></FONT>&nbsp;</P><FONT size=2 face=Verdana>
<P>TRATTO DA <A 
href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews569.htm">BANGLANEWS</A><O:P>&nbsp;</O:P></P></FONT>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=80]]></link></item><item><title><![CDATA[IN 20 ANNI IN ITALIA -15% DI TERRA COLTIVATA]]></title><description><![CDATA[<p><em>Si celebra oggi l'Earth Day 2013, la giornata Onu per salvare il pianeta (che non basta più)
</em></p><p> L'Italia ha perso negli ultimi venti anni il 15% della terra coltivata per effetto della  cementificazione e dell'abbandono provocato da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole  nello stesso arco di tempo. È l'allarme lanciato dalla Coldiretti  in occasione della 43a giornata mondiale della Terra, che si celebra oggi, voluta dall’Onu e alla quale quest'anno partecipa  la Fondazione Campagna Amica alla quale fa riferimento la rete di settemila aziende agricole italiane che offrono cibi e bevande a chilometri zero e annullano l'impatto negativo sul  clima provocato dai trasporti. «Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente  di 400 campi da calci (288 ettari) con il risultato che in Italia -sottolinea la Coldiretti- oltre 5 milioni di cittadini si  trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8% dell'intero territorio nazionale. Ad aumentare è anche - precisa la Coldiretti - la dipendenza degli italiani dall'estero per l'approvvigionamento alimentare con la produzione nazionale che nel 2012 è stata in grado di garantire appena il 75% del fabbisogno alimentare nazionale.     Il rischio in questo caso  è quello di un aumento delle importazioni con effetto sull'ambiente per l'impatto climatico dei trasporti ma anche sulla salute dei cittadini con l'arrivo di alimenti di diversa qualità spesso spacciati come Made in Italy».</p><p>
<strong>
Nel 2050 saremo 9 miliardi</strong><br>
Il nostro pianeta non basta più per tutti noi:  i dati mostrano che se i 7 miliardi di persone che popolano la terra conducessero gli stili di vita del cittadino medio occidentale, oggi un solo mondo non sarebbe sufficiente per tutti: sarebbero necessari 1,5 pianeti. Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà quota 9 miliardi; a quel punto, avremmo bisogno di ben 3 Pianeti per ospitarci. Sono i dati diffusi, in occasione del World Earth Day, dal Barilla Center For Food and Nutrition.
</p><p><strong>
Spesa a km zero</strong><br>
Sono 21milioni gli italiani che nel 2012 anno hanno fatto la spesa “salva clima” nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, dove sono stati acquistati prodotti a km zero prodotti del territorio, messi in vendita dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.
</p><p><strong>
Rinnovabili</strong><br>
L’agricoltura è un settore strategico per l’equilibrio ambientale: secondo una stima della Cia (Confederazione italiana agricoltori), se verranno rispettati gli obiettivi europei, entro il 2020 il 45% delle energie rinnovabili verrà dalle campagne, dalla rivalutazione energetica degli scarti di campi e stalle.  Con 240 milioni di tonnellate in meno di Co2 nell'aria nei prossimi 10 anni.
</p><p>
<strong>
Varietà addio</strong><br>
Secondo uno studio della Fao, nell'ultimo secolo, in Italia, alcune specie di frutta come albicocco, ciliegio, pesco, pero, mandorlo e susino hanno registrato una perdita di varietà del 75%, con punte massime per albicocco e pero.   Entro il 2055, se non si interverrà,  a causa del cambiamento climatico, scompariranno tra il 16 e il 22% dei parenti selvatici per colture importanti come arachidi, patate e fagioli.metro
 </p><p><strong>
Città verdi</strong><br>
È Melbourne una delle città più eco-efficienti al mondo, secondo l'ultimo rapporto del programma Onu per l'ambiente (Unep). La città australiana, infatti, punta a una metropolitana a zero emissioni, oltre a  compensare le emissioni di Co2 che produce.  A seguire c'è Singapore, che sta attuando un piano per ridurre del 10% entro il 2030.</p>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=81]]></link></item><item><title><![CDATA[Aids, in sette paesi dimezzato il numero dei nuovi casi ]]></title><description><![CDATA[<p>In sette paesi africani, tra i più colpiti al mondo, il numero dei nuovi contagi da virus dell'hiv si è dimezzato nell'arco di appena tre anni: i dati sono contenuti in un rapporto di Unaids, l'ente delle Nazioni Unite per la lotta contro l'aids. 
</p><p>
Secondo lo studio, tra il 2009 e il 2012 i progressi più marcati sono stati ottenuti da Botswana, Etiopia, Ghana, Malawi, Namibia, Sudafrica e Zambia. Miglioramenti significativi sono stati registrati anche in Zimbabwe e in Tanzania. Più critica, invece, la situazione in Nigeria e Angola. Nel complesso, nei 21 paesi africani presi in considerazione nel rapporto il numero di nuovi casi tra i bambini è diminuito di circa il 38%. "I progressi - ha detto Michel Sidibé, direttore esecutivo dell'ente dell'Onu - indicano con evidenza che grazie a sforzi mirati tutti i bambini possono nascere liberi dall'aids". 
</p><p>
Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, al miglioramento della situazione ha contribuito la diffusione dei farmaci antiretrovirali nella cura delle donne sieropositive in stato di gravidanza. </p><p>Questo tipo di medicine, sottolinea Unaids, migliora la salute della mamme e allo stesso tempo impedisce la trasmissione dell'hiv ai neonati. 
</p>
<P>TRATTO DA <A 
href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews582.htm#aids">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=82]]></link></item><item><title><![CDATA[Da dimenticate a invisibili: le "crisi" dimenticate dai nostri TG]]></title><description><![CDATA[<p>Le crisi umanitarie stanno inesorabilmente scomparendo dai telegiornali italiani, nonostante il desiderio del pubblico di essere più informato.</p><p>La lotta quotidiana per la sopravvivenza di intere popolazioni in paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan e il Mali sono relegate all’oblio.</p><p> Medici Senza Frontiere (MSF), nel corso di un incontro patrocinato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana FNSI, che si è tenuto oggi a Roma, ha presentato “Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2012 – 9° Rapporto di MSF”. L’indagine, realizzata con il supporto dell’Osservatorio di Pavia, prende in esame la copertura delle crisi umanitarie nei principali notiziari (prima serata) della televisione generalista (3 della TV pubblica e 4 della TV privata).</p><p> Il quadro è inaccettabile: nel 2012 i telegiornali hanno dedicato solo il 4% dei servizi a contesti di crisi, conflitti, emergenze umanitarie e sanitarie. È il dato più basso dal 2006, cioè da quando MSF ha avviato il monitoraggio dei TG. </p><p>Le crisi umanitarie da dimenticate sono diventate invisibili.</p><p> Per questa ragione, MSF chiede ai media di sostenere gli sforzi per portarle all'attenzione dell’opinione pubblica.  
</p><p>
I dati sono particolarmente importanti, se combinati con quelli di un'altra ricerca commissionata da MSF all’Eurisko: si rileva, infatti, che il 63% della popolazione italiana desidera ricevere dai media più informazioni sulle emergenze umanitarie. Secondo un sondaggio d’opinione effettuato nel maggio 2013, il 78% del campione considera eccessiva la quantità di notizie sul gossip e il 64% considera sia presente troppa politica, mentre il 60% chiede maggiori informazioni sul lavoro delle organizzazioni umanitarie e sul modo in cui poter dare il proprio contributo. 
</p><p>
“Ogni anno stiliamo la lista delle ‘Crisi dimenticate’ con un augurio: che l'anno successivo sia vuota”, dichiara Loris De Filippi, Presidente di MSF Italia. “La situazione è in netto peggioramento. La voce delle vittime delle crisi umanitarie non raggiunge gli italiani, perché i media ne parlano sempre meno. Il 2012 è stato l'anno peggiore: contesti come la Repubblica Centrafricana o alcune malattie tropicali sono stati del tutto dimenticati. L’AIDS è pressoché sparito. Esiste un significativo squilibrio tra le sofferenze delle popolazioni e la copertura data dai media, in particolare dai TG”. 
</p><p>
In un anno i TG della sera hanno dedicato solo 7 servizi all’AIDS: di essi soltanto 2 in occasione della Giornata Mondiale dell’1 dicembre. Fra i dati più emblematici: 3 notizie sulla Repubblica Democratica del Congo, dove non cessano le violenze nelle aree del Kivu; 4 i servizi sul Niger, piegato dalla malnutrizione; 2 notizie sulla martoriata popolazione di Haiti e 2 sulla Mauritania; l’Iraq, che gli anni scorsi ha avuto grande spazio nell’agenda dei notiziari, nel 2012 ha avuto 12 notizie. Il Sudan e il Sud Sudan trovano spazio in 17 notizie, in alcune di queste solo per la presenza di personaggi famosi. 
</p><p>
Lo scenario generale delle notizie nei Tg del 2012 è caratterizzato da un’inevitabile accentuazione dell’attenzione alla crisi economica in Italia e in Europa e di conseguenza della politica, tanto da ridimensionare anche le soft news (curiosità, gossip, costume). Tuttavia, la pagina di “Curiosità e Costume”, seppure in diminuzione, occupa il 6% del totale delle notizie. Se le “crisi umanitarie nel mondo” trovano sempre meno spazio, la “fine del mondo” profetizzata dai Maya ha invece meritato 30 notizie. La classica “emergenza freddo”, con l’arrivo dei malanni di stagione 39 notizie. Tuttavia sono le curiosità del mondo animale a ricevere una grande attenzione: ben 70 notizie in 12 mesi di informazione serale. Vere e proprie curiosità che trovano poco o alcuno spazio nei TG degli altri paesi europei. Dal confronto con i notiziari di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna emerge inoltre la maggiore attenzione che i notiziari europei dedicano alle crisi umanitarie internazionali, rispetto a quelli italiani che hanno molte similitudini con i TG spagnoli. 
</p><p>
Da anni MSF cerca di accendere un riflettore sulle crisi umanitarie che rimangono nascoste agli occhi del pubblico. La pressione dei mezzi di comunicazione e dell'opinione pubblica su governi, autorità o attori umanitari e politici, anche in paesi remoti, può fare la differenza e spingere ad agire in favore delle persone in difficoltà. Le crisi umanitarie che si svolgono lontano dall’Italia, non sono "isolate” e i media sono fondamentali per mobilitare la solidarietà internazionale, vitale per le popolazioni in pericolo. Lo spazio dedicato agli esteri non può essere ridotto alle storie delle corti reali europee e non è concepibile che il Darfur o Haiti, siano menzionati solo quando sono visitati dalle stelle di Hollywood. Per questo motivo, MSF in occasione della presentazione del “9° Rapporto sulle Crisi dimenticate”, attraverso una “Lettera Aperta” chiede ai responsabili dei media e dei principali Gruppi Editoriali del paese, di portare le “Crisi dimenticate” all'attenzione pubblica. “Chiediamo ai media italiani di non chiudere la porta a un mondo che è sempre più vicino a noi ed è sempre più importante comprendere e raggiungere”, conclude Loris de Filippi. 
</p>
<P>TRATTO DA <A 
href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews582.htm#dadi">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=83]]></link></item><item><title><![CDATA[L'emergenza umanitaria in Centrafrica è un dramma che rischia di incendiare tutta la regione ]]></title><description><![CDATA[<P>"Più di 60.000 bambini e 
loro familiari soffrono una grave penuria alimentare e più di 200.000 bambini e 
loro familiari sono stati costretti a fuggire dalle loro case nel corso degli 
ultimi 6 mesi" denuncia un appello sottoscritto da 9 organizzazioni umanitarie 
che operano nella Repubblica Centrafricana, e da S.E. Mons. Dieudonné 
Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui.</P>
<P>Il documento traccia un 
quadro drammatico della situazione del Centrafrica a pochi mesi dalla cacciata 
dell'ex Presidente François Bozizé e l'arrivo al potere di Michel Djotodia, 
leader della coalizione ribelle Seleka. "La maggior parte dei centri sanitari 
del Paese sono chiusi da 6 mesi, circa un milione di bambini non andranno a 
scuola e la popolazione è priva dei servizi più elementari". A questo si 
aggiunge la mancanza di sicurezza che colpisce soprattutto i più deboli ed 
indifesi: "i bambini, e in particolare bambine e ragazze, sono esposti a un gran 
numero di abusi, in particolare violenze sessuali e matrimoni precoci". Migliaia 
di bambini sono reclutati a forza nelle file dei gruppi armati.</P>
<P>La presenza umanitaria è 
ridotta al minimo: solo una quarantina di operatori dell'ONU sono ancora 
presenti nella capitale, Bangui.</P>
<P>Le 9 ONG chiedono la 
raccolta di 60 milioni di euro per far fronte alle esigenze umanitarie più 
urgenti. Mons. Nzapalainga,sottolinea che il dramma centrafricano rischia di 
incendiare gli Stati vicini. "Il nostro Paese confina con 6 delle nazioni più 
fragili dell'Africa (Ciad, Camerun, Congo Brazzaville, Repubblica Democratica 
del Congo, Sud Sudan e Sudan, ndr.): esiste un rischio reale di destabilizzare 
tutta l'Africa centrale" conclude l'Arcivescovo. (L.M.) </P>
<P>TRATTO DA <A 
href="http://bangladeshdue.xoom.it/bangladeshdue/b13/banglanews583.htm#leme">BANGLANEWS</A></P>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=84]]></link></item><item><title><![CDATA[Deserto Niger, 35 migranti muoiono di sete]]></title><description><![CDATA[<p>NIAMEY  - E' di almeno 35 migranti nigerini morti di sete il bilancio di una nuova tragedia dell'immigrazione, nel deserto tra Niger e Algeria. Per ora sono stati trovati i cadaveri di due donne e tre adolescenti, ha detto un ufficiale. Diciannove i superstiti. Il camion su cui viaggiavano si e' bloccato nel deserto.</p><p>
La gran parte dei migranti morti di sete nel deserto del Niger "erano donne e adolescenti" e i cadaveri "sono stati individuati lungo la strada" da diversi testimoni, ha detto il sindaco di Arlit, nel nord del paese. Una conferma arriva anche da un altro sindaco, Rhissa Feltou, di Agadez. Il 15 ottobre "una sessantina di migranti" erano partiti da Arlit a bordo di due camion. </p><p>Un mezzo si e' fermato per un guasto e l'altro, senza nessuno a bordo, e' partito per cercare pezzi di ricambio e tentare una possibile riparazione dei guasti. I migranti rimasti a piedi si sono divisi in piccoli gruppi "alla ricerca di un'oasi" e "alcuni sono riusciti ad arrivare ad Arlit e avvisare l'esercito". Secondo il responsabile della Ong Synergie, Azaoua Mamane, tra i migranti "c'erano famiglie intere, per questo c'erano tante donne e bambini".</p>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=85]]></link></item><item><title><![CDATA[Sette cose da sapere sull’attacco a Nairobi]]></title><description><![CDATA[<p>
    Il 24 settembre il presidente Uhuru Kenyatta ha dichiarato che le forze speciali dell’esercito keniano hanno “sconfitto” i combattenti somali di Al Shabaab, che il 21 settembre avevano attaccato il centro commerciale Westgate di Nairobi.</p><p>
</p><p>Il bilancio di quattro giorni di assedio è stato di 61 civili e sei agenti della sicurezza morti, e di almeno 175 feriti.
</p><p>Secondo Al Shabaab, che ha rivendicato l’attacco, le vittime sono invece 137.
</p><p>Il 25 settembre i dati non sono ancora definitivi perché ci sono ancora dei corpi intrappolati tra le macerie dei tre piani del centro commerciale crollati a causa di un incendio.
</p><p>Tra le vittime ci sono almeno diciotto stranieri, tra cui il poeta ghaneano Kofi Awoonor.
</p><p>La polizia ha fatto sapere di aver ucciso cinque attentatori e di averne arrestati altri undici.
</p><p>Gli aggressori sarebbero di diverse nazionalità. Secondo le autorità keniane, nell’attacco erano coinvolti “almeno due statunitensi” e una donna del Regno Unito. Nei giorni dell’attacco i giornali britannici hanno più volte citato Samantha Lewthwaite, 29 anni, inglese, convertita all’islam, chiamata la “vedova bianca” perché era sposata con uno degli attentatori del 7 luglio 2005 a Londra. Al Shabaab ha però dichiarato su Twitter che all’attacco non partecipavano donne. Ma il presidente keniano Kenyatta il 24 settembre ha detto di non poter confermare il coinvolgimento di stranieri.</p>
]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=87]]></link></item><item><title><![CDATA[Ogni giorno 20mila bambine diventano mamme]]></title><description><![CDATA[<p>Sono 20 mila le ragazze sotto i 18 anni che ogni giorno partoriscono nei paesi in via di sviluppo, 7,3 milioni ogni anno. Di queste, 2 milioni hanno meno di 15 anni. Nove nascite su 10 avvengono all'interno di un matrimonio o di un'unione stabile. Se le tendenze attuali proseguiranno, il numero di nascite da ragazze under 15 potrebbe salire a 3 milioni l'anno nel 2030. E' quanto emerge dal rapporto dell'Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) ''Lo Stato della popolazione nel mondo 2013'', diffuso oggi in tutto il mondo e presentato in Italia da Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo).
</p><p>
Secondo i dati, il 95% delle nascite mondiali da mamme adolescenti si verifica nei paesi in via di sviluppo. Nei paesi sviluppati ogni anno partoriscono circa 680 mila ragazzine; quasi la metà risiede negli Stati Uniti. Nei paesi in via di sviluppo si contano circa 3,2 milioni di aborti non sicuri l'anno tra le ragazzine di 15-19 anni; 70 mila sono invece le giovanissime che muoiono per complicazioni durante la gravidanza e il parto.
</p><p>
Le mamme under 15 nei paesi a basso e medio reddito hanno il doppio del rischio di morte materna e fistola ostetrica delle donne più grandi, soprattutto nell'Africa sub-sahariana e in Asia meridionale. Secondo il rapporto, l'istruzione, la provenienza da zone rurali e la povertà incidono sulle gravidanze precoci.
</p><p>
Ad esempio le ragazze che rimangono a scuola più a lungo hanno meno probabilità di restare incinta; l'educazione scolastica è inoltre il ''miglior deterrente'' per evitare i matrimoni precoci, fenomeno che riguarda circa 39 mila minorenni ogni giorno (questo il numero dei matrimoni con spose bambine stimato quotidianamente nel mondo).
</p><p>
Infine - si legge nel rapporto - il costo opportunità-vita relativo alle gravidanze adolescenziali, misurato dal reddito annuale perso dalla madre durante tutta la sua vita, va dall'1% (ossia 124 miliardi di dollari in Cina) al 30% del Pil annuale (15 miliardi di dollari in Uganda). </p>]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=88]]></link></item><item><title><![CDATA[Le proteste più importanti dalla fine della guerra nei Balcani]]></title><description><![CDATA[<div id="fb-root"></div> <script>(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=89]]></link></item><item><title><![CDATA[La Apple apre alla traspartenza]]></title><description><![CDATA[<div id="fb-root"></div> <script>(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=90]]></link></item><item><title><![CDATA[Nel Nepal occidentale la principale causa di morte è ancora il parto]]></title><description><![CDATA[<div id="fb-root"></div> <script>(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=91]]></link></item><item><title><![CDATA[Tutto quello che c’è da sapere sulle proteste in Venezuela]]></title><description><![CDATA[<div id="fb-root"></div> <script>(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=92]]></link></item><item><title><![CDATA[Il tuo &#8234;makeup&#8236;? Estratto dai bambini nelle miniere...]]></title><description><![CDATA[<div id="fb-root"></div> <script>(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script>
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]]></description><link><![CDATA[http://www.la-goccia.it/notizie_mondo.asp?sez=93]]></link></item><item><title><![CDATA[Fuga dagli ospedali e Khartoum sospende Croce Rossa]]></title><description><![CDATA[<div id="fb-root"></div> <script>(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script>
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